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Inizio scuola, Novara svela i 3 modi per aiutare i ragazzi

Il pedagogista Novara ha svelato ai genitori italiani tre modi che possono aiutare i ragazzi nel difficile rientro a scuola, per un inizio più sereno

Patrizia Chimera

Patrizia Chimera

GIORNALISTA PUBBLICISTA

Giornalista pubblicista, è appassionata di sostenibilità e cultura. Dopo la laurea in scienze della comunicazione ha collaborato con grandi gruppi editoriali e agenzie di comunicazione specializzandosi nella scrittura di articoli sul mondo scolastico.

L’inizio di un nuovo anno scolastico non è sempre facile. Dopo la lunga pausa estiva ritrovare il ritmo giusto potrebbe essere una sfida per molte famiglie, magari anche alle prese con un nuovo ciclo di studi o l’ingresso in un nuovo istituto. Per garantire un inizio di scuola sereno e tranquillo, il pedagogista Daniele Novara ha svelato ai genitori 3 modi per aiutare ragazzi e ragazze ad affrontare questo importante momento.

Daniele Novara: consigli ai genitori per i primi giorni di scuola

Sulla sua pagina Facebook il pedagogista piacentino Daniele Novara ha voluto dare qualche piccolo suggerimento per il ritorno a scuola. “Tra questa e la prossima settimana, è arrivato l’inizio della scuola”, ha scritto, aggiungendo poi: “Dopo oltre tre mesi di vacanze, non è facile per i bambini rientrare nei ritmi scolastici: stare otto ore seduti, accettare nuove regole, confrontarsi con maestri e compagni”.

Per questo motivo, “per aiutare i nostri figli a vivere al meglio questo passaggio”, Novara, fondatore della prima scuola senza voti, che sorge proprio nella sua Piacenza, ha voluto svelare quali sono i “tre principi educativi semplici ma fondamentali” che bisogna seguire.

“Sembrano scontati, ma spesso non lo sono”, ha poi aggiunto, sottolineando che si tratta di “tre attenzioni semplici, ma decisive, per accompagnare i nostri figli nel ritorno a scuola in modo sereno ed efficace”.

L’importanza del sonno dei bambini

Il primo consiglio dato da Daniele Novara è quello di curare il sonno dei propri figli. “I bambini di prima e seconda elementare hanno bisogno di dieci ore di sonno; quelli di quarta e quinta di almeno nove. Dormire meno significa arrivare stanchi a scuola, con difficoltà di attenzione e concentrazione“, ha spiegato l’esperto.

Il pedagogista ha poi aggiunto: “Nella mia esperienza di consulenza pedagogica vedo spesso famiglie che faticano a dare regole chiare sul sonno: orari troppo tardi, tv usata come ‘calmante’, la convinzione che dormire nel lettone sia rassicurante. La verità è che i bambini riposano meglio nella loro cameretta”.

Attenzione ai dispositivi digitali

Il secondo consiglio riguarda l’utilizzo di dispositivi elettronici (vietati anche in classe, come da recente normativa di Valditara), che possono mettere a dura prova la crescita dei nostri figli, soprattutto i più piccoli. “Televisione, smartphone, tablet e computer rallentano le capacità cognitive e lo sviluppo emotivo dei bambini, ostacolando l’apprendimento scolastico”.

Daniele Novara ha sottolineato che sarebbe “necessario limitarne l’uso: quaranta minuti al giorno sono più che sufficienti”. Inoltre, l’esperto ha spiegato che è “particolarmente dannoso guardare cartoni o video al mattino presto, ancora assonnati, prima di andare a scuola”. Così come sarebbe opportuno evitare di “regalare uno smartphone a un bambino di otto o nove anni“, perché è “una vera sciocchezza che avvantaggia solo le multinazionali della comunicazione”.

Come preparare la colazione per affrontare la giornata a scuola

Infine, il terzo suggerimento dato da Novara riguarda come i ragazzi iniziano ogni loro giorno: “Affrontare la giornata scolastica a stomaco vuoto è un’abitudine molto diffusa ma altrettanto deleteria”. La colazione rimane un pasto fondamentale, soprattutto durante la crescita.

Il pedagogista ha spiegato su Facebook che “una buona colazione, consumata con calma e in compagnia dei genitori, dà energia e benessere che si prolungano per tutta la giornata”. Secondo l’esperto “un piccolo rituale utile può essere responsabilizzare i bambini, apparecchiando la tavola la sera prima con tazze e posate”.

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