La prima cosa che prof Maggi farebbe da ministro dell'Istruzione
Il celebre professore de 'Il Collegio' Andrea Maggi ha raccontato quale sarebbe la prima cosa che farebbe se diventasse ministro dell'Istruzione
Quale sarebbe la prima cosa che farebbe Andrea Maggi se, in un futuro immaginario, diventasse ministro dell’Istruzione? Scopriamo la risposta del prof protagonista del Collegio.
Maggi e la prima cosa che farebbe se fosse ministro dell’Istruzione
“Se lei fosse ministro dell’Istruzione, quale sarebbe la prima cosa che farebbe?”. È la domanda che un ragazzo ha fatto ad Andrea Maggi a La conferenza stampa su RaiPlay, occasione in cui il prof ha anche svelato le sue previsione sulle tracce della Maturità 2026.
“Aumenterei gli stipendi degli insegnanti, almeno del doppio“, ha risposto il professore senza indugi. Il giovane ha ribattuto: “Giusto!”.
La questione dello stipendio dei docenti è da sempre al centro del dibattito pubblico. In Italia, infatti, i salari del personale scolastico sono tra i più bassi d’Europa. Ma, come ha spiegato prof Maggi in altre occasione, c’è un altro problema a pesare sulla condizione degli insegnanti italiani: la pensione.
Secondo Maggi, ciò di cui avrebbero davvero bisogno gli insegnanti è la possibilità di riscattare gli anni della laurea a un costo calmierato. La misura è prevista da un disegno di legge presentato in Senato lo scorso 5 marzo (S.1413/2025), ma non è ancora stato discusso in aula. Nel ddl si parla di circa 900 euro per ogni anno di studio per chi lavora nel comparto Istruzione e Ricerca. Attualmente, invece, il costo medio annuale per il riscatto della laurea è di circa 6mila euro. Una cifra che, come ha fatto notare il prof Maggi sulle pagine del Gazzettino, “in pochi lavoratori della scuola oggi si possono permettere, vincitori del Superenalotto esclusi”.
Perché Andrea Maggi ha deciso di fare l’insegnante
Un altro studente, con tono ironico, ha chiesto a Maggi: “Ha deciso di diventare professore perché era scarso a calcio o ci sono altri motivi?”. Il docente, stando al gioco, ha subito chiarito: “Innanzitutto io non sono scarso a calcio, sono un discreto centrocampista, ala fluidificante”.
Poi ha raccontato le ragioni della sua scelta: “Ho deciso di fare l’insegnante perché volevo un lavoro che mi mantenesse in stretto contatto con la letteratura“. Maggi ha osservato che molti colleghi avrebbero risposto di aver scelto la scuola per stare vicino ai ragazzi. Al contrario, “io volevo stare a stretto contatto con la letteratura, volevo parlare di letteratura – ha ribadito -. E con chi? Con il pubblico più propenso ad ascoltare, cioè i giovani”. E con un sorriso ha aggiunto: “Quando parlavo di letteratura al pub con i miei amici nessuno mi ascoltava”.
Maggi ha anche ricordato come sia nato il suo amore per i libri e la scrittura: “Il primo libro che ho letto è stato I cavalieri della tavola rotonda di Mino Milani, autore di romanzi per ragazzi che ha riscritto le storie più belle dell’epica cavalleresca e classica. Mi innamorai di quel libro, di quelle avventure di cavalieri, dame e imprese. E mi innamorai soprattutto della scrittura. I cavalieri della tavola rotonda è stata la magia che mi ha introdotto al mondo della lettura e anche della scrittura”, ha concluso.
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