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Dress code scuola iStock

Il dress code a scuola vale anche per i docenti: le circolari

Il dress code a scuola non vale solo per gli studenti, ma anche per i docenti: le circolari dei dirigenti scolastici negli istituti italiani

Camilla Ferrandi

Camilla Ferrandi

GIORNALISTA SOCIO-CULTURALE

Nata e cresciuta a Grosseto, sono una giornalista pubblicista laureata in Scienze politiche. Nel 2016 decido di trasformare la passione per la scrittura in un lavoro, e da lì non mi sono più fermata. L’attualità è il mio pane quotidiano, i libri la mia via per evadere e viaggiare con la mente.

Con la riapertura della scuola, il tema del dress code scolastico è tornato al centro del dibattito pubblico. Diverse circolari emanate da dirigenti scolastici in tutta Italia stanno ridefinendo le regole sull’abbigliamento da tenere in aula, con indicazioni sempre più dettagliate e sanzioni per chi non le rispetta. In alcuni casi, queste regole non sono rivolte solo agli studenti, ma anche ai docenti, al personale ATA, agli educatori esterni e agli assistenti.

Le circolari sul dress code a scuola

Come riportato da La Repubblica, sono sempre più numerosi gli istituti che hanno introdotto regole precise sull’abbigliamento da tenere a scuola. Al Pugliatti di Taormina (Messina), per esempio, è arrivato un depliant rivolto a studenti e famiglie che elenca graficamente i capi di abbigliamento ammessi e vietati. Ok a t-shirt, polo, felpe, camicie, giacche, jeans, pantaloni skinny, tute. Ma stop a top, canotte, reggiseni sportivi, leggins, shorts, minigonne, jeans strappati, tacchi alti, ciabatte, infradito e capi trasparenti. Gli studenti e le studentesse che contraddicono le regole, non possono entrare a scuola.

Nella circolare di un istituto di Salerno si evidenzia che “la scuola non è un villaggio turistico“, mentre in quella del Newton di Varese si specifica che non è consentito indossare cappellini e cappucci durante le lezioni, e neanche abiti che “contengono messaggi offensivi e discriminatori”. Nella scuola varesina non sono ammesse neanche “le unghie a stiletto di lunghezza superiore a 0,5 centimetri nella parte eccedente il dito” per le attività di laboratorio. Stop a “unghie esageratamente lunghe” anche all’Istituto comprensivo Archimede – La Fata di Partinico (Palermo).

Niente zeppe e tacchi alti al liceo Cantone di Pomigliano d’Arco (Napoli) per motivi di sicurezza, ad esempio “in caso di necessità di evacuazione dell’edificio” scolastico.

In alcuni casi, le circolari specificano anche le sanzioni disciplinari per chi non rispetta le regole, che possono arrivare fino all’allontanamento temporaneo dalla classe. Al Teodosio Rossi di Priverno (Latina) è prevista una nota sul registro per chi indossa “pantaloni a vita bassa o abiti succinti, magliette corte che lascino scoperta la pancia”. Al Quintiliano di Siracusa si arriva fino all’allontanamento o alla non ammissione a scuola.

Ma chi controlla? All’istituto Marconi di Civitavecchia (Roma), tutto il personale della scuola è invitato a “un’attenta sorveglianza e a comunicare tempestivamente l’eventuale infrazione”.

Perché in alcune scuole il dress code vale anche per i docenti

In alcune circolari si legge che le regole di abbigliamento non riguardano solo gli studenti, ma anche il personale scolastico. All’Istituto comprensivo Ugento in provincia di Lecce, per esempio, il dress code vale anche per “docenti, personale di segreteria, collaboratori scolastici, personale a vario titolo operante all’interno dell’istituto”. Questo perché, come è riportato nel documento, il personale scolastico deve “dare l’esempio” con un “abbigliamento decoroso e dignitoso” visto che “il rispetto per l’istituzione scolastica e per le istituzioni dello Stato passa anche attraverso le forme e i modi del vestire”.

Così tutti sono “caldamente invitati”, anche nelle giornate di “caldo”, a “non indossare abiti inopportuni, che evochino tenute estive, o anche balneari“.

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