Il regalo di laurea e il campanile più bello del mondo: la storia
Il regalo di laurea più incredibile ha una storia che merita di essere raccontata e si trova da 100 anni in cima al "campanile più bello del mondo"
"Abbiamo intenzione di farti un regalo di laurea. Che cosa desideri?". Una domanda semplice, che molti studenti in procinto di raggiungere in grande traguardo si sentono chiedere. Un viaggio, l’ultimo modello di smartphone, un oggetto, qualcosa da conservare come un ricordo…sono tanti i regali da fare a un giovane laureato. Ma Severino Casara, anch’egli neolaureato, aveva un desiderio completamente diverso da ciò che ci si potrebbe aspettare: "Desidererei tanto di recare con gli amici una campana sulla vetta del Campanile di Val Montanaia", rispose con entusiasmo.
Era il 1926 e quella che poteva sembrare un’idea folle stava per trasformarsi in una delle storie più affascinanti dell’alpinismo italiano. Perché quel regalo di laurea non sarebbe rimasto nelle mani di chi lo aveva ricevuto: sarebbe stato condiviso con gli amici, portato a forza di braccia sulla cima di una delle montagne più spettacolari delle Dolomiti e avrebbe finito per diventare un simbolo destinato a durare fino al giorno d’oggi, esattamente cent’anni dopo.
Un regalo di laurea fuori dal comune
La storia di Severino Casara non racconta solo di un regalo di laurea decisamente fuori dal comune, ma anche di un sogno condiviso e di quell’amicizia pura che dura nel tempo, come ha riportato L’altra montagna. Il protagonista era un grande amante della montagna e per lui il Campanile di Val Montanaia non era semplicemente una cima da conquistare, ma una formazione rocciosa di una bellezza quasi perfetta, tanto da essere conosciuta come "il campanile più bello del mondo". Si tratta di una straordinaria e spettacolare struttura rocciosa situata nel cuore del Parco Naturale delle Dolomiti Friulane, in provincia di Pordenone.
È proprio osservando quella gigantesca torre di roccia che gli venne l’idea: "Un campanile senza campana è una torre morta", avrebbe scritto raccontando le ragioni che lo avevano spinto a concepire quel progetto. Se la montagna aveva già il suo campanile naturale, perché non completarlo con una campana? Ecco allora il regalo di laurea perfetto per Severino.
L’idea venne accolta dagli amici e si trasformò presto in un progetto concreto. Il gruppo ordinò una campana alla fonderia Daciano Colbacchin & Figli di Padova: era in bronzo e pesava circa 5 chili, ma il significato di quella piccola creazione era molto più grande del suo peso.
La campana nata dall’amicizia
Il progetto di Severino non nasceva dal desiderio di lasciare il proprio nome sulla cima della montagna, ma coronare quell’amicizia che univa il suo gruppo di alpinisti. Così, il 19 settembre 1926, il regalo sognato diventò realtà: 22 amici alpinisti, tra cui Severino Casara, si riunirono per portare la campana sulla vetta, con l’obiettivo di affidare a quel suono il ricordo delle vittime della Prima Guerra Mondiale. Molti di loro, infatti, avevano vissuto direttamente il conflitto e alcune famiglie erano state colpite da lutti dolorosi.
Sulla campana venne inciso anche un motto latino, "Audentis resonat per me loca muta triumpho", che può essere tradotto come: "Per me risuonano di gioia i luoghi silenziosi di coloro che osano".
La trasportarono divisi lungo diverse vie di salita e, per l’ultimo tratto, fu necessario issarla a braccia fino alla vetta. Una volta arrivati, Luisa Fanton, una degli alpinisti coinvolti, la fece risuonare per la prima volta nel silenzio della Val Montanaia. Un gesto che per Severino Casara aveva un significato preciso: "Amo la montagna come la natura ce l’ha donata, senz’alcun artificio umano", scrisse, spiegando aveva voluto portare lassù quel piccolo bronzo convinto che avrebbe "ravvivato il più bel campanile naturale" senza alterarne la bellezza.
La campana rimase sulla vetta per circa cinquant’anni, fino a quando un fulmine la danneggiò gravemente: venne sostituita nel 1976 e nuovamente nel 2019, dopo un altro fulmine. Oggi, a cento anni da quel primo rintocco, ciò che resta intatto è il significato di quel regalo di laurea così particolare: un sogno nato dall’amicizia e diventato un ricordo capace di emozionare per sempre le successive generazioni.