La lezione di Mattarella su scuola e integrazione e le polemiche
La lezione del presidente Sergio Mattarella su scuola e integrazione all'indomani dell'annuncio di Giorgia Meloni, che ha scatenato numerose polemiche
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"La scuola è la leva più efficace di integrazione", ha ricordato il presidente della Repubblica Sergio Mattarella in occasione della cerimonia di inaugurazione del nuovo anno scolastico all’Istituto omnicomprensivo Sergio Marchionne di Amatrice (Rieti). Le parole del capo dello Stato arrivano dopo l’annuncio della presidente del Consiglio Giorgia Meloni sulla volontà del Governo di introdurre per legge un tetto al numero di studenti stranieri per classe, proposta che ha suscitato non poche polemiche.
- Cos'ha detto Mattarella su scuola e integrazione
- La lezione di Mattarella su cosa vuol dire educare
- Qual è il compito della scuola per il presidente Mattarella
- Il messaggio di Sergio Mattarella agli studenti
Cos’ha detto Mattarella su scuola e integrazione
"La scuola è la leva più efficace di integrazione per chi viene da altri Paesi e per i giovani nati in Italia figli di emigrati. La scuola prepara tutti, è aperta a tutti: così dispone l’articolo 34 della Costituzione", ha dichiarato Sergio Mattarella il 21 settembre ad Amatrice.
Il presidente ha sottolineato che la scuola "deve stabilire legami, conquistare la fiducia delle famiglie, aiutare a non formare ghetti, a non alzare barriere, a rendere più sicure le nostre comunità, a unire e a non lacerare, superando i muri della diffidenza e dell’incomunicabilità".
Ha poi aggiunto: "La scuola è chiamata a produrre coesione sociale. Gli studenti non sono semplici utenti della scuola. La società ha bisogno della loro voce".
E ancora: "La scuola deve includere, recuperare, ricostruire. I nostri bambini, i nostri studenti sono avanti a noi per tante cose, ma sappiamo che hanno bisogno di trovare fiducia, che il disagio può nascondersi nei loro comportamenti. Può nascondersi persino ai genitori".
Il Capo dello Stato ha pronunciato questo discorso all’indomani delle dichiarazioni della premier Giorgia Meloni dal palco di Fenix, la festa di Gioventù nazionale a Roma. La presidente del Consiglio ha annunciato un decreto che prevede una soglia massima percentuale di studenti stranieri per classe, il divieto di burqa e niqab nelle scuole italiane e l’obbligo, per i genitori stranieri di figli con "problemi gravi di inserimento scolastico", di imparare la lingua italiana.
L’annuncio di Meloni ha acceso il dibattito pubblico, e ha ricevuto numerose critiche dalle opposizioni, ma anche da presidi, insegnanti e sindacati. Sul tema è intervenuto anche il presidente della Cei, il cardinale Matteo Zuppi, che, introducendo i lavori del Consiglio episcopale permanente, ha affermato: "Una scuola autenticamente inclusiva è uno dei più potenti strumenti di giustizia e di pace. Auguriamo alle nostre scuole di essere comunità capaci di generare fiducia, passione e responsabilità, luoghi in cui nessuno si senta escluso".
La lezione di Mattarella su cosa vuol dire educare
Nel suo intervento per l’inaugurazione dell’anno scolastico 2026/2027 all’Istituto Marchionne di Amatrice in occasione del decimo anniversario del terremoto, il presidente della Repubblica Mattarella ha delineato le sfide educative in un mondo che cambia rapidamente, soprattutto sotto la spinta delle nuove tecnologie.
"La società, come sempre, ha bisogno della scuola, e di una scuola all’altezza dei tempi nuovi, per difendere la civiltà che è stata conquistata e per progredire ancora", ha affermato, osservando che la società tende troppo a "concentrarsi sul presente", mentre "è necessario investire sul futuro", a partire dalla scuola e dalla conoscenza.
Mattarella ha proseguito: "Del resto, macchine sempre più intelligenti, per essere governate a vantaggio delle persone e delle comunità, hanno bisogno di persone sempre più preparate, più responsabili e più ricche di valori". Per questo i compiti educativi e formativi, da sempre cruciali, "oggi lo sono ancora di più".
Educare, ha spiegato, oggi significa "trasmettere conoscenze, promuovere talento e partecipazione; vuol dire sviluppare le qualità intellettuali e morali, vuol dire formare personalità libere e mature, capaci di contribuire alla vita di comunità".
Qual è il compito della scuola per il presidente Mattarella
Mattarella, pur riconoscendo che intelligenza artificiale e social "offrono opportunità fino a ieri inimmaginabili", ha messo in guardia dai "pericoli di manipolazione della realtà, di colonizzazione del pensiero e dei sentimenti, di compressione – nascosta, invisibile, ma sostanziale – della libertà personale, di impoverimento dell’originalità e della creatività".
Il progresso, ha detto, "non va ostacolato, né temuto", ma "va orientato". Per questo, è necessario che le nuove generazioni crescano "tenendo insieme conoscenza e umanità, capacità tecnologiche e solidarietà".
In questo scenario, la scuola svolge un ruolo fondamentale: "Compito della scuola è formare ragazze e ragazzi che abbiano voglia di adoperare le potenzialità dei loro cellulari per pensare in proprio, liberamente, e non per consegnarsi a qualcuno che pensi al loro posto; per cercare spazi nuovi e non per rassegnarsi a ciò che l’algoritmo decide di proporci".
La missione della scuola, ha aggiunto, è "custodire e allenare la nostra umanità e le nostre menti, senza farle atrofizzare dallo strapotere computazionale".
Il messaggio di Sergio Mattarella agli studenti
Infine, il presidente ha rivolto un messaggio agli studenti: "Ragazze e ragazzi, rendetevi ancora più protagonisti della vita scolastica. Con la vostra consapevolezza, con il vostro impegno. Conoscenza e studio sono importanti per la vita. Non un sapere astratto o soltanto astratto, teorico. Ma un sapere che si unisce all’amicizia, alla premura per chi ci sta accanto, alla responsabilità verso gli altri. Questa è la strada della libertà. La nostra libertà è autentica se la libertà esiste per tutti".
Mattarella ha concluso: "Care ragazze e cari ragazzi, vi viene detto spesso che siete voi il futuro. Lo siete già oggi. Dovete, allo stesso tempo, voi, costruirlo e abitarlo. Buona scuola a tutti".