La matematica è davvero la materia più odiata dagli italiani?
La matematica può essere molto amata o molto odiata: il rapporto con la materia dipende anche da altri fattori come ansia e autostima personale
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- Secondo l’Ipsos Education Monitor 2025, la matematica è tra le materie meno amate dagli italiani, ma compare anche tra quelle preferite.
- L’ansia matematica può intrecciarsi con risultati scolastici, fiducia nelle proprie capacità ed esperienze negative accumulate nel tempo.
- Sentirsi in difficoltà con la matematica non significa essere “negati”: metodo, supporto e possibilità di sbagliare possono cambiare il rapporto con la materia.
La matematica è croce e delizia di tante persone che frequentano la scuola: c’è chi la considera la materia più bella e chi, ancora da adulto, ricorda con ansia equazioni, frazioni e interrogazioni alla lavagna. Ma la matematica è davvero la materia più odiata dagli italiani? Un’indagine Ipsos del 2025 suggerisce di sì: in Italia è la disciplina indicata più spesso tra quelle meno amate durante gli anni scolastici. La stessa ricerca, però, racconta un paradosso: la matematica è contemporaneamente anche una delle materie preferite. Più che semplicemente odiata, sembra quindi una delle più divisive.
- La matematica è tra le materie più odiate, ma anche tra le più amate
- Perché la matematica provoca tanta ansia?
- "Essere negati" in matematica non è un destino
La matematica è tra le materie più odiate, ma anche tra le più amate
Il dato più diretto arriva dall’Ipsos Education Monitor 2025, un’indagine realizzata in 30 Paesi su persone chiamate a ripensare alla propria esperienza scolastica. In Italia il 37% degli intervistati ha indicato la matematica tra le materie meno amate, collocandola al primo posto tra quelle ricordate più negativamente.
Prima di trasformare il risultato in una verità assoluta, però, bisogna capire che cosa misura. Non si tratta di una rilevazione condotta soltanto sugli studenti che oggi frequentano la scuola, ma di un sondaggio che comprende persone di età diverse. Racconta quindi anche il ricordo che gli italiani hanno costruito dei propri anni sui banchi.
Ed è qui che emerge la parte più interessante. A livello internazionale, la matematica è anche la seconda materia più amata dopo storia, e Ipsos segnala che in Italia il quadro è simile alla media dei Paesi coinvolti. La stessa disciplina, insomma, può suscitare entusiasmo in alcuni e un forte rifiuto in altri.
Una spiegazione può stare proprio nella natura della materia. In matematica la sensazione di riuscire o non riuscire tende a essere molto evidente. Chi trova gratificante arrivare alla soluzione di un problema può apprezzare questa chiarezza; chi accumula difficoltà può invece sviluppare rapidamente la convinzione che la matematica sia troppo difficile.
Perché la matematica provoca tanta ansia?
Una parte della risposta passa dalla cosiddetta math anxiety, l’ansia legata alla matematica. Non significa semplicemente non amare la materia: indica quella sensazione di tensione o blocco che può comparire quando bisogna risolvere un problema o affrontare una verifica.
L’OCSE ha dedicato molta attenzione al fenomeno nei risultati PISA 2022. Nei Paesi partecipanti molti quindicenni dichiarano di preoccuparsi per i voti di matematica o di sentirsi nervosi davanti ai problemi, e nella maggior parte dei sistemi scolastici l’ansia matematica è aumentata rispetto a dieci anni prima. Gli studenti più ansiosi tendono inoltre ad avere meno fiducia nelle proprie capacità e ad affrontare con maggiore difficoltà la materia.
Il legame tra ansia e risultati è confermato anche dalla ricerca scientifica. Una grande meta-analisi pubblicata nel 2026, basata su campioni rappresentativi raccolti in numerosi Paesi, ha trovato una relazione negativa tra ansia per la matematica e rendimento. Questo non significa però che l’ansia sia sempre la causa dei voti bassi: il rapporto può alimentarsi in entrambe le direzioni. Faticare in matematica può aumentare l’ansia e, allo stesso tempo, sentirsi molto ansiosi può rendere più difficile concentrarsi e affrontare un esercizio.
Un risultato simile emerge da uno studio italiano del 2023 condotto su studenti al primo anno della scuola secondaria di secondo grado. Livelli maggiori di ansia matematica all’inizio dell’anno erano associati a prestazioni peggiori successivamente. Il campione era limitato e non può rappresentare tutti gli studenti italiani, ma il risultato è coerente con le evidenze internazionali. Può così crearsi un circolo vizioso: "non sono bravo in matematica", quindi mi aspetto di sbagliare; affronto gli esercizi con maggiore tensione o tendo a evitarli; le difficoltà rimangono e rafforzano la convinzione iniziale.
"Essere negati" in matematica non è un destino
Il rischio è che il giudizio sulla materia si trasformi rapidamente in un giudizio su se stessi.
L’OCSE sottolinea che fiducia nelle proprie capacità, strategie di apprendimento e rapporto con gli insegnanti sono collegati all’ansia matematica. Imparare a collegare conoscenze nuove e precedenti, affrontare i problemi attraverso strategie differenti e considerare l’errore parte del processo può rendere la matematica meno minacciosa. Anche il docente ha un ruolo: sentirsi liberi di fare una domanda quando qualcosa non è chiaro può evitare che una piccola lacuna diventi la base di difficoltà successive.
Questo non significa che tutti finiranno per amare la matematica o che ogni difficoltà dipenda dall’atteggiamento. Alcuni studenti possono avere lacune pregresse, incontrare argomenti particolarmente complessi o trovarsi meglio con determinate modalità di insegnamento. Anche l’indagine Ipsos aiuta a ricordarlo. La matematica riesce contemporaneamente a comparire ai primi posti tra le materie più amate e tra quelle meno amate. Più che una disciplina universalmente detestata, sembra quindi una materia capace di polarizzare fortemente le esperienze scolastiche.
La matematica può dunque essere definita la materia più odiata dagli italiani se ci basiamo sull’ultimo sondaggio Ipsos, ma il dato racconta soltanto metà della storia. È anche una delle più apprezzate e il rifiuto può intrecciarsi con ansia, esperienze scolastiche e fiducia nelle proprie capacità.