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Abusi online sui minori: l'allarme dell'Unicef iStock

L'allarme dell'Unicef, un minore su 5 è vittima di abusi online

Il nuovo rapporto UNICEF lancia l’allarme: milioni di minori sono vittime di abusi sessuali online, ma nella maggior parte dei casi non ne parlano

3 min di lettura

Francesca Pasini

Francesca Pasini

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Content Writer laureata in Economia e Gestione delle Arti e delle Attività Culturali, vivo tra l'Italia e la Spagna. Amo le diverse sfumature dell'informazione e quelle storie di vita che parlano di luoghi, viaggi unici, cultura e lifestyle, che trasformo in parole scritte per lavoro e per passione.

Un adolescente su cinque, tra quelli che navigano in Internet, nell’arco di un anno ha subito almeno una forma di sfruttamento o abuso sessuale facilitato dalla tecnologia. È il dato allarmante che emerge dal nuovo rapporto UNICEF “Through Children’s Eyes: How Digital Technologies Enable Child Sexual Abuse”, realizzato sulla base delle testimonianze e delle risposte di circa 21mila ragazzi tra i 12 e i 17 anni in 21 Paesi tra Europa dell’Est, Africa, Asia e Sud America (l’Italia non è tra quelli analizzati).

Non solo, la ricerca ha coinvolto anche 100 giovani di età compresa tra i 16 e i 24 anni, che hanno raccontato le esperienze di abuso e sfruttamento sessuale digitale subite durante la loro infanzia.

I numeri degli abusi online sui minori

La ricerca fotografa un fenomeno molto più esteso di quanto potrebbe sembrare. Secondo le stime dell’UNICEF, circa 20 milioni di bambini e adolescenti nei Paesi presi in esame hanno vissuto almeno una forma di abuso o sfruttamento sessuale attraverso strumenti digitali in un solo anno.

Tra i dati più significativi, oltre 15 milioni di minori sono stati esposti a contenuti sessuali indesiderati, mentre circa 9 milioni hanno ricevuto richieste non desiderate legate a conversazioni o immagini intime. In 4 milioni di casi, invece, immagini intime che ritraevano minori sono state diffuse senza il loro consenso.

A preoccupare è anche il numero estremamente basso di segnalazioni: meno dell’1% delle esperienze è stato denunciato alla polizia, a un assistente sociale o a una linea di aiuto. Più di quattro ragazzi su dieci, inoltre, non hanno raccontato a nessuno ciò che era accaduto. L’UNICEF ritiene quindi probabile che la reale dimensione del fenomeno sia ancora maggiore.

Dove avvengono gli abusi

Le piattaforme digitali utilizzate quotidianamente dai ragazzi possono diventare anche luoghi in cui i malintenzionati cercano di conquistare la loro fiducia. Quasi il 60% dei casi analizzati è avvenuto sui social network e sui servizi di messaggistica, tra cui Facebook, Instagram, Snapchat, TikTok e WhatsApp. Un ulteriore 14% si è verificato invece nell’ambiente dei videogiochi online, sfruttando chat e strumenti di interazione.

Un altro elemento emerso dalla ricerca riguarda l’identità dell’autore dell’abuso. In una parte sostanziosa dei casi, infatti, non si tratta di una persona sconosciuta incontrata sul web: il responsabile era già conosciuto dalla vittima, ad esempio come amico, compagno di scuola, partner o familiare.

L’Intelligenza Artificiale aumenta i rischi

Tra le minacce più recenti c’è anche l’utilizzo dell’Intelligenza Artificiale per creare contenuti falsi e realistici che coinvolgono minori. Secondo il rapporto, oltre un milione di ragazzi e ragazze è stato coinvolto nello scambio di immagini o video di questo tipo, che possono essere utilizzati anche per intimidire o ricattare le vittime.

Le conseguenze non sono soltanto digitali. L’UNICEF rileva infatti un forte impatto sul benessere psicologico dei minori coinvolti: rispetto ai coetanei, le vittime presentano una probabilità circa quattro volte maggiore di avere pensieri o comportamenti suicidari e di ricorrere all’autolesionismo, oltre a livelli di ansia più elevati.

Per questo l’UNICEF chiede a governi e aziende tecnologiche di intervenire con maggiore urgenza per rendere gli ambienti digitali più sicuri, rafforzare i sistemi di protezione e garantire ai minori vittime di abuso un accesso più semplice agli aiuti.

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