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In Ucraina ritorno a scuola senza libri: li ha distrutti Putin iStock

In Ucraina ritorno a scuola senza libri: li ha distrutti Putin

Nel mirino delle bombe russe sono finiti anche le biblioteche, le librerie e i mercatini dell'usato di libri, oltre ad altri luoghi culturali

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Stefania Bernardini

Stefania Bernardini

GIORNALISTA

Giornalista professionista dal 2012, ha collaborato con le principali testate nazionali. Ha scritto e realizzato servizi Tv di cronaca, politica, scuola, economia e spettacolo. Ha esperienze nella redazione di testate giornalistiche online e Tv e lavora anche nell’ambito social

La guerra in Ucraina ha effetti anche sull’istruzione dei più giovani, soprattutto dal momento che nel mirino delle forze armate russe sono finiti i luoghi che diffondono cultura e soprattutto i libri. Il primo giorno di scuola a Kiev e altre città del Paese sotto attacco, è senza libri perché sono stati distrutti dagli attacchi ordinati da Vladimir Putin.

Perché Putin distrugge i libri in Ucraina

Negli ultimi tempi, i raid ordinati dal capo del Cremlino Vladimir Putin stanno colpendo i libri. Secondo calcoli della Bbc, con attacchi metodici a biblioteche, case editrici e tipografie, la Russia ha finora distrutto 12 milioni di volumi.

Alla riapertura delle scuole ucraine, Mosca è riuscita a fare scomparire un terzo di tutti i libri stampati quest’anno da Kiev.

Lo scopo dello zar è distruggere la lingua ucraina, ovvero uno dei simboli più importanti dell’indipendenza del Paese. Putin ritiene che l’ucraino sia un dialetto praticamente identico alla lingua russa.

I due idiomi, seppur simili, sono più diversi di quanto lo siano per esempio l’italiano e lo spagnolo.

In uno degli ultimi attacchi russi è stata distrutta una tipografia in Ucraina per libri di scuola nei dintorni della capitale, dalle cui presse stavano uscendo 1 milione e 300 mila libri, il 10 per cento del totale destinato alle scuole per l’anno accademico 2026-’27.

Secondo Viktoria Haidai, direttrice della casa editrice Konvi, si tratterebbe di "un piano deliberato", come ha detto alla radiotelevisione pubblica britannica.

Le librerie e istituzioni culturali distrutte dalla Russia

Nelle ultime settimane sono state colpite più di 35 installazioni collegate alla stampa, distribuzione e vendita di libri.

L’esercito russo bombarda anche attività che vendono libri usati, come le centinaia di bancarelle di Pochaina, popolare mercatino di volumi di seconda mano nel cuore di Kiev.

Insieme a biblioteche, musei, gallerie d’arte e teatri, i raid russi hanno danneggiato il Museo dei Libri e della Stampa.

La ministra della Cultura ucraina Tetyana Berezhna ha sostenuto che il Cremlino ha attaccato più di 2 mila istituzioni culturali ucraine.

Alla Bbc, Berezhna ha detto che "la Russia prova a farci scomparire come nazione, a negare che l’Ucraina esista o sia mai esistita: perciò attacca le nostre tradizioni culturali, i simboli della nostra presenza su questa terra".

"Mosca capisce che per noi sono importanti – ha spiegato – perché proteggono la nostra identità. E se non può rubarceli, tenta di distruggerli".

La strategia dell’Ucraina per continuare a studiare

Davanti a questa situazione, il governo dell’Ucraina ha messo a punto una strategia per permettere agli studenti di continuare a formarsi e ad andare a scuola.

L’esecutivo del presidente Volodymyr Zelensky ha deciso di percorrere la strada della digitalizzazione di testi e cultura, in modo da garantire che i bambini possano continuare a studiarli nonostante la distruzione dei libri.

La ministra Berezhna però ha sottolineato che l’intero settore editoriale ucraino è in pericolo e che ha bisogno di sostegno internazionale per sopravvivere.

"La parola scritta è tutto", ha ricordato l’editrice Viktoria Haidai perché "rappresenta la nostra tradizione, la nostra cultura, la nostra storia, da passare di generazione in generazione".