Il premio Nobel Giorgio Parisi ha un consiglio per gli studenti
Il premio Nobel per la Fisica nel 2021 Giorgio Parisi ha un messaggio chiaro per tutti gli studenti: ecco cosa ha detto lo scienziato ai giovani
Giorgio Parisi, professore emerito a La Sapienza di Roma e premio Nobel per la Fisica nel 2021, è stato invitato dal rettore dell’Università di Pavia, Alessandro Reali, per parlare con gli studenti, all’inizio del nuovo anno accademico. Questa è stata l’occasione per riflettere sul progresso dell’intelligenza artificiale, ma anche per lanciare un messaggio a tutti i giovani ragazzi e a tutte le giovani ragazze che stanno studiando oggi per scrivere il loro futuro.
Il consiglio di Giorgio Parisi ai giovani studenti
Giorgio Parisi, premio Nobel per la Fisica nel 2021, grazie alle sue ricerche sui sistemi complessi, è stato protagonista all’Università di Pavia per l’inaugurazione dell’anno accademico, dove ha tenuto una lectio magistralis sulla nascita della moderna intelligenza artificiale.
In occasione della sua partecipazione a questo evento, al quale hanno preso parte molti studenti, il premio Nobel per la Fisica ha un consiglio da dare a tutti loro, come riportato da La Nuova Sardegna: “Seguite le vostre inclinazioni anche al di là degli sbocchi di mercato, assecondate cosa vi riesce meglio. È giusto pensare a delle soluzioni alternative che fungano da zattera di salvataggio, ma se il rischio non è eccessivo va affrontato. È giusto per lo meno provarci”.
Giorgio Parisi e il messaggio sui rischi legati all’IA
Il quotidiano sardo ha anche riportato le parole del premio Nobel sull’IA: “L’intelligenza artificiale ci mette di fronte rischi e opportunità: già oggi sta alimentando la disoccupazione, ma la maggiore efficienza generata in alcuni settori potrebbe portare a una riduzione dell’orario di lavoro a parità di stipendio. È il momento che si apra una riflessione politica sulla questione, e sugli ammortizzatori sociali per quelle categorie a maggior rischio disoccupazione”.
Nell’intervista Parisi ha spiegato: “A breve termine intravedo la nascita di un monopolio dell’informazione: i riassunti forniti dai motori di ricerca stanno disabituando le persone a scegliere le fonti attraverso cui informarsi, perché ormai si guardano solo quelli. È Google, per esempio, che sceglie cosa inserire e cosa no in queste sintesi: ciò può essere molto pericoloso per l’autonomia di pensiero“.
Secondo lo scienziato questo non è l’unico problema serio da affrontare: “I video falsi generati con l’IA sono un pericolo per gli utenti, come il fatto che ormai si usino i modelli di linguaggio per ottenere supposti consulti medici o psicologici”.
Come potrebbe questa tecnologia cambiare il mondo del lavoro? “Da un lato, l’intelligenza artificiale sta aumentando la produttività in quei settori dove questa si affianca al lavoro umano: allora dico che in questi ambiti si potrebbe ridurre la settimana lavorativa dalle attuali 40 ore medie a 32, lasciando i salari inalterati. Non trattiamo questo argomento come un tabù: quando nei secoli scorsi le ore di lavoro sono scese da 14 a 8, i salari non sono crollati di conseguenza”.
Il Premio Nobel chiede certezze al Governo sulla ricerca universitaria
Durante la sua intervista si è parlato anche di ricerca universitaria, visto che a metà 2026 scadranno centinaia di borse di ricerca per la fine dei fondi Pnrr. “Siamo tutti in attesa che il governo ci dica cosa accadrà e come ha intenzione di gestire questa delicata transizione: oltre ai dottorandi, in questo momento ci sono tantissimi ricercatori che lavorano con borse Pnrr e che non sanno ancora cosa faranno dal 2026 in poi”.
Giorgio Parisi chiede una risposta del Governo, “perché al momento non si è ancora capito come verrà affrontata la questione”.
Resta sempre aggiornato: iscriviti al nostro canale WhatsApp!