Il messaggio di Natale di Valditara: "Rivoluzioniamo la scuola"
Nella lettera per gli auguri di Natale, il ministro Valditara ha confidato di volere " una scuola "costituzionale" che metta al centro la persona"
Come ogni anno, il ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, ha inviato agli studenti una lettera con i suoi auguri per Natale. Nella missiva ha spiegato quali sono i suoi obiettivi per affrontare le sfide del futuro e ha parlato del desiderio di voler rimettere al centro i valori di ogni singolo studente.
Il messaggio di Natale di Valditara
“Sono giorni – fa sapere Valditara – che hanno un significato particolare, non sono feste qualsiasi, non si può dimenticare il grande e profondo significato della Natività: l’avvento di un mondo nuovo, l’avvento della civiltà dell’amore, della cultura del rispetto gli uni verso gli altri, del valore di una vera eguaglianza di tutti gli esseri umani. La centralità di ogni persona, il valore di un’autentica libertà che si accompagna necessariamente alla responsabilità e il valore della laicità dello Stato”.
“Questo è il significato del Natale che i ragazzi devono conoscere e fare proprio. E quando – ha evidenziato Valditara – qualcuno cerca di sminuire la portata di tale messaggio, rischia di mettere in crisi quelli che sono i pilastri stessi della nostra civiltà e della nostra stessa Costituzione”.
Nella lettera agli studenti, il ministro usa la parola “costituzionale” per descrivere una scuola che mette al centro lo studente. Dal docente tutor, al docente per l’orientamento, dalla riforma dell’istruzione tecnica e professionale, il 4+2, alle modifiche dell’esame di Maturità, dalle nuove Indicazioni nazionali alle norme sulla condotta.
“Stiamo rivoluzionando la scuola italiana – ha scritto il ministro – cercando di modernizzarla, valorizzando i talenti di ogni giovane, e ridando autorevolezza ai docenti, per garantire a ogni studente adeguate opportunità formative”.
La soddisfazione di Valditara per il comparto istruzione
Valditara ha sottolineato che il ministero vuole “una scuola che risponda alle sfide del futuro, una scuola ‘costituzionale’ che metta al centro la persona di ogni studente, che ripristini il valore della responsabilità individuale, una scuola che ha una concezione positiva della meritocrazia, intesa come dare il meglio di sé con l’impegno”.
Il ministro ha anche espresso soddisfazione per la firma definitiva del contratto per il comparto istruzione.
“Un obiettivo importante che abbiamo raggiunto dopo che per 10 anni non sono stati rinnovati i contratti del comparto: dal 2009 al 2018. La sentenza della Corte Costituzionale del 2015 è stata attuata soltanto nel 2018 e tra l’altro con un aumento di stipendio modesto. Contrattazione che poi è stata bloccata nuovamente dal 2019 al 2022. Noi in una legislatura abbiamo già firmato due rinnovi contrattuali e nel 2026 contiamo di firmarne un terzo per il comparto scuola, un risultato senza precedenti nella storia dell’istruzione italiana. Ho già inviato l’atto di indirizzo a Funzione Pubblica per avviare le trattative per il contratto 2025/2027. Gli aumenti medi per i docenti, sommando i tre contratti, saranno di 416 euro al mese: un primo segnale significativo di un cambiamento di rotta”.
A ciò si aggiunge l’ok della Ragioneria dello Stato “che ci consente di avviare la procedura di gara per l’assicurazione sanitaria per un milione e duecentomila lavoratori della scuola. A questo bisogna aggiungere che per la prima volta abbiamo messo le risorse per l’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro: tutto ciò significa una attenzione importante verso i lavoratori della scuola”.
Valditara sulle aggressioni al personale scolastico
All’Adnkronos il ministro ha parlato anche di come siano diminuite le aggressioni nei confronti del personale scolastico.
“Nello scorso anno scolastico siamo scesi da 71 aggressioni a 51 – ha evidenziato – nei primi 4 mesi dell’anno scolastico 25/26 le aggressioni sono state solo 4 a fronte delle 21 nello stesso periodo di due anni fa e delle 19 del primo quadrimestre dell’anno scolastico 24/25. Vuol dire che le misure adottate per combattere questo ‘fenomeno’ stanno producendo i loro effetti”.