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L'allarme di Novara: "A scuola in condizioni drammatiche"

Il pedagogista Daniele Novara denuncia un "fenomeno terribile" che porta bambini e adolescenti ad arrivare "a scuola in condizioni drammatiche"

Camilla Ferrandi

Camilla Ferrandi

GIORNALISTA SOCIO-CULTURALE

Nata e cresciuta a Grosseto, sono una giornalista pubblicista laureata in Scienze politiche. Nel 2016 decido di trasformare la passione per la scrittura in un lavoro, e da lì non mi sono più fermata. L’attualità è il mio pane quotidiano, i libri la mia via per evadere e viaggiare con la mente.

La scuola rischia di accogliere studenti in “condizioni drammatiche”. A lanciare l’allarme è stato il pedagogista Daniele Novara, che in un suo post ha denunciato un “fenomeno terribile” che riguarda sempre più bambini e adolescenti.

Novara lancia l’allarme su un “fenomeno terribile”

In un post pubblicato su Facebook, Daniele Novara ha espresso la sua preoccupazione per una tendenza che definisce “terribile”: la crescente carenza di sonno tra bambini e adolescenti.

Il pedagogista ha scritto: “La scuola è il luogo in cui esiste la comunità di apprendimento, lì si va a imparare. La famiglia deve creare le condizioni per far andare bambini e ragazzi a scuola adeguatamente. Per esempio facendo dormire i propri figli per un tempo congruo”.

Potrebbe sembrare una “banalità”, ha proseguito il pedagogista, “ma assistiamo da qualche anno ad un fenomeno terribile: i bambini dormono sempre meno, molto meno di quello che il loro cervello e il loro sviluppo evolutivo ha bisogno”.

Novara ha sottolineato come il sonno sia una condizione essenziale per lo sviluppo cognitivo ed emotivo. Per questo, ha denunciato l’abbandono del pisolino pomeridiano in alcune scuole dell’infanzia: “Molte scuole materne hanno pressoché abolito il pisolino pomeridiano per i bambini di 3-4 anni e a casa i bambini vanno a letto sempre più tardi”. Una scelta che, secondo l’esperto, priva i più piccoli di ore fondamentali di riposo in una fase cruciale della crescita.

Perché gli studenti vanno a scuola “in condizioni drammatiche” per Novara

Il problema, però, non riguarda solo i bambini. Novara ha esteso la sua analisi agli adolescenti, evidenziando come l’abuso di dispositivi elettronici comprometta ulteriormente la qualità del sonno: “Per non parlare degli adolescenti tra gli 11 e i 14 anni e della confusione di led e schermi – di cellulare, videogiochi, tv – a cui sono incollati fino a un secondo prima di dormire. Come fanno a dormire?”, si è chiesto il pedagogista. In questo modo, i ragazzi “arrivano a scuola in condizioni drammatiche, anestetizzati“, ha evidenziato.

Novara parla di studenti che si presentano in aula stanchi, incapace di concentrarsi e di partecipare attivamente alle attività scolastiche. Il motivo, a suo avviso, è da ricercare nella carenza di sonno, dovuta in particolar modo all’utilizzo di dispositivi tecnologici fino a tarda notte.

Novara spiega perché bambini e adolescenti “devono dormire”

In un altro intervento, tratto da un suo libro e pubblicato su Facebook a luglio, Novara ha approfondito le conseguenze della carenza di sonno, citando alcuni studi: “Con carenza di sonno, i bambini funzionano a singhiozzo. Moltissime ricerche confermano la correlazione tra un ridotto numero di ore di riposo notturno e diversi tipi di problematiche di salute in bambini e adolescenti: aumento dell’appetito, obesità, disturbi dell’umore, depressione, problematiche cognitive, difficoltà comportamentali”.

Il pedagogista ha evidenziato che il sonno “protegge e sviluppa le funzioni cognitive”, aggiungendo che l’aumento di diagnosi psicoemotive fra i più giovani ha, fra le tante cause, anche il fatto che “i bambini dormono sempre meno”.

L’esperto ha proseguito: “Sulla base delle ricerche più recenti possiamo dire che un bambino di tre anni dovrebbe dormire circa dodici ore al giorno, undici a 4, dieci e mezzo a 5, circa dieci a 6. Ma se un bambino di 3 anni dorme solo nove ore al giorno è un problema, così come, se un bambino in prima elementare ne dorme soltanto otto, è un problema anche per la regolare frequenza scolastica“.

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