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Sergio Mattarella ANSA

Il messaggio di Mattarella ai giovani per il nuovo anno 2026

Nel discorso di fine anno del presidente della Repubblica Sergio Mattarella, lo sguardo è stato rivolto ai giovani e al futuro che rappresentano

Stefania Bernardini

Stefania Bernardini

GIORNALISTA

Giornalista professionista dal 2012, ha collaborato con le principali testate nazionali. Ha scritto e realizzato servizi Tv di cronaca, politica, scuola, economia e spettacolo. Ha esperienze nella redazione di testate giornalistiche online e Tv e lavora anche nell’ambito social

Il discorso di fine anno del presidente della Repubblica Sergio Mattarella è sempre molto atteso e seguito da milioni di italiani. Se nel 2024 il leit motive del capo dello Stato aveva riguardato la “speranza”, tra le parole d’ordine nel 2025 c’è stata: “futuro“. Di conseguenza, protagonisti dell’intervento dal Quirinale sono stati coloro che rappresentano il futuro del Paese, ovvero i giovani, a cui la prima carica dello Stato ha rivolto un messaggio.

Le parole di Mattarella ai giovani per il 2026

Tracciando il bilancio di un anno complesso e segnato dall’instabilità geopolitica e dalle guerre, il presidente della Repubblica ha voluto puntare l’attenzione sui giovani che possono portare luce tra le ombre, proprio perché sono e saranno loro gli artefici del futuro.

Sergio Mattarella ha invitato ragazze e ragazzi a non perdersi d’animo e a non ascoltare chi li critica.

“Qualcuno – che vi giudica senza conoscervi davvero – vi descrive come diffidenti, distaccati, arrabbiati: non rassegnatevi“, ha detto il capo dello Stato ai giovani.

L’invito è invece a essere “esigenti, coraggiosi” e a scegliere “il vostro futuro”.

“Sentitevi responsabili come la generazione che, ottanta anni fa, costruì l’Italia moderna”, ha concluso il presidente della Repubblica.

L’invito a ricordare la storia della Costituzione italiana

I giovani, sono stati quindi spronati a rendersi conto di ciò che significa la storia della Costituzione italiana, che il 2 giugno 2026 compirà 80 anni e del traguardo storico che rappresentò il famoso referendum del 1946 che sancì la fine della monarchia in Italia e l’inizio della Repubblica.

“Ottant’anni sono pochi se guardati con gli occhi della grande storia ma sono stati decenni di alto significato”, ha sottolineato Mattarella

Un viaggio che ha come “primo fotogramma le donne” ricordando che “il segno dell’unità di popolo, infatti, fu simbolicamente impresso dal voto delle donne, per la prima volta chiamate finalmente alle urne. Quel segno diede alla Repubblica un carattere democratico indelebile, avviando un percorso, ancora in atto, verso la piena parità”.

Il presidente della Repubblica ha ricordato come la Costituzione italiana abbia “ispirato e guidato il Paese per tutti questi decenni” e la Repubblica sia “uno spartiacque nella nostra storia”, di cui i giovani rappresentano il futuro in un cammino ancora da compiere verso i pieni diritti.

La riflessione di Mattarella sulla pace

In un messaggio a Papa Leone XIV, Mattarella ha ricordato che proprio nella Costituzione c’è scritto che “l’Italia ripudia la guerra“. Il discorso di fine anno si è infatti aperto parlando di pace.

“Di fronte alle case, alle abitazioni devastate dai bombardamenti nelle città ucraine, di fronte alla distruzione delle centrali di energia per lasciare bambini, anziani, donne, uomini al freddo del gelido inverno di quei territori, di fronte alla devastazione di Gaza, dove neonati al freddo muoiono assiderati – ha detto il presidente della Repubblica – il desiderio di pace è sempre più alto e diviene sempre più incomprensibile e ripugnante il rifiuto di chi la nega perché si sente più forte. La pace, in realtà, è un modo di pensare: quello di vivere insieme agli altri, rispettandoli, senza pretendere di imporre loro la propria volontà, i propri interessi, il proprio dominio”.

Concludendo con l’appello ai giovani a scegliere il loro futuro e sentirsi parte della generazione d’italiani che diedero vita alla Repubblica e alla Costituzione, Mattarella sembra volerli richiamare a tenere a mente i valori che fanno parte della storia del nostro Paese, tra i quali c’è appunto la pace, l’uguaglianza e il rispetto di ogni singolo individuo.