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Laurea all'università iStock

L'università serve ancora? Cosa ne pensano i giovani di oggi

Un'indagine condotta tra i giovani con età tra i 16 e i 19 anni ha svelato qual è la loro percezione sull'importanza degli studi, anche universitari

Patrizia Chimera

Patrizia Chimera

GIORNALISTA PUBBLICISTA

Giornalista pubblicista, è appassionata di sostenibilità e cultura. Dopo la laurea in scienze della comunicazione ha collaborato con grandi gruppi editoriali e agenzie di comunicazione specializzandosi nella scrittura di articoli sul mondo scolastico.

L’istruzione è importante e avere un diploma è fondamentale: questo è il pensiero di ragazzi e ragazze italiani, che vedono nella Maturità un traguardo importante da raggiungere prima di affacciarsi nel mondo del lavoro. Cosa ne pensano, invece, della laurea? Per molti studenti e studentesse rimane indispensabile, anche se c’è una minoranza ce non è dello stesso parere. Questo è il quadro che è emerso da un’indagine che ha svelato cosa pensano i giovani con età compresa tra i 16 e i 19 anni: l’università serve ancora secondo la nuova generazione?

Per i giovani le superiori sono solo un punto di partenza

Un’indagine dell’Osservatorio Iride, promossa da Fondazione Costruiamo il Futuro ETS e Censis, ha rivelato quali sono le percezioni dei giovani per quello che riguarda il loro futuro. Quasi la metà degli intervistati (49,6%) ha ammesso di considerare la qualifica o il titolo di studio delle scuole superiori il requisito base per poter trovare lavoro. Il 38,1% condivide questo pensiero, sottolineando, però, che fermarsi alla Maturità non è più possibile ed è prioritario continuare a studiare anche dopo l’esame. Solamente il 12,3% non è d’accordo con questa visione, considerando il diploma di Maturità solamente un pezzo di carta che non serve assolutamente nulla per trovare lavoro.

L’indagine ha anche svelato che ben il 68,7% degli studenti e delle studentesse iscritti alle scuole superiori o ai percorsi di istruzione e formazione professionale intende continuare a studiare. Sono le ragazze a essere più intenzionate ad acquisire competenze superiori rispetto ai ragazzi.

Cosa pensa la nuova Generazione dell’utilità dell’università

Pensando all’università, il 34,9% degli appartenenti alla Generazione Z pensa che la laurea sia un traguardo molto importante per quello che riguarda l’apprendimento culturale, consapevole del fatto che dal punto di vista lavorativo e, soprattutto, economico la sua rilevanza potrebbe essere inferiore. Per il 25,5%, invece, concludere gli studi universitari diventa fondamentale per poter sperare di diventare professionisti di alto profilo.

Il 28,6% degli intervistati, invece, ha riflettuto amaramente sul fatto che in Italia concludere gli studi universitari non garantisca di avere un posto di lavoro fisso e una professione appagante, sotto diversi punti di vista. Per l’11% dei giovani ascoltati dai ricercatori, infine, gli studi universitari sono del tutto inutili: per questa percentuale di ragazzi e ragazze è meglio fare pratica nel lavoro o mettere in campo il proprio spirito imprenditoriale per poter avere successo nella vita lavorativa.

Cosa pensano docenti e dirigenti delle risposte dei giovani

I ricercatori di questa indagine hanno voluto ascoltare anche docenti e dirigenti scolastici, per capire il loro punto di vista sulle risposte date da studenti e studentesse. Un preside ha riflettuto sul fatto che spesso si pensa solo al "pezzo di carta" in sé e non all’importanza dell’apprendimento e del percorso scolastico: "Vogliono il diploma, il pezzo di carta, e dobbiamo far capire loro che l’importante è acquisire un metodo, una competenza, molto più del contenuto disciplinare".

Secondo gli esperti educativi l’orientamento diventa fondamentale: sono molti gli errori che si commettono in questa fase in cui viene scelto il proprio futuro scolastico. "Pochi scelgono il tipo di scuola in maniera consapevole, perché hanno un’inclinazione", hanno svelato.

Per i docenti la preoccupazione è data anche da una diminuzione della partecipazione emotiva e dalle sfide relazioni che i teenager di oggi sono chiamati ad affrontare: "Manca la curiosità, la spinta a studiare, sono apatici… è preoccupante perché non riusciamo più ad avere un canale di comunicazione".