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Ragazza si è laureata iStock

In Italia si laureano solo i figli di laureati (o quasi): i dati

In Italia, secondo i dati resi noti dall'Ocse, sono pochi i ragazzi laureati e molto spesso a finire l'università sono i figli di genitori con laurea

Patrizia Chimera

Patrizia Chimera

GIORNALISTA PUBBLICISTA

Giornalista pubblicista, è appassionata di sostenibilità e cultura. Dopo la laurea in scienze della comunicazione ha collaborato con grandi gruppi editoriali e agenzie di comunicazione specializzandosi nella scrittura di articoli sul mondo scolastico.

In Italia i laureati sono pochi e spesso a laurearsi sono solo i ragazzi che hanno almeno un genitore che ha conseguito la laurea. Questo è quello che ha svelato l’ultimo rapporto dell’Ocse, l’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico: i dati recenti, appena pubblicati, sono stati comparati con quelli non solo degli altri Paesi europei, ma anche a livello internazionale per quello che riguarda le nazioni appartenenti all’Ocse.

In Italia sono pochi i laureati

Il rapporto OCSE 2025 ha svelato che in Italia i laureati sono pochi: solamente un ragazzo su tre riesce a prendere il titolo di laurea, contro la media Ocse che sfiora il 50%. Siamo fermi al 32%, contro il 40% dei 25-34enni tedeschi e il 53% dei francesi e degli spagnoli. Siamo ultimi in Europa, a parimerito con l’Ungheria, e penultimi nel mondo, solo il Messico ha una situazione peggiore della nostra (29%).

Inoltre, le donne che arrivano alla discussione della tesi sono molte meno rispetto alla media Ocse. Per quello che riguarda il lavoro, solo un terzo dei laureati italiani guadagna di più di chi ha solo il diploma, mentre negli altri Paesi guadagnano una volta e mezza in più.

A incidere su questo dato potrebbe essere il fatto che nel nostro Paese uno studente su tre prende una laurea in ambito umanistico o sociale (36% contro il 22% della media delle nazioni che fanno parte dell’Ocse), mentre negli altri stati gli ambiti universitari più diffusi sono la famosa area Stem (Scienze, Matematica, Ingegneria o Informatica) e quella che comprende Economia o Giurisprudenza (23% in entrambi i casi). Da noi solo il 20% dei giovani prende una laurea in ambito Stem.

A livello internazionale, quasi la metà dei giovani adulti che vivono nei Paesi Ocse, ha un titolo di istruzione terziaria, successivo al diploma di scuola superiore. Si tratta di un livello che non è mai stato raggiunto in precedenza. Nonostante la crescita (tra il 2000 e il 2021 è stato registrato un aumento dell’1% annuale), attualmente il ritmo sta un po’ rallentando: nel 2021, infatti, l’aumento medio annuo è stato solo dello 0,3%.

Perché i giovani ragazzi italiani non si laureano?

Gli esperti si sono anche chiesti perché i giovani ragazzi italiani non si iscrivono più all’università?. Le cause sono molte: ci sono i costi molto alti delle rette universitarie, ma anche la difficoltà di alcuni percorsi e anche le disuguaglianze che ancora esistono nell’istruzione.

Come svelato dal rapporto, a livello internazionale i figli di genitori con bassi livelli di istruzione (massimo la licenza media) hanno minori probabilità di laurearsi (solo il 26% contro il 70% dei coetanei con almeno un genitore laureato). In Italia la percentuale è del 15% contro il 63%. Non va benissimo nemmeno per i figli di laureati, però: uno su tre si ferma prima di discutere la tesi.

L’università italiana è anche molto sottofinanziata: le spese totali per l’università e la ricerca, tra pubblico e privato, rappresentano solo l’1% del Pil, contro la media Ocse dell’1,4%. Se si fa riferimento alla spesa pubblica, invece, la percentuale italiana è dello 0,6% (in Francia e Germania l’investimento è dell’1,1%).

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