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Kate Middleton Ansa

Kate Middleton e Reggio Children, la protesta dei pedagogisti

Tante le polemiche sula visita di Kate Middleton a Reggio Emilia: anche i pedagogisti italiani hanno protestato sull'arrivo della Principessa inglese

Patrizia Chimera

Patrizia Chimera

GIORNALISTA PUBBLICISTA

Giornalista pubblicista, è appassionata di sostenibilità e cultura. Dopo la laurea in scienze della comunicazione ha collaborato con grandi gruppi editoriali e agenzie di comunicazione specializzandosi nella scrittura di articoli sul mondo scolastico.

La visita di Kate Middleton in Italia non è passata inosservata. La Principessa del Galles ha scelto Reggio Emilia per il suo primo viaggio all’estero dopo la malattia. In questa occasione ha voluto conoscere, in qualità di Presidente del Royal Foundation Centre for Early Childhood da lei fondato, Reggio Children. La moglie di William ha così ammirato da vicino quelli che sono stati soprannominati gli asili più belli del mondo. Non tutti, però, si sono detti d’accordo sulle modalità con cui Kate Middleton si è avvicinata a Reggio Children: in particolare i pedagogisti hanno sollevato una polemica.

La polemica dei pedagogisti sulla visita di Kate a Reggio Children

Le associazioni ANPE, APP, CONPED e FEDERPED, riunite nella sigla "Facciamo Ordine", hanno protestato in merito alla visita di Kate Middleton a Reggio Children, dove la Principessa ha potuto scoprire il Reggio Emilia Approach, acclamato in tutto il mondo. Il problema riguarda principalmente l’assenza di pedagogisti e di educatori nel racconto che i media hanno fatto di questo incontro.

Le associazioni hanno diffuso un comunicato nel quale hanno sottolineato l’importanza del clamore internazionale in merito a una filosofia educativa nata grazie al lavoro di Loris Malaguzzi, autore di una poesia manifesto letta anche da Kate durante i due giorni emiliani. I giornalisti, però, hanno di fatto ignorato quelle figure professionali che quotidianamente applicano quel modello in asili nido e scuole dell’infanzia. Articoli e servizi televisivi li non hanno coinvolti.

Il comunicato sottolinea il "silenzio mediatico attorno ai veri protagonisti di quel modello", vale a dire "pedagogiste, pedagogisti, educatrici ed educatori che quotidianamente, con competenza e dedizione, lo rendono vivo e operativo". Per le associazioni si tratterebbe di un problema ormai presente nei media italiani, dove scarseggiano professionisti nel dibattito pubblico, soprattutto quando si parla di infanzia, scuola e pedagogia: si tratterebbe di una "sistematica invisibilità dei pedagogisti e degli educatori" e per questo si richiede una maggior attenzione verso queste figure professionali".

Perché Kate Middleton ha visitato Reggio Children

Kate Middleton ha trascorso due giorni a Reggio Emilia, per conoscere Reggio Children: lei è a capo di una fondazione che si occupa proprio dell’infanzia ed era curiosa di scoprire la filosofia di Loris Malaguzzi. Nella prima giornata del suo viaggio in Italia è stata accolta dal sindaco nel Municipio, ricevendo il "Primo Tricolore", il più alto riconoscimento della città. Poi ha salutato tutti coloro che erano accorsi a vederla, prima di recarsi in visita al Centro Internazionale Loris Malaguzzi per conoscere il metodo educativo alla base degli "asili più belli del mondo".

Nel secondo giorno, invece, la Principessa del Galles ha seguito una normale giornata di scuola con i bambini, facendo molte domande e intrattenendosi con i più piccoli, che le hanno anche insegnato qualche parola di italiano e hanno voluto giocare con lei. La moglie di William si è anche cimentata con la cucina emiliana, mettendo "le mani in pasta" per preparare i tortelli d’erbetta.

Anche Novara ha polemizzato sull’arrivo di Kate in Italia

Anche il pedagogista Daniele Novara era intervenuto in merito al viaggio di Kate Middleton alla scoperta di Reggio Children, polemizzando sulla sua visita. Al giornalista de La Repubblica l’esperto aveva spiegato il valore educativo di questo approccio, sottolineando, però, che "ci voleva una principessa per accendere i riflettori su questa esperienza, un fatto che trovo curioso".

Per Novara il Reggio Emilia Approach "valorizza lo sguardo e la differenza infantile, dove i bambini sono visti non nei loro deficit, ma riconosciuti come risorsa, visti nelle loro modalità differenti dagli adulti di vedere il mondo. Modalità diverse, non inferiori".

A livello internazionale viene "considerata l’esperienza più avanzata sul tema della creatività infantile con atelier dedicati all’arte e ai linguaggi dei bambini", mentre in Italia non ha "la visibilità che meriterebbe. Cosa che invece avviene nel mondo, visto che è oggetto di studio, da sempre, a livello internazionale".