IA obbligatoria per superare l'esame all'Università di Pisa
L'intelligenza artificiale è diventata obbligatoria per sostenere un esame all'Università di Pisa: i docenti del corso hanno spiegato i motivi
L’intelligenza artificiale approda all’università e diventa obbligatoria per poter superare un esame. È successo all’Università di Pisa, dove un corso è stato rimodulato e ripensato proprio per introdurre la nuova tecnologia nel percorso di studi di studenti e studentesse. I docenti di questo corso hanno spiegato per quale motivo hanno deciso di rendere l’IA obbligatoria per superare l’esame universitario, svelando anche che i risultati dei progetti presentati hanno superato le aspettative.
L’esame con IA obbligatoria all’Università di Pisa
Il corso di Advanced programming della laurea magistrale in Computer science dell’Università di Pisa ha reso obbligatoria l’intelligenza artificiale per poter superare l’esame.
Tenuto nel primo semestre dai professori Antonio Cisternino e Andrea Corradini, questo corso universitario è stato rimodulato e ripensato, per poter introdurre nozioni base di teoria e applicazioni pratiche di una tecnologia sempre più utilizzata nel mercato del lavoro. Per poter dare l’esame finale, studenti e studentesse non solo hanno potuto, ma hanno dovuto fare ricorso all’IA.
Questa sperimentazione può essere utile all’attuale dibattito sulla necessità di rivedere contenuti e strumenti dei corsi di studi universitari, introducendo tecnologie che non solo possono essere utili per l’insegnamento e per l’apprendimento, ma anche per il successivo ingresso in un mercato del lavoro che richiede figure sempre più formate in questi ambiti.
Perché l’IA è stata integrata nel corso universitario
Il sito ufficiale dell’ateneo toscano ha riportato le parole del professor Antonio Cisternino, che ha spiegato per quale motivo l’intelligenza artificiale è stata introdotto nel corso: "Il mestiere del programmatore sta cambiando radicalmente. L’AI scriverà sempre più codice. La domanda è: quali competenze deve avere un informatico quando non è più lui a scriverlo direttamente? Serve un ruolo diverso, più critico e consapevole".
Per questo motivo il percorso di studi ha spostato il suo focus, passando dalla capacità di "scrivere il codice" alla capacità di leggerlo, capirlo e saperlo valutare. Questo cambiamento non riguarda solamente lo sviluppo del software, ma ogni settore nel quale l’operatore non è più il costruttore della struttura informatica in senso tradizionale, ma il supervisore di sistemi intelligenti.
I risultati dell’uso dell’intelligenza artificiale per l’esame finale
Il corso di UniPi ha sfruttato l’intelligenza artificiale nella progettazione dei contenuti, nella didattica in aula e anche nella valutazione finale. Un trasformatore generativo pre-addestrato (il cosiddetto Gpt) è stato sviluppato per creare il materiale didattico partendo dalla trascrizione delle lezioni, ma anche per proporre simulazioni e materiali interattivi utili a studenti e studentesse per prepararsi per l’esame finale.
L’IA, ovviamente, era presente anche nella valutazione finale: gli iscritti al corso di Advanced programming della laurea magistrale in Computer science hanno dovuto realizzare un progetto. Per farlo hanno dovuto usare obbligatoriamente l’intelligenza artificiale. I risultati hanno superato le aspettative, come spiegato dallo stesso docente: "Ho valutato soprattutto la capacità di controllare e criticare il lavoro prodotto dall’IA. Quello sarà il compito che i giovani professionisti dovranno svolgere. I progetti sono stati di ottima qualità, questo significa che, quando gli studenti hanno solide basi, riescono a usare l’intelligenza artificiale in modo significativo e non passivo".