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Terremoto in Friuli del 1976 Ansa

Il terremoto in Friuli alla seconda prova della Maturità 2026

Nella traccia della seconda prova di matematica della Maturità 2026 ai maturandi è stato proposto un quesito anche sul terremoto del 1976 in Friuli

Patrizia Chimera

Patrizia Chimera

GIORNALISTA PUBBLICISTA

Giornalista pubblicista, è appassionata di sostenibilità e cultura. Dopo la laurea in scienze della comunicazione ha collaborato con grandi gruppi editoriali e agenzie di comunicazione specializzandosi nella scrittura di articoli sul mondo scolastico.

I maturandi del Liceo scientifico, nella traccia della seconda prova scritta di matematica della Maturità 2026, si sono ritrovati un quesito che riguarda un terribile fatto di cronaca italiana, avvenuto 50 anni fa. Il ministero dell’Istruzione e del Merito, infatti, ha proposto una domanda che riguarda il terribile terremoto che ha sconvolto il Friuli-Venezia Giulia nel 1976 e che ha causato molte vittime.

La traccia sul terremoto in Friuli alla seconda prova di Maturità 2026

La seconda prova di matematica della Maturità 2026 ha proposto a studenti e studentesse dell’ultimo anno del Liceo scientifico due problemi e otto quesiti: i maturandi sono stati invitati a risolvere almeno un problema e a rispondere ad almeno quattro domande. Tra queste ultime ce n’è anche una dedicata al terremoto che ha sconvolto il Friuli-Venezia Giulia nel 1976, in particolare la media valle del Fiume Tagliamento.

Oltre al rompicapo geometrico Cover the spot, il MIM ha introdotto un quesito legato a un evento sismico sconvolgente, che ha causato molte vittime. Nella domanda (la numero 3) si legge che "nel 1976, 50 anni fa, due scosse di terremoto, a maggio e a settembre", una di magnitudo 6,5 e una di magnitudo 6,0 della scala Richter, "colpirono un vasto territorio a nord di Udine. Dopo aver svelato la formula della magnitudo M di un terremoto, la traccia chiede ai maturandi di determinare "il rapporto tra le ampiezze prodotte dai due eventi sismici friulani".

Nella traccia della seconda prova scritta della Maturità 2026 viene anche citata la legge empirica di Gutenberg – Richter, dove viene presa come riferimento l’energia liberata dal terremoto e l’energia di riferimento: in questo caso è stato chiesto ai candidati e alle candidate di determinare "la variazione percentuale dell’energia liberata tra il primo e il secondo terremoto".

Quando è avvenuto il terremoto in Friuli e il bilancio drammatico

La sera del 6 maggio 1976 il Friuli-Venezia Giulia è stato scosso da un tragico terremoto, alle ore 21. Il sistema ha avuto una magnitudo massima di 6,5 sulla Scala Richter (e un valore compreso tra il nono e il decimo grado della scala Mercalli), che ha colpito l’area centro-orientale della regione: è stato avvertito in tutta l’Italia centro-settentrionale e in Slovenia. Altre scosse sono state registrate l’11 e il 15 settembre 1974. È stato soprannominato dai locali "Orcolat", che in lingua friulana significa "Orcaccio" (è l’orco del folklore che secondo la tradizione di questi luoghi causa i terremoti).

La scossa di terremoto ha coinvolto più di 100 Comuni friulani, nelle province di Udine e di Pordenone, colpendo una popolazione complessiva di circa 500.000 persone. Il bilancio di questo evento catastrofico è stato molto pesante: 990 morti e più di 45mila sfollati. 15mila persone, inoltre, hanno perso il loro posto di lavoro, perché le fabbriche erano state pesantemente danneggiate o completamente distrutte dalla scossa. Durante le operazioni di soccorso, inoltre, cinque persone persero la vita e molte altre riportarono ferite a causa di un incidente: un elicottero precipitò sul lago Redona.

Nella storia degli eventi sismici italiani del XX secolo si tratta del quinto terremoto più distruttivo, dopo quelli di Messina del 1908 (magnitudo 7,24 e 60 000/80 000 vittime), della Marsica del 1915 (magnitudo 7,0 e 30 000 vittime), dell’Irpinia del 1980 (magnitudo 6,9 e 3 000 vittime) e dell’Irpinia e del Vulture del 1930 (magnitudo 6,7 e 1 400 vittime).