Kate Middleton a Reggio Children: la frase sul ruolo dei genitori
Kate Middleton ha visitato gli asili nido e le scuole dell'infanzia di Reggio Emilia, per conoscere l'approccio ideato decenni fa da Loris Malaguzzi
Grande entusiasmo a Reggio Emilia per la visita di Kate Middleton. La Principessa del Galles ha voluto sapere tutto su Reggio Children e sul Reggio Emilia Approach, la filosofia educativa che accompagna bambini e bambine degli asili nido e delle scuole dell’infanzia della città emiliana. Il "metodo" ben presto si è diffuso anche in altre città italiane ed è presente oggi in tutto il mondo. Tante le domande che la moglie del Principe William ha fatto e una in particolare ha riguardato il ruolo dei genitori in questo approccio.
Kate Middleton alla scoperta del Reggio Emilia Approach
Il 12 e il 13 maggio 2026 Kate Middleton ha visitato Reggio Emilia, nel suo primo viaggio all’estero dopo la malattia. La fondatrice del Royal Foundation Centre for Early Childhood ha voluto conoscere da vicino il Reggio Emilia Approach, un sistema educativo all’avanguardia creato da Loris Malaguzzi che da decenni caratterizza asili nido e scuole dell’infanzia di Reggio Emilia.
Dopo una visita in Municipio e dopo aver salutato le tante persone arrivate nella città emiliana per vederla, Catherine ha fatto tappa al Centro Internazionale Loris Malaguzzi. Si tratta di un luogo che da 20 anni permette di conoscere questa filosofia educativa a chi vuole applicarla nelle scuole o alle famiglie che desiderano approfondire il "metodo" per il futuro scolastico dei loro figli.
Qui la Principessa del Galles è stata accolta dalla presidentessa del Centro, Maddalena Tedeschi, dalla Coordinatrice dell’Area Educazione, Paola Ricco, e dalla responsabile delle Relazioni Internazionali, Emanuela Vercalli. Tante le domande che ha posto per comprendere meglio il funzionamento di un sistema che ha permesso alla città di Reggio Emilia di creare quelli che sono considerati gli "asili più belli del mondo".
La domanda di Kate sul ruolo dei genitori nel metodo
Tra i tanti aspetti che Kate Middleton ha voluto approfondire sul Reggio Emilia Approach ce n’è stato uno che le sta molto a cuore. La Principessa ha chiesto in fatti "quale ruolo hanno i genitori nell’approccio". Catherine si è domandata se le famiglie sono invitate a partecipare ai corsi del Centro, perché secondo lei "i genitori sono i migliori alleati nei progetti di pedagogia".
Un’altra domanda ha riguardato anche i libri e i manuali che spiegano e raccontano questa filosofia educativa. Ai presenti ha chiesto se fossero solo in italiano o tradotti anche in lingua inglese. La moglie del Principe William si è anche messa a leggere la poesia di Loris Malaguzzi sui 100 linguaggi dei bambini, che ha ispirato l’approccio. Infine, ha anche preso parte a un laboratorio di ceramica in atelier.
Un’educatrice svela cos’ha di speciale il Reggio Emilia Approach
Il magazine D la Repubblica ha raccontato la visita di Kate a Reggio Emilia (che non è stata esente da polemiche). In un articolo è stata riportata anche l’intervista a Cinzia Incerti, docente presso la scuola dell’infanzia Diana, che nel 1991 Newsweek ha definito come l’asilo più bello del mondo. "Non so se sia il più bello", ha svelato l’insegnante, aggiungendo poi: "Io sono qui come insegnante da venti anni (e ne ho 44), di certo abbiamo un’esperienza ricchissima, 70 anni di storia".
L’educatrice ha spiegato che nel Reggio Emilia Approach i "bambini sono al centro dei pensieri di una città intera, è un sentimento che sentiamo forte, da sempre, e che speriamo di portare avanti in un momento storico in cui sentirsi parte di una comunità è importante". Ha poi sottolineato che "la scuola non è un luogo, ma un invito all’incontro e al dialogo, il nostro patto educativo parla di educazione ma anche di cittadinanza".
Si tratta di scuole pubbliche (dettaglio che ha stupito i media britannici) in cui si lavora sulle relazioni e nelle quali "l’accoglienza è un esercizio che consiste nell’affinare ogni giorno cuore e mente per prepararsi all’incontro con l’altro". Secondo l’insegnante Kate può trovare tanti spunti interessanti nelle scuole di Reggio Emilia, come "il nostro vedere il bambino come cittadino dell’oggi, portatore di diritti, intelligenza e bellezza, che ha il diritto essere ascoltato da parte di un adulto che sappia fidarsi del suo sguardo curioso e intuitivo. Ogni bambino deve poter compiere avventure e prove di libertà quotidiana e ogni sua domanda e curiosità qui si sente legittima e valorizzata".
Come si svolge una giornata nelle scuole di Reggio Children
Chiara Ferrarini, docente della scuola comunale dell’infanzia Paulo Freire, ha raccontato al magazine come si svolge una giornata tipo. "Al mattino i bambini entrano in un ambiente teso al bello e vitale, pieno di tracce: una costruzione del giorno prima da continuare, i manufatti in creta o ceramica, un gioco avviato e lasciato per essere ripreso appena rientrati a scuola, favorendo così l’attesa del rientro".
L’ambiente è "vivo, stimolante e aperto alla creatività e al mettersi in gioco". Ogni mattino si fa un’assemblea riuniti in cerchio per sperimentare "le prime forme di convivenza democratica attraverso il dialogo, l’ascolto reciproco e la condivisione degli argomenti più svariati, ma anche in cui si portano temi emotivamente faticosi da gestire, come quelli legati all’attualità e alla guerra".
I bambini, poi, pranzano mangiando secondo la tradizione emiliana, grazie alle cucine che sono "atelier del gusto in cui fare ricerche sensoriali legate al cibo, ai sapori e al piacere di fare dell’esperienza alimentare occasione di conoscenza e relazione".
Al giornale una mamma ha raccontato che "gli educatori mettono al centro il bambino" lasciando che si esprima "con strumenti diversi, oltre al linguaggio. Fanno lavoro di squadra e non sentono mai di uscire dalla famiglia, quando entrano a scuola, perché le persone ne fanno parte". Sua figlia ha festeggiato il compleanno andando presso la Biblioteca Comunale per fare la sua prima tessera e a Natale non ci sono recite al nido: "Si gira per il quartiere a cantare canzoni, invitando le persone ad affacciarsi dai balconi".