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Lingue straniere a scuola: arriva il nuovo piano del MIM iStock

Imparare le lingue: cos'è il piano "La scuola italiana in Europa"

Il MIM punta sul miglioramento delle competenze legate alle lingue straniere con il nuovo piano "La scuola italiana in Europa": cosa prevede

Francesca Pasini

Francesca Pasini

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Content Writer laureata in Economia e Gestione delle Arti e delle Attività Culturali, vivo tra l'Italia e la Spagna. Amo le diverse sfumature dell'informazione e quelle storie di vita che parlano di luoghi, viaggi unici, cultura e lifestyle, che trasformo in parole scritte per lavoro e per passione.

Il ministero dell’Istruzione e del Merito punta a potenziare lo studio delle lingue straniere, competenze oggi fondamentali per la formazione delle nuove generazioni e sempre più richieste nel mondo del lavoro e nei percorsi universitari, rafforzando il ruolo internazionale del sistema scolastico italiano. Per farlo, nasce il piano "La Scuola Italiana in Europa", che verrà presentato dal ministro Giuseppe Valditara martedì 30 giugno e che punta a incentivare la mobilità studentesca e le esperienze di apprendimento all’estero.

Cosa prevede il piano "La scuola italiana in Europa"

C’è una nuova strategia pensata dal MIM per favorire mobilità e studio delle lingue alle superiori: rivolto specificamente agli studenti delle scuole secondarie di secondo grado, il piano "La scuola italiana in Europa" ha l’obiettivo di offrire ai ragazzi un ampio programma di mobilità educativa e formazione all’interno dei Paesi europei, con l’obiettivo di migliorare le competenze linguistiche attraverso esperienze dirette e di rendere la scuola italiana sempre più aperta al contesto internazionale.

Nel concreto, quindi, il programma prevederà il rafforzamento dei periodi di formazione e studio in altri Paesi europei, il potenziamento dell’apprendimento delle lingue straniere attraverso esperienze dirette e di immersione linguistica, e infine il rafforzamento della dimensione internazionale del sistema scolastico italiano.

Ulteriori dettagli del piano saranno illustrati dal ministro Giuseppe Valditara durante la presentazione ufficiale di martedì 30 giugno 2026. In quell’occasione dovrebbero essere chiariti anche gli aspetti operativi dell’iniziativa, come i criteri di partecipazione, la durata dei soggiorni, le modalità di adesione delle scuole e gli eventuali finanziamenti previsti.

Gli italiani sono ultimi in Europa per l’inglese

Come sottolinea il ministero guidato da Valditara, padroneggiare le lingue straniere è oggi una competenza essenziale, soprattutto per le nuove generazioni.

Da qui nasce la volontà di rafforzarne l’insegnamento nelle scuole italiane, anche alla luce di un dato preoccupante: l’Italia è infatti ultima in Europa per la conoscenza della lingua inglese. È quanto emerge dall’ultima edizione (2025) dell’indice di conoscenza dell’inglese, pubblicato da EF (Education First). Si tratta di un importante rapporto globale sulle competenze in inglese, stilato da 15 anni analizzando 123 Paesi. Secondo gli ultimi dati, l’Olanda si conferma al 1° posto, seguita da Croazia, Austria e Germania, mentre l’Italia scende al 59° posto nella classifica generale raggiungendo così l’ultima posizione in Europa. All’interno dello Stivale, si registrano differenze territoriali: il primato regionale è del Friuli-Venezia Giulia, mentre Bergamo e Brescia sono le città italiane dove si parla l’inglese migliore.

Se si guarda alle lingue straniere in generale, e non solo all’inglese,uno degli ultimi rapporti Eurostat ha delineato il quadro dei Paesi dell’Unione europea in cui si studiano più lingue straniere durante la formazione scolastica. Nel 2023, il 60% degli studenti dell’istruzione generale secondaria superiore nell’Ue studia due o più lingue straniere come materie obbligatorie o opzionali, con un lieve calo rispetto all’anno precedente che si era attestato al 60,8%. Tra gli studenti dell’istruzione professionale secondaria, invece, la percentuale è più bassa con una media del 34,8%, comunque più alta rispetto rispetto al 2022 (33,8%). Ma quante lingue si studiano in Italia? Il dato fa riflettere: solo il 25% degli studenti delle superiori studia almeno due lingue straniere.