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Fondi Pnrr per la scuola iStock

L'Italia rischia di sprecare miliardi col Pnrr scuola: l'allarme

L'Italia rischia di perdere molti milioni del Pnrr destinati alla scuola: un report ha svelato cosa si rischia di sprecare a otto mesi dalla scadenza

Patrizia Chimera

Patrizia Chimera

GIORNALISTA PUBBLICISTA

Giornalista pubblicista, è appassionata di sostenibilità e cultura. Dopo la laurea in scienze della comunicazione ha collaborato con grandi gruppi editoriali e agenzie di comunicazione specializzandosi nella scrittura di articoli sul mondo scolastico.

Allarme sui fondi del Pnrr messi a disposizione per l’Istruzione: l’Italia rischia di sprecare miliardi di euro. Secondo un bilancio provvisorio che fa riferimento ai dati resi noti dal Governo, aggiornati al 14 ottobre 2025, sono rimasti pochi mesi a disposizione per investire la maggior parte degli investimenti destinati dal Piano Nazione di Ripresa e Resilienzaal mondo della scuola. Una tendenza considerata non incoraggiante in vista di fine giugno del 2026, quando i fondi scadranno.

Il bilancio provvisorio del Pnrr per l’Istruzione

A lanciare l’allarme è stata la Fondazione Agnelli, con un bilancio provvisorio del Pnrr per l’Istruzione, in occasione del focus “Il Pnrr per l’Istruzione: a che punto siamo?”. Di più di 20 miliardi di euro messi a disposizione per la scuola, 13 miliardi circa sono ancora da spendere. E ci sono solo otto mesi per farlo

Negli ultimi sei mesi, come riferito dal report, la spesa è cresciuta solamente del 2,3% e si teme che il nostro Paese possa sprecare in larga misura le risorse economiche che fanno parte dei fondi europei per l’Istruzione.

Quali sono i finanziamenti del Pnrr per la scuola

L’Italia ha raggiunto l’obiettivo prefissato in un solo ambito dei fondi del Pnrr destinati alla scuola: è stato, infatti, stanziato il 97,7% degli 808 milioni di euro destinati alle borse di studio per l’accesso all’università. Anche i finanziamenti per la scuola 4.0, per creare aule didattiche all’avanguardia e laboratori, sono a buon punto: 2,1 i miliardi di euro previsti, con una spesa del 61,6% di tale cifra. Sono anche già stati spesi il 44,8% di 4,2 miliardi di euro e il 39,6% di 300 milioni di euro dedicati alle infrastrutture sportive a scuola.

Altri fondi, invece, sono in deciso ritardo sulla tabella di marcia. Sono stati spesi solo il 4,7% di 1,5 miliardi di euro destinati allo sviluppo delle Its Academy (ma la Rete Its Italy ha affermato che la percentuale raggiunta è del 30%), l’8,9% di 1,1 miliardi per la promozione di “nuovi linguaggi e competenze” e il 12% di 800 milioni di euro per la formazione alla transizione digitale nella didattica. Quest’ultima voce, però, potrebbe aver già raggiunto il 65% dei fondi con progetti conclusi o in via di conclusione e mancherebbero solo il pagamento o la rendicontazione degli enti gestori: per questo motivo la percentuale sarebbe così bassa.

Per quello che riguarda, invece, la costruzione di alloggi e residenze per gli studenti universitari la situazione è ancora più allarmante: non è stato ancora speso un euro di 1,2 miliardi previsti dal Pnrr. Tra l’altro il Governo aveva promesso 60mila posti letto, che a novembre sono stati ridotti a 30mila in tutto il Paese.

I tagli al Pnrr per gli asili nido e le scuole dell’infanzia

Non mancano anche dei fondi che sono già stati tagliati dal Governo. È accaduto per il “Piano per asili nido e scuole dell’infanzia”, che è stato revisionato più volte portando il nostro Paese a perdere 800 milioni dei 4,6 miliardi di euro destinati. Quello che è avanzato deve essere ancora speso in una percentuale molto alta.

I Comuni più piccoli potrebbero risentire profondamente di questi tagli e di questi ritardi, visti i pochi posti disponibili negli asilo nido: agli enti con meno di 1000 abitanti sono arrivati solo 109 milioni di euro, il 2,5% del finanziamento totale.

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