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La Normale di Pisa ha comprato i libri banditi da Trump ANSA/iStock

La scuola Normale di Pisa ha comprato i libri banditi da Trump

L'alta scuola di formazione ha scelto di compiere "un piccolo gesto contro attacchi pericolosi", comprati volumi che parlano di diritti e lotte civili

Stefania Bernardini

Stefania Bernardini

GIORNALISTA

Giornalista professionista dal 2012, ha collaborato con le principali testate nazionali. Ha scritto e realizzato servizi Tv di cronaca, politica, scuola, economia e spettacolo. Ha esperienze nella redazione di testate giornalistiche online e Tv e lavora anche nell’ambito social

L’amministrazione statunitense guidata da Donald Trump ha tolto dagli scaffali dell’Accademia Navale degli Stati Uniti circa 400 libri, una quarantina di questi troveranno posto nella Biblioteca della Normale a Palazzo Vegni di Firenze. L’alta scuola di formazione della Normale di Pisa ha deciso di acquistarli per salvarli dalla censura.

Perché la Normale di Pisa ha comprato i libri banditi da Trump

La scuola Normale Superiore di Pisa ha deciso di acquistare e mettere a disposizione di tutta la comunità una parte dei libri censurati dalla Biblioteca Nimitze.

La professoressa di Scienze Politiche, Donatella Della Porta, ha spiegato che “vediamo un ritorno di tempi scuri nei quali vengono cancellati libri artistici, scientifici, che parlano di disuguaglianze di genere, quello che abbiamo fatto è un gesto di difesa della visione plurale di arte e scienza”.

La prima preside della Classe di Scienze politico-sociali e coordinatrice del dottorato in Political Science and Sociology alla Scuola Normale Superiore a Firenze, dove dirige il Center on Social Movement Studies, ha affermato, come riporta Il Corriere della Sera, che l’iniziativa è nata “perché siamo molto sensibili a un ritorno di tempi scuri. Siamo venuti a conoscenza di questa lista di testi ritenuti offensivi attraverso delle pubblicazioni dedicate alla lotta per i diritti civili”.

Quali libri sono stati comprati dalla Normale di Pisa

Dei quasi 400 libri che sarebbero andati perduti, la Normale di Pisa ha scelto di acquistare quelli che riteneva più importanti per la scuola di alta formazione.

“Quelli che parlavano di diritti di genere, diritti sociali, diseguaglianze e lotte civili“, ha specificato Della Porta aggiungendo che proprio questi testi sono stati “ordinati per difendere un’idea di libertà accademica e di ricerca”.

“Siamo di nuovo in una situazione in cui i libri vengono bruciati e questo ci spaventa. Ci rendiamo conto che il nostro è un granello di sabbia in un mare di pericolo – è l’avviso della professoressa – ma quando ho letto la lista mi ha colpito che erano presenti anche romanzi di storia, libri per bambini, tutte pubblicazioni che si occupano di diritti delle donne e di genere. Questi sono attacchi pericolosi contro le diseguaglianze”.

La rimozione dei libri del Governo USA

Ad aprile 2025, il Pentagono ha ordinato alla US Naval Academy la rimozione di quasi 400 libri dalla sua biblioteca. L’operazione, contro contenuti legati alla diversità, equità e inclusione (Dei), è stata voluta dall’ufficio del segretario alla Difesa Pete Hegseth.

L’obiettivo era togliere opere riguardanti diversità, equità e inclusione per la formazione degli allievi e delle allieve nelle scuole e accademie militari.

La Normale di Pisa ha spiegato che la rimozione dei libri dalla Nimitz library della U.S.Naval Academy, con sede ad Annapolis nel Maryland, “rientra nel programma del Dipartimento della Difesa statunitense volto a contrastare la promozione di valori quali diversità, equità e inclusione dalle scuole e accademie militari. Più in generale, l’episodio si inquadra nella guerra alla woke culture dell’amministrazione Trump”.

L’acquisto dei libri censurati, si legge nel comunicato dell’alta scuola di formazione, è un gesto simbolico per continuare a tenere accesi i riflettori sulla situazione che scuole e accademie statunitensi stanno vivendo in questa fase.