Il caso della scuola "senza italiani" a Mestre, la preside va via
Il caso della scuola "senza italiani": all'Istituto Giulio Cesare di Mestre il 98% degli studenti ha un background migratorio, e la preside va via
L’Istituto comprensivo Giulio Cesare di Mestre era finito al centro del dibattito pubblico nel 2025, e la stessa situazione si è ripresentata nel 2026 con le nuove iscrizioni al prossimo anno scolastico. La scuola, già definita "senza italiani", conferma anche quest’anno una netta prevalenza di studenti con background migratorio. A settembre, inoltre, la preside Michela Manente lascerà l’incarico per essere trasferita in un altro istituto, ma ancora non è noto chi la sostituirà.
Cosa succede all’Istituto Giulio Cesare di Mestre
Secondo quanto riportato da La Repubblica, nella scuola dell’infanzia dell’istituto mestrino risultano iscritti 102 bambini al prossimo anno scolastico e, tra questi, 100 non sono italofoni.
Anche nella scuola secondaria di primo grado la composizione delle classi presenta caratteristiche simili: su 118 iscritti, soltanto dieci hanno un cognome italiano. Inoltre, quattro delle sei nuove classi prime sono formate interamente da studenti che nei documenti scolastici vengono indicati come alunni con background migratorio.
Nelle future classi prime della scuola primaria, gli alunni con genitori di origine italiana sono presenti soltanto nelle sezioni A e B, cinque per classe. Le restanti quattro sezioni sono composte prevalentemente da bambini con cognomi asiatici, in particolare bengalesi. Una delle classi, la 1 F, sarebbe composta esclusivamente da alunni con genitori di origine bengalese.
Anche nelle due scuole dell’infanzia collegate all’istituto, la Giulio Cesare e la Cesare Battisti, oltre il 98% dei bambini iscritti e nati tra il 2021 e il 2023 risulta di origine non italiana.
La situazione, come detto, non è nuova. Il plesso, che si trova in un quartiere multietnico, è noto in città per l’elevata presenza di studenti con alle spalle una storia familiare di migrazione. Nel settembre 2025 la primaria Cesare Battisti era finita al centro dell’attenzione mediatica perché su 61 iscritti alla prima elementare un solo bambino aveva entrambi i genitori italiani, mentre gli alunni italiani di seconda generazione erano una decina. Per questo, alcuni genitori avevano deciso di ritirare i propri figli, parlando di una "scuola-ghetto", pur riconoscendo l’impegno del personale scolastico.
Il caso aveva portato il consiglio d’istituto a coinvolgere il Comune di Venezia. L’assessore alla Coesione sociale, Simone Venturini, aveva chiesto un intervento del ministero e degli uffici scolastici, sostenendo che con numeri simili fosse difficile garantire un percorso di integrazione.
Perché la preside ha lasciato la scuola "senza italiani"
A partire da settembre, inoltre, l’istituto Giulio Cesare cambierà dirigenza: la preside Michela Manente sarà trasferita e al momento non c’è ancora il nome del sostituto. Come scritto da La Repubblica, la dirigente scolastica avrebbe chiesto il trasferimento già l’anno scorso.
Secondo quanto riferito da fonti interne alla scuola riportate dal quotidiano, l’ultimo anno scolastico sarebbe stato caratterizzato da rapporti tesi tra la dirigenza e una parte del corpo docente. Le difficoltà quotidiane nella gestione di classi con una composizione fortemente multiculturale avrebbero contribuito a creare un clima complesso, soprattutto in relazione alla necessità di rispettare i programmi didattici e garantire un percorso formativo omogeneo per tutti gli studenti.
Nel frattempo, un gruppo di genitori starebbe organizzando la richiesta per un incontro con l’Ufficio scolastico regionale del Veneto.