Bernini: "Interrompere le lezioni e aggredire un prof è reato"
Durante il question time la ministra dell'Università e della Ricerca ha risposto a una domanda sull'aggressione a un docente nell'ateneo di Pisa
Sia a scuola che nelle università ci sono stati casi di aggressioni agli insegnanti da parte degli studenti e in alcuni casi dei genitori. Tra gli ultimi episodi, sta facendo discutere l’interruzione di una lezione al dipartimento di Scienze politiche dell’ateneo di Pisa da parte di alcuni giovani pro Palestina, che hanno aggredito il docente Rino Casella. Sulla vicenda è intervenuta la ministra dell’Università e della Ricerca Anna Maria Bernini.
Bernini sulle aggressioni ai docenti
Alla domanda dell’onorevole Luigi Marattin (Gruppo misto), durante il question time alla Camera, sugli episodi avvenuti la settimana scorsa all’università di Pisa, Anna Maria Bernini ha spiegato che “interrompere un pubblico servizio, impedire lo svolgimento delle lezioni a vantaggio degli studenti che lì sono per imparare, pagano per imparare, aggredire un docente: questi non sono atti di manifestazione di un pensiero democratico, atti di dissenso legittimo”.
Per la ministra si tratta invece di “reati e come tali vanno trattati”. “L’università – ha aggiunto Bernini – è il luogo del pensiero critico, non dell’anarchia. La casa del confronto, non del sopruso”.
“Il ministero è al fianco dei rettori che, è bene ricordarlo, sono i primi responsabili dell’agibilità e della sicurezza negli atenei e noi siamo con loro per garantire che l’università resti un luogo libero e sicuro in cui le idee si confrontano, anche le idee più radicali, anche le idee più dissenzienti, anche duramente, ma mai con la forza”, ha concluso la ministra.
Il caso del docente Rino Casella
Il 16 settembre 2025 il professor Rino Casella, docente associato di Diritto pubblico comparato all’Università di Pisa, è stato aggredito da alcuni studenti pro Palestina, che hanno fatto irruzione nell’aula dove l’insegnante stava tenendo una lezione al Polo Piagge, occupato nei giorni scorsi dal Collettivo Universitario Autonomo.
Casella sarebbe stato preso di mira perchè accusato di essere “sionista“. Durante il blitz nell’aula da parte degli attivisti, il docente si sarebbe visto strappare di mano un libro di testo e poi, nel tentativo di proteggere uno studente del corso, ha ricevuto un pugno.
Al Pronto soccorso, al professore sono stati refertati sette giorni di prognosi.
Il ruolo dei rettori secondo Bernini
Dopo l’episodio, il ministro dell’Università Anna Maria Bernini ha telefonato al rettore dell’Ateneo, Riccardo Zucchi, allo stesso professore, Rino Cascella, e al prefetto di Pisa, Maria Luisa D’Alessandro.
“Le Università – ha detto Bernini dopo il blitz degli studenti pro Pal durante una lezione – non sono zone franche dove è consentito interrompere lezioni o aggredire professori. Quanto accaduto all’ateneo di Pisa è intollerabile per una società che si riconosce nei valori della democrazia e irricevibile per una comunità accademica, come quella pisana e italiana tutta, aperta, libera e inclusiva”.
La ministra è poi tornata sulla vicenda a margine della cerimonia di inaugurazione dello scalone monumentale all’Università La Sapienza. In quell’occasione ha dichiarato che “i rettori sono i primi responsabili dell’ordine pubblico all’interno dell’università. Noi saremo al loro fianco per fare in modo che questo non accada più. E se dovesse succedere nuovamente, il ministero valuterà la possibilità di costituirsi parte civile contro le aggressioni, perché l’università è inclusività, apertura, democrazia, mai violenza”.