La lezione di Schettini sulle dipendenze (spiegate col magnete)
Il professor Vincenzo Schettini ha spiegato cosa sono le dipendenze usando un magnete e affrontando il tema del magnetismo
Il professore Vincenzo Schettini, seguitissimo sui social con le sue lezioni dedicate alla fisica, applicata alla vita di tutti i giorni, ha parlato di dipendenze. Le ha spiegate facendo ricorso a un magnete e spiegando come funziona una calamita. Nella nostra quotidianità veniamo attratti da cose belle e da cose brutte e lo stesso capita ai ragazzi.
Professor Schettini spiega le dipendenze con un magnete
Il professore di fisica alle scuole superiori ha spiegato cosa sono le dipendenze, in un’intervista rilasciata a Rai News. “Oggi abbiamo parlato qui di dipendenze ed io mi sono portato appresso un magnete“. Con questo strumento il docente ha spiegato come funzionano: “Perché la fisica ci dice che questo oggetto, questa calamita, emette un campo magnetico e tutti gli oggetti che sentono questo campo vengono attratti”.
Vincenzo Schettini, seguitissimo sui social, ha spiegato che “le dipendenze funzionano alla stessa maniera: sono campi magnetici, ma la fisica ti dice quali altri campi magnetici influenzano, ci attraggono? Soltanto le cose brutte? Soltanto le dipendenze?
A questa domanda Schettini ha risposto con un no: “Ci sono le cose belle, ci sono i begli esempi, un ragazzo che vede un altro ragazzo fare delle competizioni sportive, è attratto da quella cosa, è magnetizzato da quell’idea. Un ragazzo che inizia a studiare la chitarra, che inizia a cantare, che segue un bel professore, che ascolta una mamma parlare, anche se la mamma parla e lui fa finta di non ascoltare, la sta ascoltando la madre”.
“Siamo in un mondo in cui dobbiamo riaccendere i magneti, le dipendente positive e quelle negative piano piano i nostri ragazzi impareranno a gestirle e ad allontanarle”, ha aggiunto il professor Vincenzo Schettini nel suo intervento.
Cosa chiedono i ragazzi agli adulti di riferimento
In un precedente intervento, in occasione della decima edizione del festival “Informatici senza frontiere” di Trento, il docente, intervistato da L’Adige, ha spiegato non solo quali sono i rischi della tecnologia a scuola (riferendosi anche ai Big Data e all’intelligenza artificiale), ma anche quali sono le cose che i ragazzi e le ragazze chiedono agli adulti di riferimento, come i genitori e gli insegnanti stessi.
Sono molte le cose che i giovani chiedono a Schettini. Lo ringraziano per le sue lezioni di Fisica online, consapevoli che il prof saprà aiutare tantissimi studenti. In alcuni casi, invece, le domande che gli rivolgono riguardano la sfera personale: “Come affrontare i genitori, le scelte da fare… Penso che gli adolescenti di oggi tendano a sentire ansia perché non riescono a capire il mondo in cui sono”, ha spiegato Schettini.
Il docente ha voluto in quell’occasione consigliare ai genitori come comportarsi di fronte alle esigenze dei giovanissimi. Bisogna pensare “a quando eravamo figli noi e di ricordare tutti i no che ci hanno detto. Abbiamo avuto un percorso educativo migliore proprio grazie ai divieti che abbiamo ricevuto”.
Mentre il suggerimento per i docenti è quello di “non spaventarsi in questo periodo che è di grande transizione. Continuiamo invece a conservare la bellezza della nostra professione, troppo spesso denigrata e maltrattata. Fare il professore significa stare tra i ragazzi e trasmettere la passione per la materia, solo questo è determinante. Tutto il resto è demanding nei nostri confronti: l’alternanza scuola lavoro, l’assistenza psicologica, i progetti vari… non dobbiamo farci opprimere”.
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