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Insegnante di sostegno con un alunno iStock

Insegnanti di sostegno precari: un alunno su 2 cambierà docente

Gli uffici scolastici sono al lavoro per permettere un avvio sereno delle lezioni a settembre 2026, ma scatta il nodo dei prof precari di sostegno

Patrizia Chimera

Patrizia Chimera

GIORNALISTA PUBBLICISTA

Giornalista pubblicista, è appassionata di sostenibilità e cultura. Dopo la laurea in scienze della comunicazione ha collaborato con grandi gruppi editoriali e agenzie di comunicazione specializzandosi nella scrittura di articoli sul mondo scolastico.

Il ministero dell’Istruzione e del Merito è al lavoro per permettere che il nuovo anno scolastico 2026/2027 inizi nel miglior modo possibile. 7 milioni di alunni e alunne, appartenenti a 360mila classi, dovranno iniziare le lezioni potendo contare su tutti gli insegnanti utili ad affrontare le materie previste. Si parla di un milione di unità di personale: di questi, circa 850mila sono i docenti da inviare nelle aule per un rientro a scuola che sia il migliore possibile. Tra i nodi da sciogliere c’è quello che riguarda gli insegnanti di sostegno precari: secondo le stime un alunno su due dovrà cambiare docente, non potendo contare sulla continuità.

Il record di insegnanti di sostegno precari

A settembre la campanella tornerà a suonare nelle scuole di tutte le regioni italiane e gli uffici scolastici regionali e provinciali sono già al lavoro per reperire il personale scolastico necessario, tra immissioni in ruolo, assegnazioni provvisorie e utilizzazioni e nomine dei supplenti. Si prevede già che bisognerà nominare decine di migliaia di supplenti di sostegno. I posti di sostegno in deroga dell’anno scolastico 2026/2027 rappresentano un record: si tratta di posti che valgono un solo anno e che vengono assegnati soprattutto a supplenti o a chi richiede un’assegnazione provvisoria fuori dalla provincia di servizio.

Alla conclusione della scuola, questi posti non vengono confermati automaticamente per l’anno successivo: migliaia di alunni con disabilità si ritrovano a dover cambiare docente ogni anno scolastico, con tutte le conseguenze che una cosa del genere può avere su studenti e studentesse fragili che si vedono togliere un vero e proprio punto di riferimento.

Stando ai decreti di nove regioni italiane (Lombardia, Piemonte, Sicilia, Puglia, Calabria, Friuli-Venezia Giulia, Marche, Toscana, Basilicata), nell’anno scolastico 2026/2027 i posti in deroga assegnati dagli uffici scolastici regionali sfiorano le 91.500 unità. I corrispondenti organici di diritto ammontano a meno di 78mila posti: l’organico precario rappresenta il 117% di quello stabile. Se si prende in considerazione tutto l’organico di diritto per il prossimo anno, cioè 128.170 posti, quello in deroga supera i 150mila.

La situazione è diversa da regione a regione:

  • Toscana: 6.635 posti in organico di diritto, 10.085 posti in deroga.
  • Puglia: 10.503 posti stabili, 11.371 posti in deroga.
  • Friuli-Venezia Giulia: 1.768 posti in organico di diritto, 2.252 posti in deroga.
  • Campania: nella sola provincia di Napoli 9.250 posti in organico di diritto, 12mila posti in deroga.

Cosa chiedono i sindacati per i docenti di sostegno

I sindacati della scuola chiedono che gran parte di questi posti in deroga, assegnati ai docenti precari e in continua crescita, vengano stabilizzati, anche per garantire continuità agli alunni con disabilità e alle loro famiglie. Secondo quanto riferito dall’Istat, nell’anno scolastico 2024/2025 il 58% degli studenti con disabilità ha cambiato insegnante di sostegno rispetto all’anno precedente. La percentuale sale al 61% alle scuole medie e arriva al 70% nelle scuole dell’infanzia. Il 9,4%, quasi un alunno su dieci, ha cambiato insegnante di sostegno nel corso dello stesso anno scolastico.

I tecnici dell’Istat hanno confermato che "la discontinuità didattica si conferma una delle criticità più persistenti nel tempo". Senza tralasciare il problema della carenza di docenti specializzati, che ha portato "in cattedra" il 22% dei docenti che insegnano agli alunni con disabilità senza alcuna specializzazione.

La norma del Governo per chiedere la continuità del sostegno

Per far fronte al problema dei continui cambi di docente di sostegno, il Governo ha previsto una norma che permette alle famiglie di chiedere la conferma dell’insegnante precario per l’anno scolastico successivo. Il ministero dell’Istruzione e del Merito non ha ancora reso noti i dati relativi allo scorso anno e la procedura per presentare la richiesta non sarebbe semplice.

L’esecutivo ha già provveduto a stabilizzare 134 posti, passando da 128.036 posti in organico di diritto a 128.170 posti, anche se le richieste dei sindacati sono di aumentare la stabilizzazione dei professori di sostegno precari per evitare disagi ad alunni e famiglie.