Salta al contenuto
Ministro Giuseppe Valditara ANSA

Il ministro Valditara ha svelato qual è la sua poesia preferita

Il ministro dell'Istruzione Giuseppe Valditara ha svelato qual è la poesia che ha amato di più e perché è stato fondamentale studiarla a memoria a scu

3 min di lettura

Francesca Pasini

Francesca Pasini

SEO CONTENT WRITER

Content Writer laureata in Economia e Gestione delle Arti e delle Attività Culturali, vivo tra l'Italia e la Spagna. Amo le diverse sfumature dell'informazione e quelle storie di vita che parlano di luoghi, viaggi unici, cultura e lifestyle, che trasformo in parole scritte per lavoro e per passione.

È iniziato il conto alla rovescia per l’inizio delle lezioni nell’anno scolastico 2026/2027, che il ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara ha definito "rivoluzionario". La grande novità è l’introduzione delle nuove Indicazioni nazionali, che riportano al centro dell’attenzione, tra gli altri, la lingua italiana. Oltre all’approfondimento della grammatica e l’incentivazione della lettura, tornano (non senza polemiche) anche le poesie a memoria alle elementari. Spiegando il motivo di tale scelta, il Capo del MIM ha svelato qual è la poesia che ama più di altre.

Perché si tornano a studiare le poesie: lo spiega Valditara

Con il ritorno delle poesie imparate a memoria a scuola, introdotto con le nuove Indicazioni Nazionali, è nato un dibattito sulla sua utilità (a tal proposito si è espresso anche Corrado Augias, che ha promosso Valditara, e prof Enrico Galiano) . A spiegare i motivi di tale "ritorno all’antica", come è stato definito da alcuni, è stato Valditara in occasione di un’intervista rilasciata a Famiglia Cristiana.

Imparare le poesie "è necessario per non spegnere la memoria dei nostri bambini", ha svelato il ministro dell’Istruzione, sottolineando come la memoria sia minacciata "dall’abuso precoce del cellulare e dei social", che porta a una diminuzione dell’attenzione, della creatività, della fantasia e quindi della memoria.

Ma non solo: "Le poesie rappresentano un patrimonio espressivo, di immagini, una ricchezza di sensibilità che è giusto che i nostri bambini posseggano", ha aggiunto Valditara.

Qual è la poesia più amata da Valditara

"A me piace moltissimo ‘L’Infinito‘ di Leopardi" ha dichiarato Valditara nello svelare qual è una poesia che ama particolarmente. Lui stesso ha raccontato di averla studiata a memoria a scuola: "All’epoca la sapevo perfettamente fino all’ultimo verso".

A colpirlo particolarmente fu "quella bellissima immagine del guardare oltre e l’idea di questa infinitezza delle potenzialità della mente umana, della ricerca dell’uomo al di là dell’ostacolo, del perdersi nell’immensità", ha spiegato, evidenziando quanto questi concetti gli siano rimasti proprio perché l’ha imparata a memoria. "La leggo come una straordinaria apertura verso la libertà interiore", ha aggiunto.

Altre poesie tra le preferite del ministro dell’Istruzione? Il "Cinque Maggio" di Manzoni e "La cavalla storna" di Pascoli che aveva studiato alle elementari.

Non solo poesie: si potranno studiare anche le canzoni

Nel corso dell’intervista, Valditara ha chiarito come oltre alla poesia tradizionale che tutti conosciamo, anche i brani delle canzoni dei nostri grandi cantautori italiani potranno essere oggetto di studio a scuola. L’obiettivo è valorizzare anche la musica d’autore come forma di espressione capace di raccontare la società e la cultura italiana. Mogol e Battisti, Fabrizio De André, Francesco De Gregori e Francesco Guccini e tanti altri, potranno quindi rientrare tra i testi da approfondire durante le lezioni: "Come no. Lo abbiamo già previsto per i licei. I brani dei cantautori, ovviamente quelli che hanno un certo livello e una certa valenza poetica, possono essere tranquillamente oggetto di studio", ha ribadito il ministro.

Lo stesso criterio, ha aggiunto, è stato previsto anche per il melodramma, con riferimento a grandi compositori italiani come Giuseppe Verdi e Giacomo Puccini.