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Il dress code di una scuola di Treviso è diventato un caso iStock

Il dress code di una scuola di Treviso è diventato un caso

L'istituto Besta ha vietato i pantaloni a vita bassa, gli hot pants e tutti gli indumenti indecorosi, ma non tutti i ragazzi sono d'accordo

3 min di lettura

Stefania Bernardini

Stefania Bernardini

GIORNALISTA

Giornalista professionista dal 2012, ha collaborato con le principali testate nazionali. Ha scritto e realizzato servizi Tv di cronaca, politica, scuola, economia e spettacolo. Ha esperienze nella redazione di testate giornalistiche online e Tv e lavora anche nell’ambito social

La scuola è un luogo di formazione in cui si impara a stare in un contesto sociale e anche a rispettare regole e ambiente. Anche l’abbigliamento ha il suo peso e, seppure è giusto rispettare lo stile di tutti e possa essere un modo per esprimere la propria personalità, ci sono indumenti inadeguati allo spazio educativo scolastico. Per questo motivo, una scuola di Treviso ha deciso di stabilire un "dress code" vietando di indossare alcuni capi specifici.

Il dress code della scuola di Treviso

Gli studenti dell’istituto Besta di Treviso dall’anno scolastico 2026/2027 hanno un freno sul look per andare a scuola. Nell’ultimo regolamento scolastico approvato dal collegio docenti, l’invito a presentarsi con un "abbigliamento idoneo" è diventato una vera e propria lista di cosa si può indossare e cosa no.

Gli studenti non possono indossare pantaloni a vita fin troppo bassa e hot pants estremamente succinti. In generale la scuola ha imposto uno stop a capi che lasciano scoperta la biancheria intima e parte del fondoschiena o comunque ritenuti indecorosi e provocatori.

La decisione della preside

Nel precedente regolamento compariva semplicemente il riferimento a un "abbigliamento idoneo", ma secondo la dirigente scolastica dell’istituto Besta, Renata Moretti, questa formulazione ha lasciato comunque troppo spazio alle interpretazioni personali.

"Ci è sembrato necessario entrare nel merito dell’abbigliamento a scuola – ha spiegato la preside – per esemplificare in modo concreto e oggettivo cosa significhi abbigliamento idoneo".

La decisione sarebbe maturata anche sulla base di alcune situazioni osservate quotidianamente all’interno della scuola.

Tra gli esempi citati dalla dirigente ci sono ragazzi che portano i pantaloni molto bassi, lasciando scoperta parte del corpo pur in presenza della biancheria intima, e studentesse che indossano pantaloncini particolarmente corti. Outfit che Moretti ha definito "indecorosi, se non addirittura offensivi e provocatori".

La preside ha ben chiaro che "alcune indicazioni vanno contro le mode", ma il punto è che "sono necessarie per educare al rispetto dei luoghi e delle persone con cui conviviamo".

"A scuola non siamo in spiaggia, né in discoteca", ha specificato Moretti chiarendo che l’obiettivo del regolamento è quello di rendere meno generica una regola già esistente, fornendo a studenti e famiglie criteri maggiormente definiti.

"Ben venga l’originalità di esprimersi anche attraverso l’abbigliamento – ha concluso la dirigente – ma senza sacrificare la buona educazione e il senso della misura".

La reazione degli studenti

Le regole chiare sull’abbigliamento consentito a scuola non sono state accolte in positivo da tutti gli studenti. C’è chi ritiene siano "misure senza senso" e chi si lamenta perché pensa che sia una limitazione dell’espressione della propria personalità.

La stessa dirigente ha riconosciuto che alcune indicazioni possono entrare in contrasto con le mode e le tendenze diffuse tra gli adolescenti e il caso di Treviso ha aperto il dibattito su limiti e libertà d’espressione sottolineando che la propria personalità può essere espressa liberamente purché nel rispetto degli altri e del contesto in cui ci si trova.

Indossare un pantalone a scuola al posto di uno shorts è una dimostrazione di buona educazione e rispetto del luogo in cui ci si trova che non vieta affatto la libertà d’espressione attraverso l’outfit. La scuola, come evidenziato dalla preside del Besta, è uno spazio educativo e di formazione in cui si impara a crescere e non un ambiente di svago e divertimento.