Invalsi e Maturità 2026, perché un buon risultato è importante
Perché è importante ottenere un buon risultato alle prove Invalsi in vista della Maturità: cosa cambia dal 2026 per gli studenti dell'ultimo anno
Il 2 marzo sono partite le prove Invalsi, i test standardizzati nazionali somministrati annualmente agli studenti italiani di alcune classi per misurare i livelli di apprendimento in italiano, matematica e inglese. Gli esiti degli Invalsi non fanno media, ma da quest’anno c’è una novità che cambia le cose per i futuri diplomati. Perché è importante ottenere un buon risultato in vista della Maturità 2026?
- Dalla Maturità 2026 gli Invalsi entrano nel Curriculum studente
- Invalsi, perché è importante ottenere un buon risultato a inglese
- Come funzionano gli Invalsi all'ultimo anno delle superiori
Dalla Maturità 2026 gli Invalsi entrano nel Curriculum studente
Con il decreto 2/2026 pubblicato a gennaio, il ministero dell’Istruzione e del Merito ha ridefinito la struttura del Curriculum dello studente, dando attuazione alle novità introdotte dalla riforma della Maturità. Tra i cambiamenti più rilevanti c’è l’ingresso, a partire dall’anno scolastico in corso, dei risultati delle prove Invalsi.
Gli esiti dei test non possono in nessun modo influenzare il voto finale del maturando. Proprio per evitare questa possibilità, gli esiti vengono inseriti nel Curriculum solo una volta concluso l’esame. Dunque, la valutazione della Maturità continua a basarsi esclusivamente sulle prove, i due scritti e l’orale, e il credito scolastico. I risultati degli Invalsi, invece, entrano in gioco dopo, come certificazione delle competenze raggiunte.
Il Curriculum dello studente accompagna il diploma e può essere messo a disposizione di università o potenziali datori di lavoro. In questo contesto, gli esiti delle prove Invalsi diventano uno strumento informativo in più: non un giudizio scolastico, ma un riscontro nazionale delle competenze acquisite. Un dato comparabile, costruito su parametri comuni a tutti gli studenti italiani, che si affianca al percorso individuale e alle esperienze extracurriculari già presenti nel Curriculum.
Invalsi, perché è importante ottenere un buon risultato a inglese
Tra le prove Invalsi, quella di inglese assume un rilievo particolare. Il test è strutturato per certificare le competenze linguistiche secondo i livelli del Quadro comune europeo (B1/B2 per i maturandi) attraverso prove di reading e listening. Non si tratta quindi di una semplice verifica scolastica, ma di una rilevazione che mira ad attestare in modo standardizzato e oggettivo la padronanza della lingua.
Proprio perché i risultati confluiscono nel Curriculum dello studente, l’esito della prova rappresenta una certificazione ufficiale rilasciata da un ente vigilato dal ministero dell’Istruzione e del Merito, l’Invalsi appunto (Istituto nazionale per la valutazione del sistema educativo di istruzione e di formazione).
È un’attestazione riconosciuta a livello nazionale, che si aggiunge al diploma e contribuisce a definire il profilo formativo del diplomato. In particolare, il raggiungimento del livello B2 è generalmente considerato una solida base di partenza sia in ambito accademico sia nel mondo del lavoro.
All’interno del Curriculum, questo dato diventa visibile ad atenei e potenziali datori di lavoro come indicatore oggettivo delle competenze linguistiche possedute. Non incide sul voto dell’esame di Maturità, ma rafforza il ‘biglietto da visita‘ digitale dello studente.
Come funzionano gli Invalsi all’ultimo anno delle superiori
Gli studenti dell’ultimo anno delle superiori svolgono le prove Invalsi tra il 2 e il 31 marzo in modalità CBT, ovvero al computer (qui il calendario completo). All’interno di questa finestra temporale, stabilita a livello nazionale, le scuole possono scegliere autonomamente le date in cui somministrare i test agli studenti. Le classi campione, invece, partecipano alla rilevazione nazionale tra il 2 e il 6 marzo.
È prevista anche una sessione suppletiva, che si svolgerà tra il 21 maggio e il 5 giugno. Ricordiamo infatti che sostenere le prove Invalsi è un requisito d’ammissione alla Maturità 2026.
I diplomandi sostengono tre prove: una in italiano, una in matematica e una in inglese.
La prova di italiano valuta le competenze di lettura degli studenti attraverso domande relative a diverse tipologie di testo e verifica l’acquisizione di conoscenze e competenze grammaticali. Si divide quindi in due sezioni: comprensione del testo e riflessione sulla lingua. Il numero di domande di ciascuna unità può variare da 7 a 10 e la durata massima per svolgere il test è di 2 ore.
La prova di matematica non si limita a verificare nozioni tecniche, ma punta anche a valutare la capacità di argomentare, spiegare scelte matematiche e utilizzare conoscenze acquisite. Per tenere conto delle differenti esperienze dei vari percorsi scolastici, la prova comprende una parte comune a tutti e una differenziata a seconda dell’indirizzo di studio.
Infine, la prova di inglese si concentra sulle abilità di reading e listening, ovvero comprensione scritta e ascolto. L’obiettivo è accertare il livello raggiunto dagli studenti in relazione al Quadro comune europeo di riferimento per le lingue. Per valutare le competenze anche di coloro che al termine del secondo ciclo di istruzione non raggiungono il livello B2, il test Invalsi di inglese è una prova bilivello B1/B2.