Il saluto di un prof agli studenti diventa un caso in Parlamento
Un professore invia una lettera di saluto ai suoi studenti dopo la Maturità e scoppia il caso: perché la vicenda è finita sui banchi del Parlamento
Massimo Sabbatini, professore di latino e greco al liceo classico Francesco Vivona di Roma, ha inviato ai suoi studenti una lettera di saluto alla fine dell’esame di Maturità. Oltre a congratularsi con loro, l’insegnante ha invitato i ragazzi a non dimenticare ciò che sta accadendo nella Striscia di Gaza. La lettera è diventata un caso fino ad arrivare sui banchi del Parlamento, dopo che l’Ufficio scolastico regionale (Usr) del Lazio ha deciso di avviare un’ispezione.
Prof invia una lettera agli studenti dopo la Maturità e scatta l’ispezione
"Care e cari, ho visto i quadri degli esami. Molto bene, direi. Brave e bravi. Vi saluto con un ultimo messaggio. Avete vissuto questi tre anni di liceo mentre si compiva lo sterminio a Gaza […] non dimenticatelo. Non dimenticate i responsabili". Inizia così la lettera di saluto, pubblicata su La Repubblica, che il prof Massimo Sabbatini ha inviato ai suoi ormai ex alunni dopo la conclusione dell’esame di Maturità. E l’Usr del Lazio ha deciso di avviare un’ispezione, nonostante il messaggio fosse rivolto a giovani che avevano già terminato il loro percorso scolastico.
Nell’ambito degli accertamenti, sono stati convocati alcuni studenti e docenti del liceo romano. Il 28 luglio, invece, verrà ascoltato lo stesso professor Sabbadini.
Da qui è partita un’ondata di solidarietà nei confronti dell’insegnante da parte di colleghi, studenti e famiglie. È stata inoltre lanciata una petizione su Change.org, intitolata "Per la libertà di espressione, dentro e fuori le aule scolastiche", che in una settimana ha superato le 13mila firme.
Perché il caso del saluto del prof è finito in Parlamento
Il caso è finito anche in Parlamento, dove sono state presentate cinque interrogazioni indirizzate al ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara.
Il 20 luglio, Patrizia Prestipino del Partito democratico e Stefania Ascari del Movimento 5 stelle hanno depositato due interrogazioni alla Camera, la prima a risposta in commissione e la seconda a risposta scritta.
"Per quale motivo un collega di latino e greco così bravo, che ha semplicemente trasmesso ai suoi studenti un principio fondamentale, quello di restare umani, deve subire una ispezione da parte del ministero dell’Istruzione? Siamo in una democrazia oppure in una dittatura? Una vicenda inquietante, sulla quale andremo fino in fondo", ha scritto sui social la deputata dem Prestipino, che ha studiato e poi insegnato al liceo Vivona di Roma.
"Ciò che è successo è gravissimo", ha commentato l’onorevole Ascari del M5s su Facebook. "Si tratta di un attacco alla libertà di insegnamento, all’autonomia della scuola, ma anche alla libertà di espressione".
Il 21 luglio, un’interrogazione è stata presentata dal senatore Peppe De Cristofaro di Alleanza Verdi e Sinistra, che sui social ha scritto: "Qui non è in discussione soltanto la libertà di insegnamento garantita dall’articolo 33 della Costituzione, ma prima ancora la libertà di espressione di un cittadino, tutelata dall’articolo 21".
Il 22 luglio, un atto ispettivo sulla vicenda è stato promosso dalla senatrice dem Cecilia D’Elia, sottoscritto da altri 11 senatori. Infine, il 23 luglio, sempre in Senato, è stata presentata un’altra interrogazione dalla parlamentare del M5s Alessandra Maiorino, cofirmata da altri cinque senatori pentastellati.