Indagine su foto dei quiz del Primo appello Medicina: la scoperta
Il ministero dell'Università e della Ricerca sta conducendo un'indagine dopo il caos avvenuto nel primo appello del semestre filtro di Medicina
Dopo il caos che si è scatenato in seguito al primo appello del semestre filtro di Medicina, il ministero dell’Università e della Ricerca aveva promesso indagini approfondite: l’inchiesta è partita per comprendere chi ha violato le regole previste. C’è da capire chi ha pubblicato sui social le foto dei quiz e come è stato possibile bypassare il divieto di utilizzo di dispositivi elettronici in aula. La Polizia Postale ha già individuato due casi: cosa succederà ai colpevoli di questa “bravata”?
L’inchiesta sul primo appello del semestre filtro di Medicina
Il ministero dell’Università e della Ricerca ha raccolto le tantissime segnalazioni di irregolarità arrivate dopo il primo appello del nuovo test di Medicina. Ci sono stati dei candidati che hanno fotografato i fogli con le domande dei tre esami previsti (chimica, fisica e biologia), pubblicando poi gli scatti in rete.
Gli esperti hanno usato un crawler per valutare tutte le segnalazioni finite sul web: lo strumento consente di analizzare molte pagine su internet, raccogliendo le foto dei compiti, ma anche i post di candidati che si sono autodenunciati dicendo di aver copiato durante gli esami. Il materiale dovrà essere vagliato dalla Polizia Postale per identificare gli autori.
Sono anche da verificare tutte le segnalazioni fatte da chi era presente: c’è chi parla di radioline nascoste nella sciarpa, di smartwatch utilizzati durante le prove, di buste trovate aperte, di telefonini che squillavano. Inoltre, nelle ore precedenti alla prova su Google c’è stato un presunto picco di ricerche su alcune parole chiave dell’esame.
Il ministero ha spiegato che le foto apparse online potrebbero essere state fatte da qualcuno che ha portato a casa i fogli delle domande, anche se il regolamento parla chiaro: i quiz vanno inseriti nella busta insieme ai fogli di brutta e alle risposte alla fine dell’esame. Bisognerà aspettare che il Cineca finisca con la correzione dei compiti, aprendo tutte le buste, per capire se effettivamente le cose sono andate in questo modo.
Finita la correzione, si potranno associare i moduli dei quiz finiti in rete con i nomi dei candidati “colpevoli” di aver violato le regole: al momento, infatti, le prove sono ancora del tutto anonime. I responsabili di queste irregolarità verranno puniti con l’annullamento delle prove.
Quali sono i casi già accertati dall’indagine
Fonti del ministero dell’Università e della Ricerca hanno fatto sapere che “da una prima ricognizione sistemica” del materiale pubblicato online, per il momento sono stati individuati solamente due compiti finiti sui social. Si tratta di un caso individuato presso l’Università Federico II di Napoli e un altro presso l’Università di Catania.
Solo due casi su 160mila compiti: c’erano, infatti, 55mila candidati per ognuna delle tre prove previste. Se venisse confermato questo numero, per il ministero ci troveremmo “sotto la soglia fisiologica” di irregolarità previste in ogni prova di questo tipo. C’è chi pensa, però, che i “furbetti” possano essere stati molti di più: quanti potrebbero essere gli studenti che hanno aggirato i controlli usando il telefonino durante la prova? Ci sono anche altre decine di testimonianze in rete che devono essere ancora verificate.
Nei due casi accertati di irregolarità durante il primo appello del semestre filtro di Medicina le fotografie apparse online hanno solo mostrato le domande e non le risposte finite. Sono state pubblicate dopo l’esame, intorno alle 5 del pomeriggio del 20 novembre.
Resta sempre aggiornato: iscriviti al nostro canale WhatsApp!