Iscrizioni scuola e calo al Classico, la polemica di prof Galiano
Il ministero dell'Istruzione ha pubblicato i dati sulle iscrizioni a scuola nel 2026: la polemica del prof Enrico Galiano sul calo del liceo Classico
Continua il calo delle iscrizioni al liceo Classico, e nel dibattito pubblico torna la consueta discussione sul futuro dell’indirizzo scolastico. Sull’argomento è intervenuto anche il prof e scrittore Enrico Galiano, che ha acceso la polemica con una riflessione sul ruolo e sul valore di questo percorso di studi (e degli altri) nella scuola di oggi.
La polemica di Galiano sul calo degli iscritti al liceo Classico
Ogni anno, con l’uscita dei dati sulle iscrizioni alle scuole superiori, torna puntuale la discussione sul calo degli studenti al liceo Classico. Sul tema è intervenuto anche il prof e scrittore Enrico Galiano, che ha criticato i toni allarmistici e i proclami di "disfatta" che accompagnano i numeri, sottolineando come molti considerino il Classico l’unica scuola capace di formare il pensiero critico.
Se da una parte è "innegabile" che studiare latino e greco richieda "vigorose ginnastiche mentali", dall’altro "forse dovremmo smettere di dire che solo così si forma davvero il pensiero critico", ha scritto Galiano in un articolo pubblicato su Il Libraio.it.
Il docente ha spiegato: "La ricerca educativa dice una cosa più semplice e meno mitologica: il pensiero critico non nasce da una materia specifica, ma dal tipo di attività cognitive che metti in pratica", come analizzare, confrontare, interpretare, argomentare. Si tratta di processi mentali "che puoi allenare traducendo Tucidide", ma anche "risolvendo un problema di fisica, progettando un circuito elettronico, interpretando un testo giuridico o programmando un algoritmo".
Il professore ha ricordato inoltre che lo studio di lingue strutturalmente diverse dalla propria, come il cinese o il giapponese, produce effetti cognitivi simili a quelli tradizionalmente attribuiti al latino. "Capito? Non è il latino in sé a essere magico: è il confronto con strutture linguistiche diverse", ha scritto.
Galiano ha puntualizzato: "Quando si guardano le carriere universitarie, il vantaggio degli studenti del Classico esiste, ma si concentra soprattutto nelle facoltà umanistiche. Nelle facoltà scientifiche, tecniche o economiche, gli studenti provenienti dallo scientifico o dagli istituti tecnici spesso hanno risultati accademici uguali o migliori".
Il liceo Classico "è una scuola straordinaria", ha ripreso il docente. "Quello che è molto meno straordinario è l’idea che sia l’unica capace di insegnare a pensare. Se fosse davvero così, dovremmo concludere che il 95% degli italiani non ha mai imparato a usare la propria testa", ha concluso Enrico Galiano.
I dati sulle iscrizioni a scuola 2026
Il ministero dell’Istruzione e del Merito ha pubblicato i dati ufficiali delle iscrizioni all’anno scolastico 2026-2027. Rispetto al 2025, gli iscritti al liceo Classico sono diminuiti dello 0,17%. In totale, da settembre frequenterà l’indirizzo il 5,2% degli attuali studenti di terza media.
Nonostante il calo del Classico, i licei restano le scuole più scelte dagli adolescenti italiani (55,8%). A fare da padrone è il liceo Scientifico, che ha raccolto il 24,99% delle domande totali (Scientifico tradizionale 13,16%, Opzione scienze applicate 9,75%, Sezione a indirizzo sportivo 2,08%). Segue il liceo delle Scienze umane, con il 12,48% degli iscritti (7,93% Scienze umane, 4,55% Opzione economico sociale), e il Linguistico (7,69%).
Il 30,84% dei futuri studenti delle superiori ha invece optato per un istituto tecnico. Tra gli indirizzi più apprezzati ci sono Amministrazione, Finanza e Marketing (8,66%), Informatica e Telecomunicazioni (4,98%) e Turismo 3,12% (3,12% nel 2025).
Crescono le iscrizioni agli istituti professionali, complice anche la riforma del 4+2, che passano dal 12,69% al 13,28% del totale. L’indirizzo che ha registrato il maggior numero di domande è Enogastronomia e ospitalità alberghiera (4,15% delle iscrizioni totali), seguito da Servizi per la sanità e l’assistenza sociale (2,25%).