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L'università con i laureati più giovani d'Italia è stata svelata

Qual è l'università con i laureati più giovani d'Italia? I dati del nuovo Rapporto AlmaLaurea 2026 che svelano l'ateneo in cui ci si laurea prima

Camilla Ferrandi

Camilla Ferrandi

GIORNALISTA

Nata e cresciuta a Grosseto, sono una giornalista pubblicista laureata in Scienze politiche. Nel 2016 decido di trasformare la passione per la scrittura in un lavoro, e da lì non mi sono più fermata. L’attualità è il mio pane quotidiano, i libri la mia via per evadere e viaggiare con la mente.

Il Rapporto AlmaLaurea 2026 su laurea e occupazione, presentato l’11 giugno, ha svelato qual è l’università con i laureati più giovani d’Italia. L’indagine ha esaminato il profilo di oltre 335mila laureati provenienti da 81 atenei italiani e analizzato la loro condizione occupazionale a uno, tre e cinque anni dal conseguimento del titolo. Alla luce di questi dati, vediamo qual è l’università in cui gli studenti arrivano prima al traguardo della laurea.

L’Università di Milano-Bicocca ha i laureati più giovani d’Italia

Secondo il Rapporto AlmaLaurea 2026, è l’Università di Milano-Bicocca l’ateneo con i laureati più giovani d’Italia. Qui gli studenti della triennale si laureano in media a 23,9 anni, contro una media nazionale di 25,2 anni. I laureati magistrali, invece, conseguono il titolo a 26,8 anni, rispetto ai 27,9 anni della media nazionale. Nel complesso, l’età media alla laurea è 25,2 anni, più di un anno in meno rispetto agli altri atenei italiani (26,3 anni).

Un elemento che contribuisce a questo risultato è la regolarità del percorso universitario: il 67,6% dei laureati della Bicocca conclude gli studi in corso (66,5% tra i triennali, il 69,8% tra i magistrali biennali e il 67% tra i magistrali a ciclo unico).

Il voto medio alla laurea è 102,8 su 110: 99,8 per i triennali, 107,3 per i magistrali biennali e 106,2 per i magistrali a ciclo unico.

L’analisi dell’identikit dei laureati dell’Università di Milano-Bicocca evidenzia una popolazione prevalentemente italiana (96,7%), con il 17,1% di studenti provenienti da fuori regione (24,5% tra i magistrali biennali e 13,2% tra quelli triennali). Sul fronte del background scolastico, il 73,7% dei laureati proviene da un liceo, mentre il 21,2% ha un diploma tecnico.

Occupazione dei laureati di Milano-Bicocca: i dati AlmaLaurea

"Quasi 8 laureati su 10 a Bicocca hanno avuto esperienze lavorative durante gli studi, contro circa 7 su 10 a livello nazionale", ha sottolineato Sonia Migliorati, prorettrice all’Orientamento e al Placement di Milano-Bicocca. "Questo, oltre a testimoniare l’attenzione dell’ateneo rispetto all’integrazione tra studio ed esperienze lavorative, può favorire l’occupabilità e l’acquisizione di competenze trasversali".

Tra i laureati triennali che non proseguono gli studi, il tasso di occupazione a un anno dalla laurea è dell’86,4% (la media nazionale è dell’81,4%). Un dato positivo che si riscontra anche tra i dottori magistrali (87,7% contro 80,8%). A cinque anni dal titolo, la situazione è ancora più positiva: lavora il 96,6% dei magistrali biennali e il 97,6% dei magistrali a ciclo unico (media nazionale 94,4%).

"I laureati Bicocca non solo presentano livelli occupazionali sistematicamente superiori alla media nazionale già a un anno dal titolo mantenendo tale vantaggio anche nel medio-lungo periodo, ma raggiungono rapidamente forme occupazionali stabili (61,7% di contratti a tempo indeterminato a 5 anni dalla laurea, dato superiore al valore nazionale )", ha aggiunto Migliorati.

Ma quanti laureati della Bicocca svolgono un lavoro coerente con il proprio percorso universitario? Per valutarlo, AlmaLaurea ha analizzato l’efficacia del titolo, un indicatore che combina sia la richiesta della laurea per la professione svolta sia l’utilizzo delle competenze acquisite durante gli studi. Secondo i dati, il 60% degli occupati intervistati ritiene che la propria laurea sia "molto efficace" o comunque "efficace" per il lavoro svolto. Inoltre, il 52,3% afferma di utilizzare nel proprio lavoro quotidiano le competenze maturate all’università "in misura elevata".