L'uso di social in adolescenza può incidere sui voti: la scoperta
Un'analisi ha individuato che prima si inizia a usare i social network e più si abbassano i punteggi ai test Invalsi di italiano e matematica
Sono sempre di più le nazioni che stanno decidendo di intervenire sull’uso dei social network tra i minorenni imponendo alle piattaforme di verificare e vietare l’accesso a chi ha meno di 15 o 16 anni. Questi strumenti, infatti, incidono sulle giovani menti e li influenzano spesso negativamente con la diffusione di contenuti inappropriati e di fake news. Uno studio ha inoltre dimostrato che i social incidono anche sui voti scolastici.
Lo studio sui social e i voti
L’Università degli Studi Milano Bicocca, l’Università di Brescia, il centro Studi Socialis e l’associazione Sloworking hanno condotto un’indagine sull’influenza dell’uso dei social network durante l’adolescenza sul rendimento scolastico. L’analisi è stata pubblicata su Nature Human Behaviour.
Lo studio è stato condotto su 5.227 studenti italiani e ha mostrato che i giovani che aprono un account sui social in età pre-adolescenziale sembrano ottenere risultati peggiori ai test Invalsi negli anni scolastici successivi.
Secondo gli esperti, a incidere sul rendimento a scuola è la pervasività dello smartphone.
"Tra tutte le possibili spiegazioni testate nel nostro lavoro, quella più plausibile è che a incidere sui voti sia l’impatto nel corso della giornata della continua consultazione dei social, con conseguente iperstimolazione e distrazione prolungata", ha spiegato il primo autore Marco Gui in un’intervista all’Ansa.
Quanto incide l’età in cui si iniziano a usare i social
Stando all’indagine, l’uso dei social media è diffuso tra gli adolescenti e la maggior parte dei giovani crea il primo account intorno ai 10 o 11 anni.
Il team ha analizzato le abitudini relative ai social media del campione, confrontandole con i risultati dei test invalsi di italiano, inglese e matematica in 4 fasi della carriera scolastica.
È emerso che rispetto agli studenti che hanno aperto un account sui social in terza media o successivamente, coloro che lo hanno aperto in prima media hanno ottenuto punteggi mediamente inferiori agli invalsi di italiano e matematica.
Approssimativamente la riduzione del punteggio è equivalente a sei mesi di istruzione in meno. In seconda superiore (15-16 anni), il divario nei punteggi dei test è simile in italiano, ma addirittura leggermente maggiore in matematica.
In sintesi, l’analisi ha messo in evidenza l’effetto negativo dell’uso precoce dei social media sui voti ai test Invalsi di italiano e matematica.
"Bisogna lavorare sull’educazione digitale e sulle competenze di base. È importante – ha sottolineato Gui – rivedere gli aspetti di design delle piattaforme che ne rendono la fruizione compulsiva. Infine, sarebbe utile posticipare l’accesso dei minori ai social, anche a livello normativo".
La class action dei genitori contro i social
A ottobre 2025, in Italia, un gruppo di genitori, insieme al Moige (MOvimento Italiano GEnitori), ha avviato la prima class action contro Meta e TikTok chiedendo il rispetto del divieto d’accesso ai social per i minori di 14 anni, la rimozione dei sistemi che creano dipendenza sui social e informazioni chiare sui rischi.
L’azione di madri e padri è stata costruita, con il contributo di giuristi, ingegneri e neuropsichiatri, proprio per portare a una responsabilizzazione le piattaforme che, secondo i promotori, totalizzano oltre 90 milioni di utenze in un Paese da 60 milioni di abitanti, includendo molti under-14.
Nel fascicolo portato davanti ai giudici da chi chiede il rispetto del divieto di accesso ai minori sotto i 14 anni, ci sono anche ricerche accademiche italiane ed europee che collegano l’esposizione massiva ai social a insonnia, calo del rendimento scolastico, ansia/depressione, disturbi alimentari, impulsività e comportamenti autolesivi, richiamando anche uno studio sulle modificazioni funzionali della corteccia prefrontale associate a comportamenti di controllo compulsivo dell’app.