Italia bocciata nella comprensione dell'IA: classifica dei Paesi
Dal report FragilItalia “Intelligenza artificiale e ruolo della tecnologia”, l'Italia risulta al penultimo posto riguardo alla comprensione dell'IA
Il report FragilItalia “Intelligenza artificiale e ruolo della tecnologia”, realizzato da Area Studi Legacoop e Ipsos, ha indagato il livello di comprensione degli strumenti di IA in diversi Paesi nel mondo. L’analisi è stata fatta sulla base di un’indagine a campione effettuata su un panel di 23.216 persone di età inferiore ai 75 anni e provenienti da 30 paesi dei cinque continenti, intervistati dal 21 marzo al 5 aprile del 2025.
Italia penultima in classifica per comprensione dell’IA
Da quanto emerge verificando le risposte alle interviste, l’Italia risulta al penultimo posto con il 50% delle persone consultate, e quindi una su due tra cui 800 casi di 18 anni e oltre, che ha detto di aver “una buona comprensione di cosa sia l’intelligenza artificiale“.
In generale l’Italia si posiziona con 17 punti percentuali in meno rispetto alla media globale che è del 67%. Peggio del Bel Paese fa solo il Giappone col 41% di cittadini che ammettono di comprendere l’IA.
Simone Gamberini, presidente Legacoop, ha sottolineato, come riporta Il Sole 24 Ore, che “si profila con chiarezza un duplice scenario: da un lato, l’Italia sta vivendo una profonda trasformazione legata all’evoluzione tecnologica, che ha già cambiato radicalmente le abitudini quotidiane, il lavoro, e soprattutto l’accesso all’informazione; dall’altro, permane un significativo ritardo culturale e informativo verso l’intelligenza artificiale, rispetto ad altri Paesi”.
Eppure c’è un elemento positivo che emerge dall’analisi: l’Italia, in termini relativi, va meglio per quanto riguarda la conoscenza di prodotti e servizi che utilizzano l’intelligenza artificiale.
Il 46% degli italiani afferma di conoscerli con una differenza di soli 6 punti rispetto alla media (52%) collocandosi in questo ambito a metà classifica, mentre la convinzione che questi prodotti e servizi presentino più vantaggi che svantaggi è stata espressa dal 53% degli italiani, con soli tre punti di differenza dalla media globale (56%).
Prevale di poco la percentuale di chi si dichiara di essere entusiasmato dai prodotti e servizi che utilizzano l’IA (il 49%, 3 punti in meno della media) rispetto a quella di chi invece li percepisce come fonte di ansia (il 44%, 9 punti in meno della media).
La classifica dei paesi che conoscono meglio l’IA
Tornando alla classifica dei Paesi che conoscono meglio i sistemi che usano l’intelligenza artificiale, ai primi tre posti ci sono l’Indonesia, con ben il 91% delle persone consultate che hanno detto di avere una buona comprensione di cosa sia l’IA; la Thailandia con il 79% e il Sud Africa con il 77%.
Restando in Ue, ai vertici della lista troviamo la Spagna con il 66% e Germania e Francia entrambe con il 59%. Nella classifica dei trenta paesi, la Spagna è decima, Germania e Francia sono tredicesime e il Regno Unito con il 64% è dodicesimo.
Le opportunità e i timori degli italiani
Gli italiani sono stati interpellati nell’indagine anche riguardo all’impatto che secondo loro avranno le tecnologie emergenti nei prossimi anni.
Al primo posto c’è proprio l’intelligenza artificiale con il 75% delle indicazioni che sale all’81% tra i laureati. Seguono la robotica e l’automazione ma con percentuali ben più basse del 39% tra i laureati e del 46% tra gli over 64 e il ceto popolare.
Più giù si trovano le energie rinnovabili e le tecnologie sostenibili (38%, e 44% nel Nord Ovest), le biotecnologie e l’ingegneria genetica (31%).
Secondo molti italiani, però, le nuove tecnologie porteranno a una maggiore dipendenza, a una compromissione della privacy e a un profondo cambiamento del mondo del lavoro con lo spettro della disoccupazione tecnologica e l’erosione della sfera personale percepiti come rischi reali.