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Giuseppe Marotta AD Inter Ansa

Inter offre stage da 600 euro, esplode la polemica: il caso

L'Inter ha pubblicato un annuncio per un'offerta di lavoro in stage da 600 euro al mese in ambito di sicurezza digitale: la critica dell'esperto

Patrizia Chimera

Patrizia Chimera

GIORNALISTA PUBBLICISTA

Giornalista pubblicista, è appassionata di sostenibilità e cultura. Dopo la laurea in scienze della comunicazione ha collaborato con grandi gruppi editoriali e agenzie di comunicazione specializzandosi nella scrittura di articoli sul mondo scolastico.

L’Inter ha pubblicato un annuncio di lavoro per uno stage nel settore della cyber sicurezza. La squadra di Milano cerca un Cybersecurity Intern che possa dare supporto nel monitoraggio della cyber defense, nell’individuazione delle vulnerabilità dei sistemi, nella protezione endpoint, nella verifica delle identità digitali, nella formazione sulle minacce emergenti. Uno stage da 600 euro al mese, con requisiti specifici. L’annuncio di lavoro non è passato inosservato e un esperto di analisi economica leggendolo ha criticato profondamente la remunerazione, sottolineando che non dobbiamo stupirci se i talenti vanno a cercare un futuro all’estero.

L’offerta dell’Inter per uno stage da 600 euro al mese

L’annuncio di lavoro pubblicato dall’Inter riguarda una figura da inserire nel proprio team, nell’ambito della cybersecurity. Si cerca una figura per supportare il team già esistente.

F.C. Internazionale Milano nel suo annuncio afferma di essere "alla costante ricerca di nuovi talenti che possano arricchire il team con forte spirito di adattamento e tanta volontà di mettersi in gioco". Nel dettaglio la figura richiesta, quella del Cybersecurity Intern, farà parte del Team Technology per supportare "le attività di protezione, monitoraggio e miglioramento continuo della sicurezza informatica del Club, collaborando con i team Tech interni, i fornitori esterni e il Security Operations Center (SOC)".

Si occuperà di supportare il monitoraggio degli eventi di sicurezza, le attività di incident response, il controllo degli strumenti di protezione endpoint e delle identità digitali, l’aggiornamento delle policy, le iniziative di formazione e sensibilizzazione e tutto ciò che riguarda la sicurezza informatica.

Sono richiesti una laurea triennale o magistrale in Cybersecurity, Informatica, Ingegneria Informatica, Information Technology o discipline affini, conoscenza dei concetti legati a cybersecurity, networking, sistemi operativi e architetture IT, familiarità con le minacce informatiche, conoscenza di base di framework e standard di sicurezza informatica, buona conoscenza della lingua inglese, scritta e parlata, e del pacchetto Microsoft Office ed è gradita anche la conoscenza degli strumenti di sicurezza Microsoft.

La critica dell’esperto sulla fuga dei talenti Stem dall’Italia

Umberto Bertonelli, analista economico, sui social ha criticato profondamente questo annuncio e quelli simili che si possono trovare oggi. "Chissà come mai i talenti Stem fuggono da questo Paese", si è chiesto nel titolo del post, riflettendo sul fatto che i giovani specializzati in discipline scientifico-tecnologiche (scienza, tecnologia, ingegneria e matematica) sono praticamente "costretti" ad andare all’estero per crearsi un futuro.

Un compenso di 600 euro al mese, purtroppo, sembrerebbe la "normalità" nel nostro Paese. "Certo, qualche domanda viene spontanea se una stanza a Milano può costare circa 700 euro", ha sottolineato Bertonelli, che poi ha invitato a leggere cosa viene richiesto nell’annuncio.

"È chiaro che uno stagista non sarà responsabile di tutte queste attività, ma questa job description racconta bene il problema italiano. Cerchiamo profili sempre più preparati, con competenze tecniche complesse e molto richieste dal mercato, e continuiamo a valutarli 600 euro al mese, a Milano", ha spiegato l’analista. "Se 600 euro ci sembrano accettabili perché altrove danno meno, abbiamo fallito. La cybersecurity non è un settore marginale e non stiamo parlando dell’azienda di zio Tano, ma di un settore strategico, ad alta specializzazione e con una domanda di competenze che continua a crescere".

In Italia c’è anche una carenza di profili qualificati in questi settori, ma come ha spiegato l’esperto "quando arriva il momento di formare e valorizzare quei talenti, li paghiamo una miseria". Non dobbiamo dunque stupirci, ha continuato nella sua analisi, "se, una volta formati, molti scelgono Londra, Parigi, Amsterdam, Berlino o semplicemente un’azienda estera da remoto. Il paradosso è ancora più evidente quando l’annuncio arriva da un’organizzazione che compete a livello internazionale, muove budget enormi e dichiara di voler attrarre giovani talenti".