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Iscrizione scuola e contributo volontario, esplode la polemica

Sono partire le domande d'iscrizione a scuola e sui social è esplosa la polemica sul contributo volontario: di cosa si tratta e cos'è successo

Camilla Ferrandi

Camilla Ferrandi

GIORNALISTA SOCIO-CULTURALE

Nata e cresciuta a Grosseto, sono una giornalista pubblicista laureata in Scienze politiche. Nel 2016 decido di trasformare la passione per la scrittura in un lavoro, e da lì non mi sono più fermata. L’attualità è il mio pane quotidiano, i libri la mia via per evadere e viaggiare con la mente.

Sono aperte le domande di iscrizione all’anno scolastico 2026-2027 ed è tornata la polemica sul contributo volontario richiesto dalle scuole. In questo articolo vediamo di cosa si tratta e cos’è successo.

Iscrizione a scuola, la polemica della mamma sul contributo volontario

A sollevare il caso è stata la speaker radiofonica Barbara Vesco, che sui social ha raccontato la propria esperienza al momento dell’iscrizione del figlio alla prima superiore tramite la piattaforma Unica. Durante la procedura, Vesco si è imbattuta nella richiesta del contributo volontario.

“A conclusione della richiesta di ammissione mi trovo una postilla riguardo al contributo volontario da versare all’atto di iscrizione. 141,50€…pertanto direi poco volontario: viene fornita la cifra fissa e pure una descrizione poco chiara sul fatto che si possa scegliere se pagare o meno“, ha scritto.

La speaker ha accompagnato il post con uno screenshot della “Nota” comparsa sulla piattaforma Unica per completare l’iscrizione di suo figlio. Nel testo si legge: “All’atto della domanda di iscrizione (dopo l’Esame di Licenza Media, nell’estate prossima), andranno allegate le ricevute dei seguenti versamenti: – contributo scolastico di € 141,50 vincolato solo per offerta formativa. Il contributo deve essere inteso come una partecipazione economica delle famiglie per il raggiungimento di un risultato comune, finalizzato all’arricchimento dell’offerta (e non al funzionamento ordinario). L’Agenzia delle Entrate ha specificato che sono detraibili dall’imposta sul reddito, nella misura del 19%, le erogazioni liberali a favore degli Istituti Scolastici di ogni ordine e grado, finalizzate all’innovazione tecnologica, all’edilizia scolastica e all’ampliamento dell’offerta formativa. – contributo obbligatorio di € 8,50 per assicurazione“.

Nel suo intervento, Vesco ha proseguito: “E allora un po’ di chiarezza. Puntuali come un orologio svizzero hanno bussato alle porte delle famiglie anche quest’anno. Stiamo parlando dei contributi da versare nelle casse della scuola all’atto di iscrizione all’anno successivo. Sulla carta dovrebbero essere volontari, nella pratica in molti casi diventano necessari per il buon funzionamento degli istituti. Così da costringere i richiedenti a dover forzare la mano, in varie forme: si va dalla mancata trasparenza in merito alla natura volontaria del versamento fino a minacce, più o meno velate, di mancata iscrizione o partecipazione ad alcune attività”.

La formulazione proposta dalla “Nota”, secondo Vesco, rischia di far percepire come necessario ciò che invece è facoltativo: “Per le famiglie non è sempre facile distinguere le somme dovute da quelle facoltative… Quindi cosa bisogna pagare all’atto di iscrizione? Semplicemente l’assicurazione scolastica“, ha concluso.

Cos’è il contributo scolastico volontario

Il contributo scolastico è una somma volontaria che gli istituti possono chiedere alle famiglie per il miglioramento e l’ampliamento dell’offerta formativa e per il raggiungimento di livelli qualitativi più elevati, come indicato dal ministero dell’Istruzione e del Merito (MIM).

Si tratta, come ribadito più volte dallo stesso ministero, di una quota volontaria e non obbligatoria. Per questo, “la segreteria non può richiedere alle famiglie contributi obbligatori per lo svolgimento delle attività curriculari ad eccezione dei rimborsi delle spese sostenute per conto delle famiglie (ad es: assicurazione individuale degli studenti per RC e infortuni, libretto delle assenze, gite scolastiche, etc.)”.

Dunque, continuano dal MIM, “non è consentito alla scuola richiedere il pagamento del contributo come condizione per accettare l’iscrizione dello studente“.

In sintesi: il contributo scolastico è volontario, dunque non può essere imposto come condizione per l’iscrizione. Le uniche somme che le scuole possono richiedere, e che devono essere pagate, sono i rimborsi spese sostenute per conto delle famiglie, in cui rientrano le quote per l’assicurazione individuale degli alunni.

Infine, è obbligatorio pagare le tasse scolastiche (esclusi gli esonerati, tra cui le famiglie con ISEE pari o inferiore a 20mila euro) “dovute solo per la frequenza del quarto e quinto anno degli istituti di istruzione secondaria di secondo grado” e interamente versate all’Agenzia delle Entrate, dunque non alla scuola.