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galiano ANSA

Il buon 2026 di Galiano: "Vi auguro porte in faccia e rifiuti"

Il "contro-augurio" di prof Enrico Galiano ai giovani per il nuovo anno è una vera e propria lezione di vita: "Tutto e subito? Non ci cascate"

Camilla Ferrandi

Camilla Ferrandi

GIORNALISTA SOCIO-CULTURALE

Nata e cresciuta a Grosseto, sono una giornalista pubblicista laureata in Scienze politiche. Nel 2016 decido di trasformare la passione per la scrittura in un lavoro, e da lì non mi sono più fermata. L’attualità è il mio pane quotidiano, i libri la mia via per evadere e viaggiare con la mente.

Nelle sue riflessioni di fine anno, Enrico Galiano torna a parlare ai ragazzi con una lezione che è insieme un avvertimento e un gesto d’affetto: “Tutto e subito? Non ci cascate”. Lo scrittore e insegnante friulano osserva il mondo in cui crescono gli adolescenti di oggi e prova a restituire loro una bussola diversa da quella che la società sembra imporre. Il risultato è un messaggio controcorrente ai giovani, che invita a diffidare della fretta, della pressione al successo immediato e dell’idea che il valore di una persona si misuri dalla rapidità con cui raggiunge un traguardo.

Perché Galiano non invidia i giovani d’oggi

In una lettera ai giovani pubblicata su Il Libraio.it, Enrico Galiano lo dice senza giri di parole: “Non vi invidio“. E non è una posa da adulto nostalgico che rimpiange la propria giovinezza. Non c’entra la musica che i ragazzi ascoltano, né le mode che cambiano troppo in fretta.

Il punto è un altro: “Non vi invidio per quanto siete bombardati di stimoli ansiogeni; per quanto è difficile staccare e chiudere il mondo fuori dalla propria stanza; ma, soprattutto: per come oggi vi raccontano quanto sia facile arrivare al successo“.

Per il prof è difficile sottrarsi alla “narrazione tossica” che domina il presente: quella che esalta chi arriva prima, chi brucia le tappe, chi “ce la fa” in tempi record. Una narrazione che, a suo avviso, trasforma la vita in una “gara” e che suggerisce che se non ottieni risultati immediati allora non vali abbastanza.

“Ecco, in questo mondo: io mi chiedo come facciate a non impazzire“, ha detto Galiano.

Il contro-augurio di prof Galiano ai ragazzi per il 2026

In un mondo che spinge verso “il tutto e subito”, Galiano sceglie di fare ai giovani un augurio che sembra una provocazione: “Vi auguro che i vostri sogni non si avverino. Non subito, almeno. Vi auguro che serva tempo. E che ne serva tanto”. Nel suo messaggio, l’insegnante ribalta la logica dominante per restituire dignità al percorso, non solo al risultato. Perché, ha aggiunto, “i sogni non sono fatti di subito”.

Per questo, ha proseguito, “vi auguro che vi costino fatica, e lacrime, e attesa, soprattutto tantissima attesa. Vi auguro porte in faccia, rifiuti, teste che si scuotono. Vi auguro video con tre visualizzazioni, provini che vanno male, progetti che non vanno in porto“.

Prof Galiano e la sua lezione: “Non ci cascate”

Galiano ha poi richiamato il mito di Icaro, spesso interpretato come un monito a non volare troppo in alto. “Ma forse il mito non dice questo – ha sottolineato il professore -. Forse dice che non si vola con ali fatte di fretta. Che l’errore non è puntare all’altezza, ma credere di poterla raggiungere facilmente“.

Da qui nasce il suo messaggio ai giovani: “Non ci cascate. Lo so che il mondo è lì tutti i giorni a dirvi: tutto e subito, devi avere tutto e subito. Non gli credete“.

Galiano ricorda ai ragazzi che esistono due tragedie, come scriveva Oscar Wilde: non ottenere ciò che si desidera e ottenerlo. E “alla vostra età, questo è ancora più vero”. Perché quando finalmente il sogno si realizzerà, “allora scoprirete il grande segreto di cui non parla quasi nessuno: che la parte bella, quella davvero indimenticabile, non era il traguardo, ma la strada fatta per raggiungerlo”.

Il percorso più veloce, ha ricordato il professore, “quasi mai coincide con il migliore”. I desideri sono “strani animali che vanno alimentati con i giorni, con i mesi, con gli anni”. Solo il tempo “renderà il vostro momento, quando arriverà, qualcosa di indimenticabile“, ha concluso Enrico Galiano.

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