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Il tema d'italiano sviluppa davvero la creatività?

Gli studi mostrano che la scrittura allena il pensiero creativo, soprattutto quando il testo nasce attraverso pianificazione, feedback e riscrittura

Camilla Valerio

Camilla Valerio

GIORNALISTA ESPERTA DI QUESTIONI SOCIALI

Nata a Bolzano e cresciuta in giro per l’Italia sono una giornalista freelance e dottoranda in Scienze Politiche e della Comunicazione. Negli anni ho trasformato la passione per la scrittura e la divulgazione in un lavoro, occupandomi di cultura, questioni sociali e sport per diverse testate online.

  • Scrivere può allenare il pensiero divergente e la capacità di creare collegamenti originali.
  • Tracce troppo rigide lasciano meno spazio alla creatività rispetto a consegne aperte e argomentative.
  • Pianificazione, feedback e riscrittura trasformano il tema in un esercizio di elaborazione personale.

Per generazioni di studenti, il tema d’italiano è stato uno degli esercizi più rappresentativi della scuola: una traccia, qualche ora a disposizione e un foglio bianco sul quale organizzare idee e argomentazioni. Scrivere un tema viene spesso considerato un modo per imparare a esprimersi meglio, ma può anche sviluppare la creatività? Le ricerche sulla scrittura mostrano che mettere le proprie idee sulla carta può allenare immaginazione e pensiero divergente. Molto, però, dipende dalla traccia proposta e soprattutto da come viene insegnato il processo di scrittura.

Scrivere aiuta davvero a sviluppare la creatività?

Per capire se il tema d’italiano possa rendere più creativi bisogna innanzitutto chiarire cosa significa creatività. In psicologia non coincide semplicemente con la fantasia: comprende la capacità di generare idee originali ma anche appropriate rispetto al problema che si sta affrontando. Una componente particolarmente studiata è il pensiero divergente, cioè la capacità di produrre soluzioni e prospettive differenti partendo dallo stesso stimolo.

La scrittura può diventare un ottimo esercizio proprio perché costringe a compiere continuamente queste operazioni. Di fronte a una traccia bisogna recuperare conoscenze, creare collegamenti, selezionare idee, trovare esempi e decidere come organizzarli ed esprimerli. Anche un testo argomentativo, quindi, può richiedere creatività: non necessariamente nell’inventare una storia, ma nel costruire una prospettiva personale.

Uno studio pubblicato nel 2020 su Thinking Skills and Creativity ha sperimentato per due mesi un programma basato su attività di lettura e scrittura con 60 studenti, metà dei quali seguiva il percorso sperimentale. Nel gruppo coinvolto nelle attività è stato osservato un aumento significativo dei punteggi di creatività rispetto al gruppo di controllo, misurato attraverso una prova di pensiero divergente.

Risultati ancora più interessanti arrivano da una ricerca longitudinale pubblicata nel 2025 sulla stessa rivista. Lo studio ha coinvolto 161 bambini e ha sperimentato laboratori quotidiani di scrittura creativa della durata di 20 minuti. Chi aveva praticato scrittura creativa mostrava maggiori progressi nel pensiero divergente verbale, nell’immaginazione e nella fluidità verbale rispetto agli altri gruppi. I risultati suggeriscono quindi che la creatività può essere allenata attraverso la scrittura, anche se gli effetti osservati riguardano soprattutto la dimensione verbale.

Scrivere ha inoltre effetti che vanno oltre la creatività. Una meta-analisi di Steve Graham e Michael Hebert ha mostrato che scrivere sui contenuti letti può migliorare la comprensione e che una maggiore pratica della scrittura può avere effetti positivi anche sulle capacità di lettura. Scrivere, insomma, non significa semplicemente dimostrare ciò che si è imparato: può diventare esso stesso uno strumento attraverso il quale elaborare le conoscenze.

Non tutti i temi stimolano la creatività allo stesso modo

Questo non significa, però, che assegnare molti temi renda automaticamente più creativi. Una traccia estremamente rigida, accompagnata dalla ricerca della risposta che l’insegnante considera "giusta", lascia inevitabilmente meno spazio all’esplorazione delle idee.

Una ricerca pubblicata su Instructional Science ha confrontato, in quattro classi della scuola secondaria, un percorso dedicato alla scrittura creativa con uno incentrato sulla scrittura argomentativa. Il primo prevedeva esercizi specificamente pensati per stimolare il pensiero divergente e il cosiddetto writing flow. I risultati non sono stati uniformi: in una parte dell’esperimento la qualità dei testi creativi è migliorata, mentre nell’altra l’effetto non è stato osservato. È però emerso un dato interessante: alcune competenze allenate attraverso la scrittura creativa sembravano trasferirsi anche alla produzione di testi argomentativi.

Questo aspetto riguarda direttamente il classico tema d’italiano. Un testo argomentativo non è infatti il contrario di un testo creativo. Per sostenere una tesi bisogna individuare connessioni, trovare esempi efficaci, anticipare possibili obiezioni e organizzare il ragionamento in una forma originale ma coerente.

Conta molto anche il processo attraverso cui si arriva al testo finale. Una meta-analisi di 29 studi condotti dalla scuola primaria alla secondaria ha rilevato che il process writing approach, basato su fasi come pianificazione, stesura, revisione e riscrittura, produce un miglioramento statisticamente significativo, seppure moderato, della qualità dei testi. Anche il feedback ha un peso. Un’altra meta-analisi ha rilevato effetti positivi sulla qualità della scrittura quando si ricevono indicazioni sul proprio testo da insegnanti, compagni o attraverso l’autovalutazione.

Un tema, quindi, diventa più formativo quando non viene concepito soltanto come una prova da consegnare e ricevere indietro con un voto, ma come un processo nel quale sperimentare, sbagliare e rivedere le proprie scelte.

Come trasformare il tema in un vero esercizio creativo

La differenza può farla innanzitutto la traccia. Domande aperte, problemi che ammettono prospettive differenti e richieste che invitano a collegare esperienze, letture e conoscenze lasciano maggiore spazio al pensiero divergente rispetto a consegne che richiedono soprattutto di riprodurre contenuti studiati.

Questo non significa abbandonare regole, grammatica o struttura. La creatività nella scrittura nasce anche dalla capacità di muoversi all’interno di alcuni vincoli. Un buon testo deve essere originale, ma anche comprensibile, coerente e adeguato alla consegna. Proprio il passaggio continuo tra generazione delle idee e loro selezione rappresenta uno degli aspetti centrali del processo creativo.

Anche concedere tempo per progettare e riscrivere può cambiare il valore dell’esercizio. Se il tema viene utilizzato soltanto per verificare grammatica, ortografia e conoscenze, la componente creativa rimane inevitabilmente sullo sfondo. Se invece chi scrive può elaborare una posizione personale, confrontare alternative e rivedere il testo dopo un feedback, la scrittura diventa un vero esercizio di pensiero.

Il tema d’italiano, dunque, possiede un potenziale creativo, ma non per il semplice fatto di riempire alcune pagine. La creatività emerge quando la scrittura permette di esplorare più possibilità prima di scegliere quella migliore. È forse proprio qui che il vecchio tema conserva il suo valore: davanti a una pagina vuota non basta ricordare ciò che si è studiato. Bisogna decidere che cosa dire, da quale prospettiva raccontarlo e trovare un modo personale per trasformare un’idea in parole.