La lezione di Jovanotti agli studenti: "Non rimanete nel lamento"
Il cantante Jovanotti nell'aula magna dell'Università di Palermo ha lanciato un appello a studenti e studentesse presenti e collegati da remoto
Il cantante italiano Jovanotti si è seduto dietro una cattedra per tenere una lezione speciale davanti a studenti e studentesse dell’Università di Palermo. Nell’aula magna dell’ateneo siciliano Lorenzo Cherubini (questo è il suo vero nome) ha dedicato a ragazzi e ragazze parole che hanno colpito molto tutti i presenti: li ha, infatti, spronati a dare sempre il meglio e il massimo, evitando di rimanere intrappolati "nel lamento". Ecco cosa ha detto Jovanotti nella sua lezione all’università.
La lezione di Jovanotti all’università
Jovanotti, che all’inaugurazione dell’anno scolastico 2025-2026, ha lanciato un appello al ministro Valditara per il futuro della scuola, ha incontrato studenti e studentesse (anche in collegamento da remoto) nell’aula magna del Dipartimento di Scienze economiche, aziendali e statistiche. Insieme a lui c’erano il docente di Etnomusicologia Sergio Bonanzinga e il maestro puparo e drammaturgo Mimmo Cuticchio, per partecipare all’evento "Il suono in viaggio. Radici, ricerche e prospettive".
"Ragazzi siete pazzeschi", ha detto Jovanotti ai giovani presenti. "State studiando nel centro dell’Europa, non nella periferia. Siete nel cuore culturale dell’Europa che deve guardare al Mediterraneo come il suo centro solare. È una mia fissazione". Il cantante ha svelato qual è il suo desiderio: "Lasciarvi uno sguardo, una visione del mondo che magari vi portate in tasca, che potete buttare via o che vi può tornare utile. Penso che sia importante che sappiate che senza fatica non si ottiene nulla. Parlo della fatica come gioia, della fatica che vi scegliete".
Lorenzo Cherubini ha poi aggiunto: "Il futuro è nella tecnologia, è nelle opportunità che la tecnologia offre. La tecnologia, l’Intelligenza artificiale, non devono impaurire. La vostra generazione ha meno certezze però avete a disposizione un mondo pieno di opportunità". C’è un ostacolo, però, alla loro piena realizzazione: "L’unica cosa che può impedirvi di realizzare il meglio della vostra vita è perché preferite non farlo, preferite rimanere nel lamento. Quando avete occasione di lamentarvi, di pensare che questa è un’epoca assurda, pensate anche che però potete fare qualcosa".
Jovanotti prof per un giorno al Politecnico
Per Jovanotti non si è trattata della prima esperienza dietro una cattedra universitaria. Nel 2015, infatti, ha vestito i panni del professore per un giorno, in occasione di un suo intervento al Politecnico di Milano, nel quale ha parlato di musica. "Non è vero che nella musica non c’è meritocrazia", ha spiegato il cantante, aggiungendo poi: "Un disco ti piace o no: puoi fregare qualcuno una volta, ma le carriere si costruiscono con il merito".
Di fronte a studenti e studentesse di Architettura e Ingegneria, l’artista ha riflettuto sul fatto che "la scienza è un po’ simile alla musica". Al termine della sua lezione, Jovanotti ha lanciato un invito a tutti i giovani presenti, chiedendo loro di non omologarsi, ma di "essere riconoscibili, in un mondo che ha il problema di comunicare".
Che scuola ha fatto Jovanotti
Lorenzo Cherubini è nato a Roma il 27 settembre 1996. I genitori erano originari di Cortona, in provincia di Arezzo, in Toscana: Mario, suo padre, era un membro del Corpo della gendarmeria dello Stato della Città del Vaticano. È il terzo di quattro figli e da bambino ha vissuto spesso nella città d’origine della sua famiglia.
Dopo le scuole medie, Jovanotti si è iscritto al Liceo scientifico "Malpighi" di Roma: già da studente aveva iniziato a lavorare come dj, continuando poi a fare la gavetta nel mondo dello spettacolo italiano e diventando ben presto un punto di riferimento per il panorama musicale del nostro Paese.
In un’intervista al Corriere della Sera, Jovanotti ha ricordato la sua Maturità: "Mi ricordo perfettamente la mattina dell’esame di Maturità, la lunga fila di banchi in corridoio. Non ero molto preparato e tendevo a portare sempre l’argomento verso di me. La paura aiuta, impone un controllo, rispetto per il momento che stai vivendo".