In Francia all'esame delle medie verrà bocciato un alunno su 4
In Francia il ministero dell'Istruzione ha avviato una riforma per un esame finale della scuola dell'obbligo molto più severo rispetto al passato
In Francia cambiano le regole per l’esame delle scuole medie: è stato annunciato che verrà bocciato un alunno su quattro. Si tratta di una svolta che, ovviamente, ha sollevato molte polemiche. La riforma è stata fatta per fare in modo che la scuola possa formare meglio gli studenti del futuro: si pensa, infatti, che la decadenza del sistema scolastico sia tra le cause della crisi che il Paese sta attraversando. Non sono mancate, però, voci polemiche nei confronti delle decisioni prese.
Studenti bocciati all’esame delle medie in Francia
La Francia ha deciso di riformare il "brevet", l’esame della scuola dell’obbligo che equivarrebbe al nostro esame di terza media, anche se il sistema scolastico è diverso rispetto al nostro. Il ministro dell’Istruzione Edouard Geffray ha svelato che "bisogna aspettarsi una caduta piuttosto drastica del tasso di successo", come riportato dal Corriere della Sera.
La riforma è stata fatta per migliorare il livello della scuola francese, dove molti lamentano una mancanza di selezione e un impegno degli studenti e delle studentesse. Il brevet a 14 anni e il bac a 18 anni vengono superati in modo automatico, quasi si trattasse solo di una pura formalità. Per molti la facilità della scuola francese è una delle cause della crisi della Francia e della perdita di competitività del Paese.
"Alla fine otterrà il brevet solo il 75% degli allievi, anche perché si tratta di non illudere i ragazzi sul loro livello, altrimenti si rischia di incoraggiare il risentimento nei confronti degli insegnanti quando poi incontrano difficoltà una volta arrivati al liceo", ha spiegato il ministro. Un tasso analogo è stato raggiunto nel 1999, mentre nel 2025 è stato dell’85%.
Come sono cambiate in Francia le regole per il voto
In Francia sono cambiate le regole che determinano il voto finale dell’esame brevet. Dall’anno scolastico 2025/2026, infatti, sono state modificate le indicazioni che riguardano la composizione della valutazione d’uscita dalla scuola dell’obbligo francese.
Il peso dei giudizi dei prof su quanto fatto durante l’ultimo anno è sceso dal 50% al 40%. Questo "punteggio" non riguarderà più una considerazione generale sulle competenze raggiunte, ma sarà calcolata con una semplice media aritmetica dei voti conseguiti a studenti e studentesse nell’arco dell’anno. A salire dal 50% al 60%, invece, sarà il peso dell’esame conclusivo.
Le reazioni di un prof sulla riforma della scuola francese
Il mondo accademico si è diviso in merito alle novità introdotte dalla riforma scolastica francese. Alcuni intellettuali come Alain Finkielkraut hanno spesso denunciato la deriva presa dalla scuola in Francia, causa a loro dire della decadenza francese. Molti esperti auspicano che si ritorni a un sistema composto da giudizi più severi e meritocrazia.
C’è chi, invece, è contrario a un discorso di questo genere. Le Monde ha pubblicato una riflessione di Saïd Benmouffok, professore di filosofia, che crede che "la meritocrazia non corregge le diseguaglianze, le riqualifica moralmente". Secondo il docente "quel che la scuola ha prodotto non è l’uguaglianza ma una competizione generalizzata le cui regole rimangono profondamente sbilanciate". Se un alunno va male a scuola, si tende a incolpare solo il diretto interessato per i suoi insuccessi, senza considerare il peso del contesto sociale e famigliare.
"La meritocrazia trasforma le differenze sociali in differenze di merito", ha spiegato Benmouffok, aggiungendo: "Alzare il livello scolastico è un obiettivo legittimo. Ma occorre anche dotarsi dei mezzi necessari".