In una scuola di Mestre sono rimasti (quasi) solo bengalesi
In una scuola dell'infanzia di Mestre ci sono solo 3 cognomi italiani e anche i collaboratori scolastici e il personale amministrativo sono andati via
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In alcune scuole c’è un aumento degli studenti con origini straniere e il dibattito su integrazione e inclusione di giovani provenienti da altri Paesi con un livello di conoscenza della lingua italiana minore rispetto ai coetanei è acceso. Un mese fa il ministro Giuseppe Valditara ha affrontato il tema in un’intervista, intanto è emerso un caso a Mestre di una scuola in cui gli alunni sono quasi tutti bengalesi.
Il caso della scuola di Mestre
All’istituto comprensivo di Mestre "Giulio Cesare" circa il 98% degli studenti ha origini straniere. Nelle due sedi della scuola dell’infanzia ci sono solo tre cognomi italiani e una decina nelle sei classi della scuola media.
A causa delle difficoltà a dialogare con dei genitori che non parlano la lingua e della mancanza di un mediatore culturale, anche i collaboratori scolastici e il personale amministrativo, con contratto in scadenza al 31 agosto, hanno preferito non chiedere la riconferma e andare via.
Tra i nuovi assunti a livello regionale, nessun nuovo candidato ha scelto l’istituto e la segreteria è quindi rimasta vuota.
"L’unico dipendente stabile è il Dsga, il direttore dei servizi generali e amministrativi", ha spiegato al Gazzettino la nuova dirigente scolastica, Antonella Zuccarini.
La "sfida" per la nuova preside
La dirigente Zuccarini è arrivata da Teramo e si è insediata il primo settembre.
"Quando sono arrivata non c’era il personale di segreteria. Ho provveduto a fare le convocazioni e già da domani (l’8 settembre, ndr.) prenderanno servizio i nuovi impiegati, si tratta di lavoratori con contratti a termine", aveva spiegato la preside in un’intervista.
La preside è al primo incarico in questo ruolo e ha detto che sta "prendendo visione di tutta la documentazione", in modo da poter prendere in mano la situazione.
Guidare un istituto con una presenza tanto elevata di bambini stranieri, ha aggiunto, "è una grande sfida, spero di fare scelte sostenibili".
Il motivo per cui al "Giulio Cesare" ci sono intere classi composte quasi esclusivamente da studenti originari del Bangladesh è che le due scuole dell’infanzia, le due primarie e la media, che fanno parte dell’istituto comprensivo, si trovano in un’area in cui vivono grandi comunità bengalesi, arrivate a Marghera o nella zona della stazione, da dove si raggiungono facilmente i cantieri e i ristoranti del centro in cui lavorano i genitori.
Al momento delle iscrizioni, nelle due scuole dell’infanzia di via Dante e via Kolbe comparivano soltanto tre cognomi italiani. Alla primaria "Cesare Battisti" ci sarebbero intere classi composte quasi esclusivamente da bambini stranieri. Nelle sei sezioni della scuola media, dalla A alla F, gli italiani sarebbero una decina, concentrati soprattutto nelle prime.
Valditara e la circolare sul limite del 30% di stranieri in classe
Circa un mese fa, intanto, hanno fatto discutere le parole del ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara, che aveva annunciato l’arrivo di una circolare per ribadire e rendere più efficace la direttiva che prevede un limite del 30% di studenti e studentesse di origine straniera in classe.
Al quotidiano La Verità, il titolare del dicastero di Trastevere aveva specificato che si stava "lavorando a una circolare che ribadisca, rafforzi, renda più efficace la direttiva già prevista che fissa un limite del 30% di stranieri in classe, in particolare con riguardo alle competenze linguistiche".
Il riferimento è alla circolare ministeriale n. 2 dell’8 gennaio 2010 dell’allora ministro Mariastella Gelmini, il cui testo prevede però delle deroghe, che gli Uffici scolastici possono autorizzare.
"Tutte le ricerche dimostrano che quando in una classe è molto elevato il numero di stranieri che non conoscono bene la cultura e la lingua del Paese ospitante è più difficile l’integrazione e ci sono peggiori risultati scolastici. E anche gli studenti italiani riscontrano una diminuzione delle performance", aveva detto Valditara per spiegare l’intervento del Ministero per evitare una eccessiva concentrazione di stranieri nelle classi.