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Kate Middleton, Principessa del Galles Ansa

Kate Middleton in Italia per studiare il nostro modello educativo

Kate ha annunciato che verrà in Italia: nel primo viaggio all'estero dopo la diagnosi di tumore, la Principessa visiterà le scuole di Reggio Emilia

Patrizia Chimera

Patrizia Chimera

GIORNALISTA PUBBLICISTA

Giornalista pubblicista, è appassionata di sostenibilità e cultura. Dopo la laurea in scienze della comunicazione ha collaborato con grandi gruppi editoriali e agenzie di comunicazione specializzandosi nella scrittura di articoli sul mondo scolastico.

La Principessa del Galles ha annunciato quale sarà il suo primo viaggio all’estero dopo la diagnosi di tumore e le cure: Kate Middleton arriverà in Italia. La moglie dell’erede al trono inglese, infatti, arriverà nel bel Paese e, per la precisione, a Reggio Emilia. Per quale motivo Catherine ha scelto proprio l’Italia? L’esponente della Famiglia Reale inglese vuole studiare in modo più approfondito il modello di educazione alla prima infanzia della città emiliana, rinomato in tutto il mondo.

Il primo viaggio di Kate dopo il cancro sarà in Italia

Kate Middleton arriverà in Italia: il 13 e il 14 maggio 2026, infatti, sarà a Reggio Emilia, nel suo primo viaggio ufficiale fuori dal Regno Unito dopo la malattia. Nel 2024 la principessa inglese ha ricevuto una diagnosi di tumore: dopo essersi sottoposta a chemioterapia, a gennaio 2025 ha annunciato che il suo tumore era in remissione.

La Principessa del Galles verrà in Italia da sola, senza William: sarà un viaggio importante all’interno dei progetti e delle attività della Royal Foundation Centre for Early Childhood, la Fondazione benefica e solidale che ha creato nel 2021 e che si occupa di bambini e bambine.

L’Italia non è stata scelta a caso per la sua prima trasferta fuori dal suo Paese dopo tanti anni. Sarebbe già dovuta venire nel 2024, ma quel viaggio venne annullato proprio a causa delle sue condizioni di salute. L’ultimo viaggio ufficiale all’estero è del dicembre del 2022, quando Catherine Middleton ha accompagnato William a Boston.

Kate incontrerà insegnanti, genitori e alunni di Reggio Emilia

Catherine verrà in Italia per conoscere l'"Approccio Reggio Emilia" o "Reggio Emilia Approach", un metodo pedagogico che è stato ideato dal pedagogista emiliano Loris Malaguzzi.

Kate avrà modo di incontrare insegnanti, genitori e bambini e bambine, ma anche gli amministratori locali e alcuni rappresentanti del mondo imprenditoriale italiano. Potrà anche conoscere da più vicino questo modello educativo dedicato alla prima infanzia, fiore all’occhiello della regione Emilia-Romagna.

Un portavoce di Kensington Palace, come riportato da Tgr Rai Emilia-Romagna sulla sua pagina Facebook, ha sottolineato che "la Principessa è impaziente di visitare l’Italia e vedere di persona come il metodo reggiano favorisca gli ambienti dove le relazioni umane si uniscono per sostenere lo sviluppo dei bambini".

Cos’è il modello di educazione alla prima infanzia di Reggio Emilia

Il "Reggio Emilia Approach" è un modello educativo dedicato al mondo dell’infanzia e ai bambini e alle bambine da 0 a 6 anni di età. È nato nel dopoguerra grazie a Loris Malaguzzi e mette al centro i più piccoli come soggetti attivi, competenti e dotati di diritti, dando valore alla creatività, alle relazioni e ai "cento linguaggi" che appartengono a tutti gli esseri umani, anche ai più piccini.

Il progetto educativo è diventato ben presto un punto di riferimento in tutto il mondo e viene sviluppato e migliorato ogni giorno nelle scuole e nei nidi dell’infanzia del Comune di Reggio Emilia. Questa filosofia si basa su alcuni concetti fondamentali, partendo dal presupposto che i bambini sono al centro del sistema educativo e gli adulti (gli insegnanti, gli educatori, ma anche i genitori) sono degli aiutanti e delle guide per la loro crescita e per l’apprendimento. Malaguzzi sosteneva, infatti, che "quello che i bambini imparano non è il risultato automatico di quello che viene loro insegnato. Piuttosto, è dovuto in gran parte al fare proprio dei bambini come una conseguenza delle loro attività e delle nostre risorse".

L’approccio propone anche uno stravolgimento dell’ambiente scolastico, prevedendo spazi dove il movimento e le relazioni con gli altri siano favoriti e dove bambini e bambine, ma anche gli adulti di riferimento, possano sentirsi a loro agio. Fondamentale il ruolo dell'"atelier", un laboratorio scolastico dove sperimentare e dar vita a progetti per coinvolgere i linguaggi dei bambini.