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La dichiarazione d'amore di Vecchioni al mestiere di insegnante

Durante un concerto, Roberto Vecchioni ha fatto pubblicamente la sua dichiarazione d'amore al mestiere di insegnante: "È il più bello del mondo"

Camilla Ferrandi

Camilla Ferrandi

GIORNALISTA SOCIO-CULTURALE

Nata e cresciuta a Grosseto, sono una giornalista pubblicista laureata in Scienze politiche. Nel 2016 decido di trasformare la passione per la scrittura in un lavoro, e da lì non mi sono più fermata. L’attualità è il mio pane quotidiano, i libri la mia via per evadere e viaggiare con la mente.

Roberto Vecchioni non è solo un cantautore e uno scrittore di successo, ma anche – e soprattutto – un insegnante. Ed è proprio a questo mestiere, da lui definito “il più bello del mondo”, che ha fatto una meravigliosa dichiarazione d’amore durante un suo concerto.

Vecchioni e la sua dichiarazione d’amore all’insegnamento

Ho iniziato ad insegnare, praticando il mestiere più bello del mondo, all’età di 18 anni, e non ho mai smesso“. Così, come riportato da Sardegna Ieri-Oggi-Domani, Roberto Vecchioni ha celebrato il suo legame indissolubile con l’insegnamento durante il concerto che ha tenuto il 29 agosto all’Arena Fiera di Cagliari.

Per il prof, insegnare è una passione che non si è affievolita nel tempo, ma che dura “ancora oggi che sono arrivato all’età di 82 anni”.

In queste parole si coglie non solo la dedizione, ma anche la gratitudine verso una professione che ha segnato profondamente la sua esistenza. Per lui, insegnare non è mai stato un ripiego né un’attività secondaria rispetto alla musica o alla scrittura, ma una vocazione autentica.

Cosa significa insegnare per Roberto Vecchioni

Salire in cattedra, confrontarsi con gli studenti, stimolare la curiosità e il pensiero critico: sono queste le cose che rendono l’insegnamento “il mestiere più bello del mondo” secondo Vecchioni, come ha avuto modo di raccontare durante una videointervista con l’influencer Edoardo Prati pubblicata sul sito de La Repubblica.

Il prof cantautore ha spiegato che imparare e insegnare sono due attività “profondamente connesse”. Per poter trasmettere un concetto, il docente deve prima studiarlo, comprenderlo, farlo proprio: “Ti devi documentare su tutto per poi spiegarlo. Fai sembrare quella cosa scontata, ma in realtà ti sei documentato anche tu”.

Vecchioni ha spiegato di aver sempre avuto “fame di sapere”, una caratteristica importantissima per un insegnante: “La mia passione fondamentale è quella di non lasciare margini sconosciuti su un argomento – ha affermato-. Se devo andare a parlare di un personaggio, di una storia o di letteratura, devo sapere tutto di quell’argomento”.

Quando non esistevano strumenti digitali, si affidava ai libri, cercando ogni informazione meticolosamente: “Mi sbattevo come un dannato“, ha ammesso. Ma ciò che lo ha sempre ripagato è la relazione con gli studenti. Vedere un ragazzo “illuminarsi”, comprendere qualcosa di nuovo, è per lui la ricompensa più grande: “È incalcolabile la gioia che si ha quando si vede che un ragazzo ha capito un piccolo spigolo di umanesimo, che poi lui stesso gonfierà e aumenterà. E sarà la sua difesa, la sua corazza”, ha raccontato Vecchioni.

Dove e cosa insegna prof Vecchioni

Dopo aver insegnato per trent’anni greco, latino e italiano in vari licei classici nelle province di Milano e Brescia, Roberto Vecchioni è passato all’università.

Dal 2001 al 2003 ha insegnato all’Università di Torino, nell’anno accademico 2004/2005 all’Università di Teramo. L’anno successivo, con il ‘Laboratorio di scrittura e cultura della comunicazione’, è approdato a La Sapienza di Roma. Dal 2006 al 2016, invece, ha ricoperto la cattedra di ‘Forme di poesia in musica’ all’Università di Pavia.

Dal 2021, Vecchioni insegna ‘Contemporaneità dell’antico’ all’Università Iulm di Milano per il corso di laurea triennale in Comunicazione, Media e Pubblicità.

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