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Donna legge un testo breve iStock

In Italia una persona su tre capisce solo testi brevi: l'allarme

Dall'ultimo rapporto Ocse, è emerso non che in Italia c'è una bassa alfabetizzazione: le parole di Mattarella per la Giornata dell’Alfabetizzazione

Patrizia Chimera

Patrizia Chimera

GIORNALISTA PUBBLICISTA

Giornalista pubblicista, è appassionata di sostenibilità e cultura. Dopo la laurea in scienze della comunicazione ha collaborato con grandi gruppi editoriali e agenzie di comunicazione specializzandosi nella scrittura di articoli sul mondo scolastico.

In Italia l’alfabetizzazione è bassa, con livelli davvero molto limitati se confrontati a quelli di altri Paesi. Il nuovo rapporto dell’Ocse, l’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico, ha svelato un quadro davvero preoccupante e allarmante per quello che riguarda la situazione dell’istruzione nel nostro Paese. I dati recenti appena resi noti, soprattutto se confrontati con quelli di altre nazioni europee, hanno destato preoccupazione tra gli addetti ai lavori.

La bassa alfabetizzazione in Italia: il report Ocse

Secondo quanto svelato dal nuovo rapporto sull’istruzione nei paesi Ocse, “Education at a glance 2025”, un italiano tra i 25 e i 64 anni su tre (il 37% degli adulti) riesce a comprendere solo testi molto brevi, con un vocabolario semplice e che contengono informazioni minime e prive di distrazioni che possono abbassare il livello di attenzione del lettore. Per gli esperti si tratta di un basso livello di alfabetizzazione con un punteggio pari o inferiore al livello 1, su una scala che va da 0 a 5.

A comprendere solo un breve testo è anche il 16% dei laureati: un laureato su sei (la media Ocse è pari al 10 per cento) non riesce ad arrivare a un livello di alfabetizzazione superiore, nonostante il titolo di studio conseguito. Comunque, gli adulti laureati hanno in media 19 punti in più nelle competenze alfabetiche rispetto a chi ha terminato solo il ciclo di istruzione secondaria di secondo grado o post-secondaria non terziaria.

Se si guarda agli altri Paesi Ocse (che fanno parte di tre continenti, Nord America, Europa e Asia, e rappresentano oltre un miliardo di persone) il 27% della popolazione adulta, uno su quattro, ha un livello così basso di alfabetizzazione.

Nel 2023, il 62% degli adulti con un livello di alfabetizzazione pari o superiore al livello 4 ha partecipato a percorsi di formazione formali e informali negli ultimi 12 mesi, mentre solo il 14% di chi aveva un livello di alfabetizzazione pari o inferiore al livello 1 fatto altrettanto. Questo dimostra l’importanza di un apprendimento costante e continuo.

Mattarella e l’incidenza di analfabetismo funzionale

Lunedì 8 settembre 2025, in occasione della Giornata Internazionale dell’Alfabetizzazione, anche il presidente della Repubblica Italiana Sergio Mattarella è intervenuto nel merito della discussione. “Con la Repubblica, l’analfabetismo tradizionale è stato in gran parte superato, in aderenza al dettato della nostra Costituzione“.

Il Capo di Stato si è detto preoccupato per l’elevata incidenza dell’analfabetismo funzionale, che riguarda moltissime persone nel mondo. “Istituita dall’UNESCO quasi sessanta anni fa, la Giornata Internazionale dell’Alfabetizzazione richiama l’attenzione su una sfida ancora attuale: 754 milioni di adulti nel mondo non possiedono competenze alfabetiche di base, due terzi di essi sono donne”.

Il Presidente ha ricordato che “in troppe aree del pianeta, l’istruzione rimane un diritto negato, nonostante il suo formale riconoscimento, e anche nelle stesse società più avanzate resistono forme di esclusione dall’accesso alla lettura, alla scrittura, al far di conto. Analfabetismo è spesso sinonimo di povertà“.

Continua “a preoccupare l’elevata incidenza dell’analfabetismo funzionale, che coinvolge un terzo della popolazione adulta: persone che hanno imparato a leggere e scrivere, e tuttavia non riescono a usare le informazioni in modo efficace nella vita di tutti i giorni, nel lavoro, nella società. E allarma la presenza di fasce di analfabetismo tra la popolazione immigrata”.

Da non sottovalutare anche le sfide rappresentate dalla digitalizzazione, il cui sviluppo può provocare nuove disuguaglianze ed esclusioni. “Il tema scelto quest’anno per la Giornata è, opportunamente, ‘Promuovere l’alfabetizzazione nell’era digitale’ e ci invita a rivedere il significato stesso di alfabetizzazione. Un cammino che, ormai, non abbraccia solo le competenze linguistiche, ma anche quelle digitali, indispensabili per affrontare le grandi trasformazioni in atto. Si tratta di una condizione essenziale per esercitare i propri diritti e per consentire lo sviluppo di un pensiero critico e autonomo contribuendo, consapevolmente, alla costruzione di una società più equa, aperta e solidale”.

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