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Campeggio gita Nord Europa iStock

Novara ribalta l'idea di gita scolastica: il "caso" Nord Europa

Il pedagogista Daniele Novara ha pubblicato un post su Facebook in cui ha proposto la sua idea riguardo alle gite scolastiche per gli studenti

Stefania Bernardini

Stefania Bernardini

GIORNALISTA

Giornalista professionista dal 2012, ha collaborato con le principali testate nazionali. Ha scritto e realizzato servizi Tv di cronaca, politica, scuola, economia e spettacolo. Ha esperienze nella redazione di testate giornalistiche online e Tv e lavora anche nell’ambito social

La gita scolastica è uno dei momenti più attesi dagli studenti, di socializzazione e di apprendimento. Secondo il Ministero dell’Istruzione e del Merito le visite guidate e i viaggi di istruzione contribuiscono “all’arricchimento culturale e professionale e alla crescita della personalità dello studente”. Solitamente, in Italia, questa attività è organizzata verso la fine dell’anno scolastico. Secondo il pedagogista Daniele Novara, invece, bisognerebbe farla in modo diverso.

L’esempio di gita scolastica di Novara

In un post su Facebook, Daniele Novara ha lanciato un’idea che riguarda l’inizio dell’anno scolastico: “Perché non dedicare i primi giorni a creare il gruppo classe con le attività socio-affettive, mutualistiche e di lavoro comune?”.

Il pedagogista ha spiegato che nel nord Europa “all’inizio della scuola gli alunni vanno a fare un campeggio per rafforzare il senso di appartenenza alla classe, noi invece mettiamo la gita scolastica come premio a fine anno. E non sempre viene effettuata”.

Per lo specialista invece dovremmo seguire l’esempio dei nordeuropei e organizzare i viaggi nei primi mesi di scuola.

“Bisogna proporre queste esperienze di outdoor dove si vive per due o tre giorni insieme e dove si costruisce il gruppo che sarà quello in grado di sostenere i processi di apprendimento individuali, non necessariamente l’insegnante in una sorta di one to one”, si legge nel post.

“Non ha senso continuare a insistere sull’isolamento degli alunni al motto di “chi fa da sé fa per tre”, quando invece è proprio nella condivisione che si creano quei substrati neurocognitivi che permettono di creare apprendimenti veri”, ha concluso.

Perché le gite andrebbero fatte a inizio anno

Novara aveva parlato delle gite scolastiche già a fine agosto 2025 soffermandosi proprio sul fatto che le gite scolastiche andrebbero fatte a inizio anno perché hanno un’importante funzione di creare un gruppo coeso.

Secondo l’esperto il viaggio a inizio anno diventerebbe uno strumento essenziale per stabilire un clima di collaborazione e fiducia nella classe.

Restando sempre in tema di gruppo, il pedagogista ha detto di apprezzare molto l’organizzazione scolastica degli istituti di formazione italiani. Una tradizione che “sostengo moltissimo”, ha specificato, a differenza dell’impostazione in cui sono gli studenti a spostarsi da un’aula all’altra in base ai corsi da seguire: “Non mi piace molto l’idea che i ragazzi debbano girare da un laboratorio all’altro”, ha affermato.

In gita senza smartphone, la scelta del liceo di Monfalcone

Si lega un po’ all’idea di gita scolastica di Daniele Novara anche l’iniziativa presa dal preside del liceo Scientifico “Michelangelo Buonarroti” di Monfalcone in Friuli Venezia Giulia.

Con una circolare è stato vietato l’uso degli smartphone da parte dei ragazzi e delle ragazze in tutti i momenti, anche all’esterno, delle attività scolastiche, quindi anche durante gli intervalli, gli spostamenti, i laboratori, i progetti pomeridiani e le gite scolastiche.

In una lettera il dirigente scolastico ha spiegato agli studenti che la misura ha l’obiettivo di “restituire profondità a ciò che facciamo: ascoltare davvero, capire meglio, discutere con più energia, costruire opinioni solide”. Mettendo da parte i telefoni, s’invitano i giovani a vivere il presente e a recuperare il contatto diretto con le persone che li circondano, come sono i compagni di classe e gli insegnanti.