L'annuncio di Meloni sulle novità a scuola tra stranieri e burqa
L'annuncio sulle novità a scuola della presidente Giorgia Meloni dal palco di Fenix: dal tetto agli alunni stranieri per classe al divieto di burqa
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Dal palco di Fenix "Il tempo del coraggio" 2026, la sesta edizione della festa di Gioventù nazionale che si è tenuta a Roma dal 16 al 20 settembre, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha annunciato una serie di novità sulla scuola che il Governo intende adottare. Le misure riguardano l’introduzione di un tetto massimo al numero di studenti stranieri per classe, il divieto di burqa e niqab nelle scuole e l’obbligo per i genitori stranieri di figli con "problemi gravi di inserimento scolastico" di imparare la lingua italiana.
- Le novità a scuola annunciate da Meloni dal palco di Fenix
- Cosa prevede la legge sugli stranieri e il burqa a scuola
- Quanti sono gli studenti stranieri in Italia
Le novità a scuola annunciate da Meloni dal palco di Fenix
"Se in una classe c’è un solo bambino che non capisce l’italiano, probabilmente quel bambino riuscirà, con i propri compagni e i professori, a imparare la lingua e a integrarsi velocemente. Però se i bambini che non capiscono la lingua della lezione diventano molti o, addirittura, diventano la maggioranza, quella non è più integrazione, è abbandono", ha detto Giorgia Meloni chiudendo la sesta edizione di Fenix, il 20 settembre, al laghetto dell’Eur a Roma.
In questo contesto, ha proseguito la premier, "l’unica cosa che quei bambini rischiano di imparare è l’emarginazione". E ha aggiunto: "Non esiste che in una classe italiana a sentirsi in un angolo siano bambini italiani perché sono diventati la minoranza, non si può fare".
Dopo la premessa, l’annuncio: "Sta per arrivare in Consiglio dei ministri un provvedimento che introduce per legge il numero degli studenti stranieri per classe, il numero massimo s’intende. E non solo: introduce anche l’obbligo per i genitori di studenti con problemi gravi di inserimento scolastico a imparare l’italiano e introduce il divieto di burqa e niqab a scuola. Perché, a scuola si va a viso aperto e perché in Italia nessuno, in nome di una vera o presunta tradizione, può decidere che una giovane donna debba nascondersi", ha concluso Meloni.
Cosa prevede la legge sugli stranieri e il burqa a scuola
Il tetto al numero di studenti stranieri per classe, in realtà, esiste già. A prevederlo è la circolare ministeriale 2/2010, promossa dall’allora ministra dell’Istruzione Maria Stella Gelmini, secondo cui in ogni classe non deve esserci più del 30% di alunni stranieri.
Il compito di "facilitare una distribuzione equilibrata degli alunni con cittadinanza non italiana tra le scuole attraverso la promozione di accordi a livello locale e intese tra scuola ed enti locali" spetta agli Uffici scolastici regionali.
La soglia del 30% può comunque essere superata in presenza di alcune condizioni:
- alunni stranieri nati in Italia, che hanno una "adeguata competenza della lingua italiana";
- risorse professionali e strutture di supporto in grado di sostenere il processo di apprendimento degli studenti stranieri;
- consolidate esperienze già attivate dalle singole scuole;
- ragioni di continuità didattica;
- assenza oggettiva di soluzioni alternative.
Per quanto riguarda quest’ultimo punto, si precisa infatti che "la scuola è aperta a tutti" e "l’istruzione inferiore, impartita per almeno otto anni, è obbligatoria e gratuita", come previsto dall’articolo 34 della Costituzione. In merito, il rapporto del ministero correlato alla circolare specifica: "In nessun caso, comunque, le scuole possono rifiutare l’iscrizione di un minore in ragione del superamento di una determinata percentuale di iscritti di origine migratoria".
Nella pratica, la disposizione sul tetto massimo è rimasta spesso inapplicata nelle scuole italiane che si trovano in quartieri ad alta densità migratoria, come l’Istituto comprensivo Giulio Cesare di Mestre (Venezia), noto per essere stato definito "scuola senza italiani" e più volte finito al centro delle polemiche.
Riprendendo quanto dichiarato da Giorgia Meloni a Fenix, l’intenzione del Governo sarebbe ora quella di fissare "per legge" una soglia massima di studenti stranieri per classe. Al momento, infatti, la previsione esiste solo a livello di circolare ministeriale. L’idea dell’esecutivo, inoltre, sarebbe quella di applicare questo limite solo in riferimento agli alunni stranieri extraeuropei che non conoscono l’italiano.
Passiamo ora alla questione burqa e niqab, che sono i veli islamici che coprono corpo e viso, lasciando solo una fessura per gli occhi (niqab) o una griglia in maglia sopra la zona degli occhi (burqa).
In Italia esiste già una legge che vieta di circolare a volto coperto nei luoghi pubblici per motivi di sicurezza. Nel dettaglio, la legge 152/1975 prevede il divieto di "uso di caschi protettivi, o di qualunque altro mezzo atto a rendere difficoltoso il riconoscimento della persona, in luogo pubblico o aperto al pubblico, senza giustificato motivo. È in ogni caso vietato l’uso predetto in occasione di manifestazioni che si svolgano in luogo pubblico o aperto al pubblico, tranne quelle di carattere sportivo che tale uso comportino". Pur non citando espressamente burqa e niqab, in alcuni casi la norma è stata interpretata come applicabile anche a questi indumenti.
La sentenza 3076/2008 del Consiglio di Stato ha però chiarito che l’uso del velo per motivi religiosi o culturali può costituire un "giustificato motivo", fermo restando l’obbligo di consentire l’identificazione e di rimuovere il velo quando necessario.
Quanti sono gli studenti stranieri in Italia
Secondo i dati elaborati dalla Fondazione Ismu Ets relativi all’anno scolastico 2024/2025, pubblicati il 2 settembre, sono 931.323 gli studenti con cittadinanza non italiana iscritti nelle scuole del Paese su poco più di 8 milioni complessivi, ovvero l’11,6% del totale. Dunque, quasi 12 studenti su 100 iscritti hanno cittadinanza straniera. È importante specificare che, pur non avendo la cittadinanza, circa due terzi di questi studenti sono nati in Italia e, nella maggior parte dei casi, frequentano istituti italiani fin dalla scuola dell’infanzia.
La quota più elevata di studenti con cittadinanza straniera si registra nella scuola primaria (13,7%), seguita dalla scuola dell’infanzia (12,7%) e dalla secondaria di primo grado (12,6%). La percentuale più bassa, invece, si osserva nella secondaria di secondo grado (meno del 9%).
La maggior parte degli studenti stranieri (65%) frequenta scuole del Nord Italia. La Lombardia si conferma la regione con più alto numero di alunni senza cittadinanza (237mila), seguita dall’Emilia Romagna (12,2%) e dal Veneto (10,8%).