L'allarme lanciato da Prof Maggi de Il Collegio su IA e minori
Il professor Andrea Maggi, ha lanciato un allarme e una sfida per quello che riguarda l'uso dell'intelligenza artificiale da parte dei più giovani
Andrea Maggi è un professore di lettere, che tanti conoscono per la sua partecipazione nel corpo docenti di una nota trasmissione televisiva, ma anche perché spesso è ospite di talk show e programmi. Sui suoi social prof Maggi ha lanciato un allarme per quello che riguarda l’utilizzo dell’IA da parte dei minori. Nel video pubblicato ha anche lanciato una sfida a tutti gli adulti, per aiutare i più giovani a usare in modo consapevole questa tecnologia.
Il video di Maggi sull’uso dell’IA da parte dei minori
Il professore Andrea Maggi, protagonista del programma "Il Collegio", ha pubblicato sui suoi social un video in cui parla dell’intelligenza artificiale e dell’uso che ne fanno giovani e giovanissimi. "La quasi totalità dei minori oggi utilizza l’intelligenza artificiale", ha scritto il docente delle scuole medie nella didascalia che accompagna la clip.
L’insegnate friulano si è domandato per che cosa i giovani la usano: "Principalmente per semplificare le attività di studio e poi una gran parte utilizza per trovare soluzioni alla solitudine, alla depressione e ai malesseri che capitano". Già in questa occasione prof Maggi ha sottolineato "l’urgenza che dobbiamo avere noi adulti (oggi)" che "è quella di fornire gli strumenti per un uso critico e consapevole da parte dei giovani dell’intelligenza artificiale".
Altrimenti, il rischio è quello di condannarli "a regalare la loro intelligenza all’intelligenza artificiale, che poi dovranno comprare".
Quanti sono i minori che usano l’intelligenza artificiale
Il professor Andrea Maggi nel video ha spiegato che "in Italia l’uso dell’intelligenza artificiale da parte dei minori è regolato principalmente dalla Legge 132 del 2025 che disciplina l’età minima per l’accesso e poi dal regolamento europeo AI ACT, che vieta le pratiche a rischio manipolazione".
Invece, "l’uso dell’intelligenza artificiale nelle attività didattiche è regolato dalle linee guida del ministero dell’Istruzione e dalle direttive del Garante per la protezione dei dati personali che impongono la massima trasparenza, la tutela dell’identità digitale e un approccio etico all’educazione civica digitale".
Nonostante tutte queste regolamentazioni, "in Italia l’utilizzo dell’intelligenza artificiale tra i minori è altissimo e cresce con l’età", ha spiegato il docente, svelando alcuni dati. "9 ragazzi su 10, quindi il 92%, tra i 15 e i 19 anni usa l’intelligenza artificiale, mentre per la fascia 9-14 anni la media si attesta all’89%. Si passa dal 70% dell’utilizzo tra i bambini tra gli 8 e 10 anni fino a raggiungere la quasi totalità (il 98%) tra i 15 e i 16 anni".
Maggi svela come viene usata dai giovani l’IA
Lo scrittore di Pordenone ha poi aggiunto che i giovani oggi usano l’IA "principalmente come supporto allo studio: il 44% la usa per riassumere testi lunghi, per la scrittura creativa, per ottenere suggerimenti pratici".
Ha poi anche citato "i dati di Save the Children evidenziano che l’intelligenza artificiale è usata dal 41,8% degli adolescenti per cercare conforto quando si sentono tristi, soli o ansiosi".
Qual è secondo Maggi la sfida sull’uso dell’intelligenza artificiale
Alla luce di quanto spiegato, il professore ha deciso di lanciare una sfida al mondo degli adulti: secondo lui bisogna "mantenere il presidio dell’affettività e dell’intelligenza, sia per noi sia per i nostri figli e per i nostri studenti".
Maggi ha poi spiegato che "le aziende produttrici di software e dell’intelligenza artificiale raccolgono dati sui nostri comportamenti, atteggiamenti, sul nostro modo di pensare e poi in futuro controlleranno e brevetteranno il pensiero umano". Tutto questo significa che in futuro potremmo arrivare a dover comprare "la stessa intelligenza artificiale nutrita gratuitamente con la nostra intelligenza".
Per il prof popolare sui social "l’urgenza adesso è attrezzarsi per un uso consapevole e critico dell’intelligenza artificiale e per non regalare la nostra intelligenza all’intelligenza artificiale". Ai giovani bisogna garantire "gli strumenti per un uso critico e consapevole dell’intelligenza artificiale. Prima di tutto dobbiamo dare loro contenuti, cultura, quello che loro vanno a cercare nell’intelligenza artificiale". Perché, ha concluso, "la cultura è un presidio umano e tale deve restare".