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Il pilota Andrea Kimi Antonelli Ansa

Kimi Antonelli a scuola prima del GP in Cina: il retroscena

Poco prima di vincere il suo primo Gran Premio di Formula Uno in Cina, Andrea Kimi Antonelli è passato alla sua vecchia scuola per un saluto ai prof

Patrizia Chimera

Patrizia Chimera

GIORNALISTA PUBBLICISTA

Giornalista pubblicista, è appassionata di sostenibilità e cultura. Dopo la laurea in scienze della comunicazione ha collaborato con grandi gruppi editoriali e agenzie di comunicazione specializzandosi nella scrittura di articoli sul mondo scolastico.

Andrea Kimi Antonelli ha scritto un pezzo di storia della Formula Uno, vincendo il Gran Premio in Cina a soli 19 anni: era da 20 anni che un italiano non occupava il più alto gradino del podio (nel 2006 era stato Giancarlo Fisichella l’ultimo a occuparlo nel Gran Premio di Malesia guidando la Renault del team di Flavio Briatore). Prima di vincere il GP cinese, però, il pilota ha fatto una cosa curiosa: è passato nella sua "vecchia" scuola superiore per fare un saluto ai professori.

Kimi Antonelli e il saluto ai prof prima di vincere il GP in Cina

Andrea Kimi Antonelli ha un legame molto forte con la sua scuola superiore. L’istituto "Salvemini" di Casalecchio di Reno lo ha sempre sostenuto grazie al "progetto studente atleta" che supporta studenti e studentesse impegnati negli studi e in competizioni sportive di alto livello.

Proprio pochi giorni prima della vittoria al Gran Premio di Cina, il giovane pilota emiliana si è presentato a scuola "per salutare i suoi professori. Ha mantenuto un legame molto forte con la sua scuola", ha raccontato la preside Fausta Labidonisia al Resto del Carlino. Un aneddoto curioso che racconta la semplicità del pilota che sulla sua monoposto ha compiuto un’impresa storica.

Il ricordo dei compagni di scuola e della prof di Kimi Antonelli

Anche alcuni ex compagni di scuola sono stati intervistati dal giornale: sono tutti felici del suo trionfo e si augurano che questa sia la "prima di tante vittorie". Per loro "è incredibile" quello che ha fatto: e pensare che "fino allo scorso anno girava per i corridoi. E ora vince in Formula Uno", hanno detto con orgoglio.

Al coro di voci dei compagni si aggiunge anche quella della professoressa di economia aziendale, Alessandra Regina, che lo ha conosciuto in quarta superiore quando il giovane studente aveva già le idee chiare: voleva "riportare l’Italia in alto in Formula Uno". "Lo aspettiamo a scuola. Chi lo conosce al di là del pilota sa bene quanto vale".

Lei sul podio ha visto "lacrime di gioia tenere come la sua età e come quello che è. Abbiamo pianto, esultato e festeggiato con lui". Kimi è sempre stato gentile, disponibile, derminato: per tutti è stato "un sogno vederlo vincere una gara di Formula Uno: che emozione, che orgoglio. Chi ha percorso con lui un pezzetto di strada non poteva che commuoversi", ha aggiunto la prof, sottolineando che non è veloce "solo in pista, ma anche nell’apprendere i concetti". La docente ha anche sottolineato che in classe era molto attento e frequentava volentieri la scuola. "Gli piaceva stare con i suoi compagni" e "ha mantenuto un ottimo rapporto con tutti loro".

Che scuola ha fatto Andrea Kimi Antonelli

Andrea Kimi Antonelli è nato a Bologna il 25 agosto 2006: suo padre è il pilota automobilistico Marco Antonelli, che oggi ha una squadra che gareggia in campionati GT. Nel suo primo anno alla guida di una monoposto in Formula Uno, il giovane pilota emiliano si è ritrovato a dover fare i conti con la Maturità: ha conseguito, infatti, nel 2025 il diploma di Ragioneria all’istituto "Gaetano Salvemini" di Casalecchio di Reno.

Caro Braga, suo preside alle scuole superiori, oggi in pensione, a FanPage ha raccontato che Kimi Antonelli gli "è rimasto in mente perché è infrequente che un ragazzo così piccolo vada dal dirigente senza genitori, in completa autonomia. Sembrava di parlare con un adulto". Quando aveva 14 anni, infatti, si è presentato dal dirigente scolastico per parlargli della sua condizione di studente-pilota.

Per Kimi finire gli studi superiori e ottenere il diploma di Maturità è sempre stato importante: "Ho studiato per così tanti anni, sarebbe un peccato abbandonare proprio sul finale. Inoltre mia madre ci tiene molto, quindi lo farò anche per lei".