L'Università di Torino ricorda il campione olimpico Livio Berruti
Rettrice, prorettore e presidente del Cus Torino hanno evidenziato quanto l'atleta appartenga alla storia dello sport e dell'ateneo piemontese
Livio Berruti è stato il primo atleta europeo a vincere il titolo olimpico nei 200 metri piani maschili, interrompendo la supremazia dei velocisti nordamericani. Nato a Torino, è scomparso il 9 agosto 2026 all’età di 87 anni. Tutta l’Italia ha reso omaggio al campione olimpico e primatista mondiale della specialità dal 1960 al 1963, ma soprattutto l’università di Torino ha voluto ricordare il suo ex studente.
Chi era Livio Berruti
Livio Berruti è nato a Torino il 19 maggio 1939 e si è avvicinato all’atletica nel 1955, durante gli anni del Liceo Cavour. I risultati ottenuti nelle gare scolastiche di velocità lo convinsero a dedicarsi allo sprint e a diciotto anni è entrato nella squadra Nazionale.
Nel corso degli anni ha vestito la maglia azzurra 41 volte, conquistando quindici titoli italiani, sei nei 100 metri, otto nei 200 e uno nella staffetta 4×100.
Il 3 settembre 1960, a ventun anni, è entrato nella storia dello sport con il trionfo nei 200 metri ai Giochi olimpici di Roma. Il campione ha preso parte alle olimpiadi anche a Tokyo 1964 e a Città del Messico nel 1968, concludendo la carriera agonistica l’anno successivo.
Nel 2015 il suo nome è stato inserito nella Walk of Fame dello sport italiano del CONI, tra le figure più rappresentative della storia sportiva del Paese. Livio Berruti, però, oltre a essere uno sportivo è stato anche uno studente universitario, prima a Padova e poi a Torino dove si è laureato in Chimica.
Come riporta il sito dell’università di Torino, in un’intervista a La Stampa, il campione ha rivelato un aneddoto sulla gara ai Giochi olimpici di Roma dove conquistò l’oro nei 200 metri. "In 20 secondi mi giocavo tutto: prima, per la tensione, mi sono messo a leggere un libro di chimica per un esame. Alla fine, ricordo solo la felicità".
Nella stessa intervista l’atleta lanciò un invito alle nuove generazioni di giovani atleti: "Studiate, la laurea serve per la vita dopo la carriera".
Berruti ha anche indossato la maglia del CUS Torino ed è stato uno dei grandi protagonisti della storia delle Universiadi, conquistando tre medaglie d’oro nei 100 metri, nei 200 e nella staffetta 4×100.
Il messaggio della rettrice e del prorettore di Torino
La Rettrice dell’università di Torino, Cristina Prandi, ha ricordato che Livio Berruti "appartiene alla storia dello sport italiano e anche alla storia della nostra Università. Il suo percorso ricorda che la formazione non è un’alternativa al talento, ma una delle forme attraverso cui il talento matura e acquista profondità".
"Sport e studio richiedono costanza, curiosità e capacità di misurarsi con obiettivi impegnativi. L’università – ha affermato Prandi – aggiunge gli strumenti per comprendere, scegliere e costruire il proprio futuro. È questo il messaggio che la sua esperienza consegna alle nuove generazioni di atlete e atleti".
Alle parole della rettrice hanno fatto eco quelle del Prorettore, Gianluca Cuniberti, che ha evidenziato come "una medaglia olimpica fissa un istante nella memoria collettiva, lo studio accompagna l’intero arco di una vita".
"In Livio Berruti queste due dimensioni non si escludono – è il messaggio di Cuniberti – il campione e lo studente fanno parte della stessa persona. Per chi pratica sport ad alto livello, continuare a formarsi significa non restringere il proprio orizzonte al risultato, ma coltivare conoscenze, competenze e possibilità che restano nel tempo. L’università deve essere il luogo in cui questa pluralità possa trovare riconoscimento e spazio".
Il ricordo di Berruti del presidente del CUS Torino
Riccardo D’Elicio, Presidente del CUS Torino, ha sottolineato quanto Berruti abbia "amato profondamente Torino, la sua Università e il CUS Torino, ed è rimasto legato per tutta la vita al mondo dello sport universitario".
Amico di sempre, "da lui ho imparato ad amare lo sport e, attraverso lo sport, la vita. Il suo esempio – ha aggiunto – ha rafforzato una convinzione che accompagna da sempre il mio impegno: lo studio non limita il percorso di un atleta, ma lo rende più ricco e gli offre strumenti e opportunità anche oltre la carriera agonistica. Livio Berruti ha rappresentato pienamente questa unione tra sport, università e formazione umana. Grazie, Livio, per l’amicizia e per la lezione che ci lasci. Sei stato un uomo d’altri tempi, nel senso più alto dell’espressione".