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Imparare le lingue straniere iStock

Imparare una seconda lingua fa bene alla salute: lo studio

Uno studio ha svelato che l'apprendimento di una lingua straniera può aumentare gli anni di invecchiamento in buona salute: ecco i risultati

Patrizia Chimera

Patrizia Chimera

GIORNALISTA PUBBLICISTA

Giornalista pubblicista, è appassionata di sostenibilità e cultura. Dopo la laurea in scienze della comunicazione ha collaborato con grandi gruppi editoriali e agenzie di comunicazione specializzandosi nella scrittura di articoli sul mondo scolastico.

Uno studio ha svelato che imparare una seconda lingua fa bene alla salute. Sono diversi i benefici che l’apprendimento di un idioma straniero ha e che dovremmo conoscere. Già in passato erano state condotte altre ricerche, che avevano ottenuto risultati analoghi. In questo caso i ricercatori hanno cercato di approfondire la questione, per capire meglio i meccanismi che si innescano e i vantaggi per corpo e mente.

Lo studio sui benefici dell’apprendimento delle lingue

Lo studio in questione è stato realizzato da un gruppo di ricercatori europei coordinati da Agustin Ibañez, del Global Brain Health Institute del Trinity College di Dublino. La ricerca, pubblicata sulla rivista Nature Aging, ha permesso di scoprire che apprendere una seconda lingua corrisponde a tre anni in più di invecchiamento godendo di buona salute. Chi, invece, conosce solo la propria lingua madre potrebbe perdere cinque anni di invecchiamento in buona salute.

Il team ha analizzato i fattori di rischio e i fattori protettivi conosciuti di un campione composto da più di 80.000 persone, con età compresa tra i 51 e i 90 anni, provenienti da 27 Paesi europei. L’età biologica degli individui è stata paragonata con quella reale: i ricercatori hanno scoperto che c’è una correlazione tra il multilinguismo e l’aumento di anni di invecchiamento in buona salute.

Perché imparare una lingua fa bene alla salute

Già in passato alcuni studi aveva scoperto che le persone multilingue potevano contare su livelli di attenzione e memoria migliori, essendo in grado al lavoro di cambiare mansione e compito in modo rapito. Inoltre presentano un rischio minore di sviluppare l’Alzheimer.

Ma quali sono i meccanismi che intervengono per migliorare le condizioni di salute delle persone che imparano una lingua straniera? Gli studiosi hanno scoperto che a migliorare è la neuroplasticità, cioè l’abilità del cervello di rimodularsi, a patto di essere stimolato. Mentre si studiano le lingue straniere, a livello cerebrale si manifesta un aumento di densità della sostanza grigia, ad esempio nel nucleo caudato, che regola proprio le funzioni di apprendimento, ma anche le emozioni.

Non si tratta, però, solo di benefici a livello cerebrale e cognitivo: tutto l’organismo può beneficiare dai risvolti inaspettati dell’apprendimento di un’altra lingua che non sia quella madre. Questo è il punto chiave di questa nuova ricerca: i vantaggi riguarderebbero tutto il corpo.

Non sono mancate, però, critiche costruttive allo studio. Eric Topol, ricercatore e autore del libro “Superagers – an evidence-based approached to longevity” ha spiegato, come riportato dal Corriere della Sera: Tra le sue limitazioni va segnalato che i risultati valgono per i Paesi europei, nei quali il multilinguismo è più diffuso, e potrebbero non essere rappresentativi di altre parti del mondo. Inoltre, l’informazione sul multilinguismo è stata raccolta dai dati nazionali e non a livello di singolo individuo e non si sa con precisione da quando ognuno fosse multilingue né il suo livello di conoscenza delle altre lingue”.

Secondo l’esperto, però, “la ricerca, anche se presenta alcuni punti deboli, eleva il multilinguismo a una posizione di alto rispetto in quanto fattore modificabile per un invecchiamento in salute, ben al di là delle sole modificazioni che può indurre a livello cognitivo sulle quali ci si era focalizzati finora”.

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